venerdì 13 dicembre 2013

Storia del canale di Suez



Un canale che congiungeva il Nilo al Mar Rosso era stato scavato dal Faraone Ramsete II.-(1300 a.C.)
Era poi stato colmato dalle piene alluvionali del Nilo e dalla sabbia del deserto.
Il faraone Nekao II - (609 – 594 a. C.) riprogettò il cosiddetto "Canale dei Faraoni", ma l'opera, colossale per l'epoca, non poté essere portata a termine.
Erodoto parla positivamente del canale, come di un lavoro grandioso: "Il canale è così lungo che occorrono quattro giorni per percorrerlo, e tanto largo che vi possono navigare due triremi affiancate.
I lavori sono stati imponenti e sono costati la vita a 120.000 operai egizi". 
Il progetto  fu ripreso da Dario I di Persia - (522-486 d.C.) che completò i lavori realizzando il primo collegamento storicamente sicuro tra Mar Rosso e Mediterraneo,  mantenendo il nome di Canale dei Faraoni.
Cento anni più tardi questa singolare via d'acqua fu migliorata da Dario re di Persia, e lo testimonia una stele cuneiforme trovata all'imbocco del canale per ricordare l'avvenimento.
Il canale subì nei secoli successivi parziali modifiche, che ne spostarono il punto di sbocco sul Nilo: una prima volta sotto Tolomeo II, nel -(3°secolo a. C..) ,che oltre a intervenire sul canale, fondò la città costiera di Berenice, cui fece seguito quella di Berenice Epi Dire, sulla costa Eritrea, queste due basi diedero un grande impulso allo sfruttamento del Mar Rosso come via di comunicazione.
Il porto di Berenice divenne ben presto un importante centro commerciale, situato al termine di una rotta carovaniera. 
Durante il regno di Himayar intorno al -(2°sec. a.C.)
Gli Himayriti avevano notato che i cicli dei monsoni potevano essere usati per la navigazione, il monsone estivo spingendo le navi verso sud e quello invernale le riportava  a nord.
Questa scoperta influì radicalmente sull'uso del Mar Rosso come via di comunicazione.
Con la caduta dei Tolomei e il passaggio dell'Egitto in mani romane, le rotte del Mar Rosso furono ulteriormente potenziate.
Sembra che Cleopatra- ( 30 a.C) dopo la battaglia di Azio, avesse tentato di trasportare la sua flotta nel mar Rosso, ma non vi riuscisse perché il canale non era più navigabile e ostruito in più punti.
In epoca romana Traiano, fece realizzare nel 106 d.C. l'Amnis Traianus, ( non vi sono prove certe) utilizzato per ben settecento anni, fino all'epoca della conquista degli Arabi.
I romani posero particolare attenzione alla creazione di una rete stradale e commerciale, furono potenziati i vecchi porti, come quello di Berenice, e ne furono creati di nuovi.
Fu probabilmente sotto l'imperatore Traiano che fu istituita la flotta del Mar Rosso, destinata a proteggere le rotte mercantili su quel mare, rotte che dal VII secolo furono interamente in mano agli Arabi. 
Gli arabi dopo la conquista e l'insediamento nell'ex paese dei Faraoni (647 d.C.), iniziano grandi lavori per farne la base d’espansione in Occidente.
Uno di questi lavori fu il ripristino dello scavo dell'antico Canale dei Faraoni, ribattezzato "Canale dei Principi della Fede".
Le navi arabe ne faranno uso per quasi duecento anni.
Pare che funzionassero vere e proprie rotte di linea, anche per turisti; già nel 414 d.C. si ha notizia del viaggio del buddista cinese Fa-Hien che viaggiò da Giava a Canton attraverso il mare della Cina meridionale su una nave commerciale comodissima, che oltre il carico portava duecento persone.
