mercoledì 30 gennaio 2013

Gli Argonauti, eroi navigatori

Gli Argonauti furono degli eroi del mito greco che presero il nome dalla loro nave, Argo e che navigarono lungo tutto il mondo conosciuto allora. Il termine Argonauta significa letteralmente Navigante con Argo.

Il mito narra di poco più di cinquanta persone scelte da Giasone per andare alla conquista del Vello d’oro, difeso dal re Etea nelle dure terre della Colchide.

 I componenti della ciurma, che avrebbe attraversato tutto il Mediterraneo, furono scelti tra i più famosi eroi dell’antica Grecia. Il capo e organizzatore della spedizione, Giasone, era figlio di Esone, ed era discendente del dio Eolo.
 L’eroe viveva a Iolco, dove suo zio Pelia usurpò il regno a Esone. Il giovane Giasone venne affidato, per crescere bene, alle cure del Centauro Chirone, che gli insegnò la medicina.
 L’avventura per la conquista del Vello iniziò quando Giasone, divenuto adulto, tornò al suo paese, vestito in modo bizzarro: indossava una pelle di pantera, ed aveva un piede scalzo. Il giovane arrivò nella piazza di Iolco mentre Pelia sta eseguendo dei sacrifici per gli dei.
 Il re non riconobbe Giasone, ma si spaventò davanti a quella strana figura perché un oracolo gli predisse sciagure causate da un uomo che camminava con un piede nudo. Dopo qualche giorno Giasone richiese allo zio il trono.
 Pelia richiese il Vello d'oro dell'ariete che aveva trasportato Frisso in salvo in cambio del regno. Nonostante la pericolosità dell’impresa. Giasone accettò.
 La nave Argo venne costruita grazie al contributo della dea Atena, ella aveva personalmente preparato la prua della nave con una quercia sacra. La parte quindi aveva il dono della parola, per essere più precisi aveva il potere della profezia.

 La missione per il recupero del Vello iniziò da Pagase, la prima tappa del loro peregrinare fu l’isola di Lemno, dove restarono con le donne di lì, che in precedenza avevano uccisi i loro uomini.
 Dopo molte avventure, gli Argonauti giunsero ad Ea, la città dov’era gelosamente custodito il vello dal re Etea. Giasone riuscì a conquistare il Vello grazie alla collaborazione di Medea, maga e la figlia del re, che si era innamorata dell’eroe greco.
La nave Argo, a missione compiuta, salpò per tornare a casa, ma venne inseguita dagli abitanti della città.
 La liberazione dagli ostici nemici avvenne grazie a Medea, che era ripartita con Giasone, in qualità di sua sposa, e che riuscì a battere suo fratello Absirto, riducendo a pezzi. La navigazione degli Argonauti iniziò così con pessimi auspici. 
Oltre all’assalto degli abitanti di Ea, la ciurma fu costretta a subire la deviazione imposta dal dio Zeus, che li portò a navigare nell’Adriatico. 
 La magica prua della nave avvertì gli eroi che per tornare a casa sarebbe stata necessaria la purificazione da effettuare dalla maga Circe. Così gli Argonauti, navigando sull’Eridano (il fiume Po) e i suoi affluenti, riuscirono a raggiungere la Liguria e da lì navigarono verso la Sardegna, fino a giungere al Monte Circeo, casa della maga. 
 Circe, accettò di purificare la ciurma, ma non di ospitarli.

Così gli Argonauti furono costretti a ripartire, superando i pericoli delle Sirene e di Scilla e Cariddi.
 Proseguendo la rotta verso casa, la ciurma del vello raggiunse l’isola dei Feaci di cui è re Alcinoo. Su queste sponde gli Argonauti furono costretti a scontrarsi di nuovo con i loro inseguitori, battendoli.
 Il viaggio proseguì e i nostri eroi riuscirono finalmente ad arrivare sull’isola di Egina e da lì, in breve tempo sbarcarono a Iolco, dopo un viaggio durato ben quattro mesi.

 Giasone, prima di recuperare il regno, decise di portare la nave a Corinto, per consacrarla a Poseidone. Dopo aver onorato gli dei con questo dono, consegnato il vello a Pelia, Giasone ottenne il regno. 


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