lunedì 1 ottobre 2012

Le linee di Nazca

In Sudamerica, Perù meridionale, nell'altopiano di Nazca, sopra un tavolato di circa 500 Kmq, si trova uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia. In questo luogo tra i più aridi del mondo, dove soffiano venti impetuosi, negli anni '20 un pilota militare avvistò nel deserto strani segni, presentò regolare rapporto ma da allora, per 50 anni, su Nazca calò il segreto di Stato. Sul suolo dell'altopiano sono state disegnate con una incredibile perizia, tutta una serie di figure antropomorfe, zoomorfe e geometriche, tutte realizzate con tratto continuo.
Per vederle occorre essere ad una quota di almeno 300 metri dal suolo; per ammirarle tutte insieme bisogna superare i 1.000 metri. Sono centinaia di disegni talmente grandi da essere visibili solo dall'alto e, non esistendo alcun punto elevato nelle vicinanze, per osservarli occorre un mezzo volante. La scimmia, ad esempio, è lunga 130 m e larga 90 m. Come hanno fatto a disegnarla se non era possibile controllare dall'alto le proporzioni del geroglifico? Il Colibrì è lungo 50 m, il ragno 45 m, il condor 120 m, come il pellicano, la lucertola arriva a 188 m! Questi geroglifici possono essere definiti la più grande opera grafica del mondo. Sono stati realizzati asportando dal suolo lo strato superficiale di ciottoli vulcanici neri, in modo da scoprire il fondo più chiaro composto di sabbia giallina. Un'operazione di poche decine di centimetri. L'eternità di queste opere è garantita da una particolare combinazione climatica che crea un effetto di fissaggio dei ciottoli sul terreno: una volta disposti non si muovono più...

Finora gli studiosi hanno determinato con certezza solo che ci sono state due fasi distinte, la più antica ed evoluta è quella delle raffigurazioni zoomorfe e antropomorfe, la più recente e meno evoluta è quella dei temi geometrici. Le varie forme sono talmente complesse da risultare difficili da riprodurre anche con carta e penna. Le figure zoomorfe (come il cane, la scimmia, il ragno, il condor, la balena...), così come quelle antropomorfe (teste di uomini, mani..) e quelle raffiguranti piante e fiori, sono circondate da un labirinto di forme geometriche di una precisione sconcertante. La più grande delle figure è un rettangolo. Ci sono delle linee perfettamente rette che sono lunghe più di 8 Km, una arriva a 65 Km! A Nazca i misteri sono di casa. Il geroglifico del ragno rappresenta uno dei più rari aracnoidi del mondo, che vive solo nella foresta amazzonica e si riconosce per essere l'unico esemplare ad avere l'organo riproduttivo su una delle zampe, un particolare che è visibile solo al microscopio. Perché gli artisti di Nazca hanno attraversato le Ande, sono penetrati nella foresta amazzonica, hanno scovato uno di questi rarissimi ragni, per poi raffigurarlo in un disegno che nessuno poteva vedere dal basso?
E che dire dei disegni che raffigurano la balena e la scimmia? Non si può certo affermare che siano animali comuni nel Perù.C'è anche la raffigurazione di un uomo col braccio destro alzato e stivali ai piedi. Ci sono numerose ed enigmatiche teste circondate da aureole splendenti. Nella baia di Pisco, si nota il geroglifico di un candelabro o tridente, anch'esso di dimensioni impressionanti, che annuncia dall'oceano l'esatta collocazione dei geroglifici di Nazca, mediante la sua precisissima orientazione. Di date neanche a parlarne, perché è impossibile datare un'opera effettuata asportando dei ciottoli dal terreno. Per chi sono state disegnate le figure, visto che sono visibili solo dall'alto? La risposta scontata è che siano state realizzate per qualcuno che dall'alto potesse vederle, cioè per qualcuno che volasse nel cielo. Secondo alcuni astronomi la figura del ragno è un preciso diagramma della costellazione di Orione, realizzato in modo da studiare, nel corso delle epoche, gli spostamenti delle tre stelle della cintura, più o meno con lo stesso meccanismo con cui funziona la meridiana. Gli allineamenti stellari di Nazca sono ancora in studio, ma già sono state scoperte linee che con precisione indicano solstizi, equinozi e particolari fenomeni celesti. Secondo alcuni matematici le linee di Nazca sono da considerarsi una scrittura cifrata, vale a dire una sorta di frase in geroglifico che contiene un messaggio preciso, organico, quindi intelligente, ancora tutto da decifrare. Secondo le popolazioni locali i segni nel deserto furono fatti dagli dei, i Viracochas, figure divine molto particolari adorate dagli Incas. Erano esseri dalla pelle bianca ed i tratti somatici europei, avevano la barba, venivano dal mare (o dal cielo sopra al mare), portarono la civiltà e la pace ai loro antenati e, prima di andare via, promisero che un giorno sarebbero tornati. La più contestata delle teorie su Nazca è l'ipotesi Extraterrestre. In pratica i geroglifici sarebbero una sorta di segnaletica stradale ad uso degli Ufo, contenente le informazioni necessarie ai viaggiatori del cielo. Una variante di questa teoria prevede le linee di Nazca come vere e proprie piste di atterraggio. Va detto che, a causa della morbidezza del terreno, sarebbe impossibile sia un atterraggio tradizionale che uno verticale. Naturalmente, un velivolo che si muove, atterra e decolla utilizzando i campi elettromagnetici e non toccando materialmente il suolo (come quelli descritti da molti testimoni di incontri ravvicinati del III e IV tipo), non avrebbe nessun problema. Nazca rimane un mistero archeologico, un imbarazzante rompicapo per tutti quegli studiosi che vogliono a tutti i costi definire primitivi gli uomini vissuti su questo pianeta migliaia di anni fa.

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