L’enorme espansione e il frazionamento dell’impero arabo portarono più tardi a violente e dilanianti contese fra i califfi; fu cosi che, per esigenze di difesa, il califfo Abu Giafar fece chiudere il canale nel 842, ostruendolo con sabbia e blocchi di pietra.
In pochi anni per la sabbia e i detriti il canale dei Faraoni scomparve per la seconda volta alla vista e dalla memoria.
Passano cosi più di sei secoli, fino a, quando nel 1484-85 alcuni monaci inviati dal papa in Abissinia passano accanto al canale e ne ammirano stupefatti i resti coperti di sabbia.
Vi è una relazione dettagliata dove si narra la storia del canale, indubbiamente ricavata sul posto, da Ramsete II a Necho, e si descrive il canale "...largo cento piedi e profondo trenta, la sabbia lo ha colmato a metà; doveva unire il mar Rosso al Mediterraneo ma... (e qui dicono una stupidaggine, ignorando, forse volutamente, che gli arabi lo avevano navigato a lungo; una falsità che ostacolerà non poco i successivi progetti, ma i Faraoni non vollero proseguire i lavori perché il Mar Rosso è più alto del Mediterraneo, e l'apertura del canale avrebbe provocato l'inondazione dell'intero Egitto". Napoleone - 1800 Napoleone, che si stava documentando bene prima della campagna d'Egitto; ritrova tra gli scaffali lo studio di Leibniz, e una volta in Egitto si fa guidare sul luogo dei vecchi resti, ancora visibili; lì esclama "Messieurs, voilà il canale dei Faraoni". Ma i suoi ingegneri, non all'altezza di un’opera così gigantesca, ostacolarono il progetto; Non se ne fece quindi nulla. Metternich, Negrelli, De Lesseps - 1850 Tra discussioni e progetti si giunge al 1846 dove un comitato di studi – promosso da Metternich - fa il punto della situazione, e incarica l'ingegner Negrelli di fare i calcoli e i piani tecnici per la ciclopica opera. Nel 1854, Ferdinand de Lesseps, fondata la Societé d'Etudes du Canal de Suez, aveva presentato il progetto per la realizzazione di un nuovo canale che collegasse le acque del Mar Rosso a quelle del Mediterraneo, dato che non v'era più traccia dell’opera antica. Approvato il progetto di de Lesseps con l'approvazione del vicerè d'Egitto Mohammed Said, fu fondata la " Compagnie Universelle du Canal Maritime de Suez " e cinque anni più tardi i lavori ebbero inizio, nonostante l'opposizione della Gran Bretagna che temeva lo stabilirsi di una supremazia francese nel Paese, e furono terminati alla fine del 1869 con l'inaugurazione il 17 settembre. Il Canale primitivo, che richiese uno spostamento di 74 milioni di metri cubi di terreno, aveva all'inizio 8 m di profondità e una larghezza di 22 m, ma nel corso degli anni che seguirono, l'aumento progressivo della stazza dei natanti rese più volte necessari lavori d’allargamento e approfondimento Il canale seguiva in parte il vecchio e in parte un nuovo tracciato. Con l'impulso dato dall'apertura del Canale di Suez, il traffico navale aumentò considerevolmente facendo del Mar Rosso uno dei mari più importanti e strategici della Terra. Il Canale ha queste misure: tra i 70 e i 125 m di larghezza in superficie, da 45 a 100 sul fondo e la sua profondità varia da 11 a 12 m. Grandi opere di dragaggio del fondale marino sono state compiute nell'ansa che il Mediterraneo forma a S di Porto Said per impedire l'insabbiamento del passaggio e nel 1951, su un tratto di 11 km, tra El Qantara ed El Firdàn, esso è stato raddoppiato, per rendere più agile il traffico dei convogli nei due sensi. Il Canale lungo 161 km, è tecnicamente percorribile da navi stazzanti fino a 50 000 t e con un pescaggio massimo di 10,36 m. La traversata dura una quindicina d’ore, senza alcun’interruzione all'incontro dei convogli nei due sensi.
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