Un uomo d'affari americano si è accaparrato la favolosa Aston Martin DB5 del 1964 di James Bond per 2,9 milioni di sterline, oltre tre milioni e 300 mila euro.
L'auto guidata da Sean Connery in 'Goldfinger' e 'Thuderball' è stata battuta all'asta da Rm Auctions a Londra, realizzando però una cifra inferiore a quanto previsto.
"E' la macchina che ho sempre voluto e dopo tutto è l'auto più famosa al mondo - ha detto in un comunicato l'acquirente, Harry Yeaggy - Il mio progetto è metterla in mostra nel mio museo privato di automobili in Ohio".
Yeaggy è il secondo proprietario dell'argentea Aston Martin di James Bond. Il venditore, l'americano Jerry Lee, l'aveva comperata direttamente dalla fabbrica per 12 mila sterline nel 1969. L'auto è una delle due - e la sola rimasta - di quelle originali di 007 apparse sullo schermo con Connery.
E' stata battuta all'asta con tutti i suoi 'accessori', inclusi mitragliatrici, parabrezza a prova di proiettile, targa ruotante, diffusori di olio e di chiodi e cortina fumogena.
domenica 30 settembre 2012
Islanda
Islanda terra di ghiacci e di fuoco
Uno dei vulcani islandesi
Fiordi Norvegesi
Fiordi Norvegesi
Fiordo (dal norvegese fjord, islandese fjörður, da una radice indoeuropea che significa "approdo") è un braccio di mare che si insinua nella costa (anche per vari km) inondando un'antica valle glaciale o fluviale. Solitamente infatti le pareti del fiordo sono molto simili a quelle dei calanchi, ripide e scoscese, ma coperte di foreste.
Quando un ghiacciaio che si estendeva al di sotto dell'attuale livello del mare si veniva a ritirare, il mare riempiva la vallata incisa dal ghiacciaio, con la tipica valle a forma di U. In tal modo si sono formate delle rientranze della costa connesse con il mare e talvolta profonde sino a 1300 m.
La morena formata dall'espansione del ghiacciaio viene lasciata dal suo ritiro all'inizio della vallata e nel caso dei fiordi si trova sott'acqua, diminuendone la profondità all'imbocco. L'acqua sul fondo dei fiordi ha spesso una salinità molto bassa, a causa della sua provenienza dai torrenti e dallo scioglimento delle nevi: questa acqua dolce, più fredda tende a scendere sul fondo e a non mescolarsi con l'acqua di mare presente in superficie.
I fiordi per la loro stretta imboccatura e per la protezione offerta dalle elevazioni che li circondano sono eccellenti porti naturali
sabato 29 settembre 2012
Mu - Lemuria continente scomparso
Tra bianche spiagge, acque cristalline, natura incontaminata questo oceano che apparentemente non ha molto da offrire agli archeologi e storici, fatta eccezione per l’isola di Pasqua, racchiude in realtà una storia particolare, molto più antica di quanto possiamo pensare. Proprio qui infatti gira l’ormai nota leggenda del famoso continente di Mu che un po’ di secoli fa avrebbe ospitato una civiltà rinomata e tecnologicamente avanzata per l’epoca ma che purtroppo, non si sa bene come, sia da un giorno all’altra scomparsa: chi protende per una autodistruzione causata dalla loro stessa tecnologia e chi protende per cataclismi naturali che la avrebbero inabissata.
Tra le tante leggende ce n’è una in particolare proveniente dalle isole Caroline
dove, ancora una volta, sono protagonisti misteriosi “uomini bianchi con strani arti di magia ”.
Questa leggenda che pone serie domande su che cosa intendessero i polinesiani dell’epoca per strani arti di magia, barche lucenti, navi volanti ecc. viene, come abbiamo detto, dall’ isola di Ponphei che si trova nell’arcipelago delle Senyavin (Caroline), apparentemente un luogo poco archeologico per il profano ma, se guardiamo bene, a detta dell’autore ci sono rovine ciclopiche sorprendenti tra cui un tempio di basalto le cui mura superano i 10 m di altezza circondate da alte rovine e da un labirinto di terrazze e canali. Considerando quindi quanto dice la leggenda: gli uomini bianchi, le barche lucenti, isole che nascono dal nulla barche che volano e le rovine ancora nascoste dalla natura del Pacifico, possiamo dire di trovarci di fronte a un vero e proprio rompicapo dell’antichità di cui è difficile ricostruirne ogni pezzo dato che gli elementi a disposizione non sono tanti e anche quelli che ci sono portano notizie di avvenimenti degni più che altro di una società alla 2001 Odissea nello spazio, piuttosto che di una società della clava e della pietra come si suole definire le più primitive civiltà. Sebbene il materiale storico e archeologico tenda a scarseggiare nell’area del Pacifico per la ricostruzione delle fonti.
Tuttavia, nel continente Asiatico, troviamo stranamente degli elementi archeologici collegabili direttamente con Mu che permettono se non completamente almeno in parte di fare un po’ di luce su questa terra dell’antichità; infatti, il giornalista italiano Gianni Lucarini ci riporta la notizia di un’interessante scoperta archeologica avvenuta in Asia collegabile con l’antica civiltà in questione. Egli ci racconta che nel deserto del Gobi, una regione come sappiamo alquanto desolata, fu ritrovata da parte dell’archeologo sovietico Koslow una misteriosa città molto antica chiamata Khara Khota risalente a circa 5000 anni A .C. Apparentemente, non sembrava avere nulla di eccezionale ma, continuando gli scavi, trovarono resti che risalivano addirittura a 18.000 anni fa e, insieme a queste, una strana pittura murale raffigurante due giovani sovrani e un emblema al cui centro vi era una lettera simile a M ; il tutto inscritto in un cerchio diviso in quattro parti.
La leggenda degli uomini con le barche lucenti, la scoperta di Koslow, le tavolette e i bassorilievi di Churchward con le sue leggende pongono nuove e soprattutto diverse ipotesi al riguardo del continente, infatti: come mai tanti riferimenti si trovano in Asia piuttosto che nel Pacifico? Chi erano quegli uomini biondi con le barche lucenti? Che cosa era la stella di Bal? Perchè le tavolette riportano una diversa collocazione del continente di Mu (Nell’Atlantico piuttosto che nel Pacifico)? Una ipotetica risposta potrebbe essere spiegata con la teoria formulata da parte di alcuni ricercatori alcuni anni fa che ipotizzarono che in tempi antichi Mu fosse stato un grandissimo impero esteso su tutta la terra, tecnologicamente avanzato, dotato di uomini dalle doti eccezionali e che avrebbe avuto la sua capitale in una città proprio dell’Asia centro-orientale (approssimativamente vicino al deserto del Gobi ), ma che, per motivi naturali o per motivi “tecnologici”( forse la stella di Bal era una bomba nucleare?), abbia perso due delle terre che facevano parte del suo impero: una terra nel Pacifico e una nell’Atlantico, identificate dagli studiosi come Mu e Atlantide e, in seguito a questo disastro, una vero e proprio regno di decadenza che l’avrebbe portata definitivamente alla cancellazione e alla dimenticanza. Forse è un’ipotesi molto azzardata, forse la verità è un’altra ma le continue ricerche, le leggende che parlano di terre favolose dove vivevano umani sorprendenti che facevano grandi cose, che usavano mezzi alquanto insoliti per l’epoca, che fluttuavano nell’aria, che compivano insomma dei veri e propri miracoli, ci permettono appieno di porre quante più teorie possibili senza problemi.
Questa leggenda che pone serie domande su che cosa intendessero i polinesiani dell’epoca per strani arti di magia, barche lucenti, navi volanti ecc. viene, come abbiamo detto, dall’ isola di Ponphei che si trova nell’arcipelago delle Senyavin (Caroline), apparentemente un luogo poco archeologico per il profano ma, se guardiamo bene, a detta dell’autore ci sono rovine ciclopiche sorprendenti tra cui un tempio di basalto le cui mura superano i 10 m di altezza circondate da alte rovine e da un labirinto di terrazze e canali. Considerando quindi quanto dice la leggenda: gli uomini bianchi, le barche lucenti, isole che nascono dal nulla barche che volano e le rovine ancora nascoste dalla natura del Pacifico, possiamo dire di trovarci di fronte a un vero e proprio rompicapo dell’antichità di cui è difficile ricostruirne ogni pezzo dato che gli elementi a disposizione non sono tanti e anche quelli che ci sono portano notizie di avvenimenti degni più che altro di una società alla 2001 Odissea nello spazio, piuttosto che di una società della clava e della pietra come si suole definire le più primitive civiltà. Sebbene il materiale storico e archeologico tenda a scarseggiare nell’area del Pacifico per la ricostruzione delle fonti.
Tuttavia, nel continente Asiatico, troviamo stranamente degli elementi archeologici collegabili direttamente con Mu che permettono se non completamente almeno in parte di fare un po’ di luce su questa terra dell’antichità; infatti, il giornalista italiano Gianni Lucarini ci riporta la notizia di un’interessante scoperta archeologica avvenuta in Asia collegabile con l’antica civiltà in questione. Egli ci racconta che nel deserto del Gobi, una regione come sappiamo alquanto desolata, fu ritrovata da parte dell’archeologo sovietico Koslow una misteriosa città molto antica chiamata Khara Khota risalente a circa 5000 anni A .C. Apparentemente, non sembrava avere nulla di eccezionale ma, continuando gli scavi, trovarono resti che risalivano addirittura a 18.000 anni fa e, insieme a queste, una strana pittura murale raffigurante due giovani sovrani e un emblema al cui centro vi era una lettera simile a M ; il tutto inscritto in un cerchio diviso in quattro parti.
La leggenda degli uomini con le barche lucenti, la scoperta di Koslow, le tavolette e i bassorilievi di Churchward con le sue leggende pongono nuove e soprattutto diverse ipotesi al riguardo del continente, infatti: come mai tanti riferimenti si trovano in Asia piuttosto che nel Pacifico? Chi erano quegli uomini biondi con le barche lucenti? Che cosa era la stella di Bal? Perchè le tavolette riportano una diversa collocazione del continente di Mu (Nell’Atlantico piuttosto che nel Pacifico)? Una ipotetica risposta potrebbe essere spiegata con la teoria formulata da parte di alcuni ricercatori alcuni anni fa che ipotizzarono che in tempi antichi Mu fosse stato un grandissimo impero esteso su tutta la terra, tecnologicamente avanzato, dotato di uomini dalle doti eccezionali e che avrebbe avuto la sua capitale in una città proprio dell’Asia centro-orientale (approssimativamente vicino al deserto del Gobi ), ma che, per motivi naturali o per motivi “tecnologici”( forse la stella di Bal era una bomba nucleare?), abbia perso due delle terre che facevano parte del suo impero: una terra nel Pacifico e una nell’Atlantico, identificate dagli studiosi come Mu e Atlantide e, in seguito a questo disastro, una vero e proprio regno di decadenza che l’avrebbe portata definitivamente alla cancellazione e alla dimenticanza. Forse è un’ipotesi molto azzardata, forse la verità è un’altra ma le continue ricerche, le leggende che parlano di terre favolose dove vivevano umani sorprendenti che facevano grandi cose, che usavano mezzi alquanto insoliti per l’epoca, che fluttuavano nell’aria, che compivano insomma dei veri e propri miracoli, ci permettono appieno di porre quante più teorie possibili senza problemi.
Il cane senza pelo messicano
Lo xoloitzcuintli (detto anche xolo, o cane nudo messicano)
Prima dell’arrivo degli spagnoli, i cani erano animali da compagnia molto apprezzati nella Mesoamerica. Alcuni venivano sepolti insieme ai loro padroni, come ‘compagni nell’aldilà’. Gli xolo occupavano un posto speciale nella società. Venivano loro attribuite virtù curative. Sì, chi soffriva di reumatismi sembrava trarre beneficio dallo stare a contatto con questo piccolo compagno dalla pelle molto calda. E naturalmente, uno xolo poteva anche tenere caldi i piedi del padrone in una notte fredda!
Oggi molti considerano lo xolo l’animale da compagnia ideale. Al pari di molte altre razze, gli xolo si possono addestrare e possono avere varie taglie: ce n’è anche una varietà nana. Soprattutto, l’assenza del pelo evita il problema delle pulci e li rende ideali per chi soffre di allergia. Prendersi cura di uno xolo è molto facile. Per mantenere morbida la sua pelle bisogna applicarvi di tanto in tanto della crema o qualche olio. “Basta un minuto per fargli il bagno”, “e dopo due minuti è già asciutto”.
Fino a non molto tempo fa lo xolo era considerato una specie a rischio di estinzione, ma si è fatto molto per salvaguardarlo. Oggi questi cani non si trovano solo in Messico ma anche in altri paesi come il Perú e gli Stati Uniti. Allora, vi piacerebbe vedere uno xoloitzcuintli? Se un giorno vi capiterà l’occasione di vederne uno, non dimenticherete questo cane singolare.
In realtà la temperatura corporea dello xolo non è molto più alta di quella di qualunque altro cane; al tatto, però, lo xolo sembra più caldo a motivo della mancanza di pelo.
Mimetizzazione... :-)
Un capitano della marina militare sta navigando in tempi di guerra. Fa cenno al mozzo di avvicinarsi e gli ordina: "Portami la camicia rossa, per favore".
Il ragazzo ubbidisce, ma chiede curioso al capitano: "Come mai vuole la camicia rossa?"
"Semplice", risponde il capitano, "Così se mi colpiscono nessuno vede il sangue!"
Il giorno dopo il mozzo si avvicina al capitano e gli annuncia: "Ci sono cinquanta navi nemiche all'orizzonte!"
E il capitano risponde: "Portami subito i pantaloni marroni!"
Il ragazzo ubbidisce, ma chiede curioso al capitano: "Come mai vuole la camicia rossa?"
"Semplice", risponde il capitano, "Così se mi colpiscono nessuno vede il sangue!"
Il giorno dopo il mozzo si avvicina al capitano e gli annuncia: "Ci sono cinquanta navi nemiche all'orizzonte!"
E il capitano risponde: "Portami subito i pantaloni marroni!"
Hotel sfera
Sembra una bolla di schiuma, che il mare abbia lasciato sulla scogliera... o un'astronave che vi si sia incastrata nell'atterraggio...
E' il progetto dell'Hotel Sfera, che sarà situato tra Dubai e Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti, a 300 metri dalla spiaggia di un'isola artificiale.
Futuristica e molto ambiziosa l'idea della designer russa Milla Rezanova, come lo sarà la realizzazione, l'hotel infatti verrà letteralmente incastonato nella scogliera.
Gli interni e il design di camere e hall saranno contemporanei e meravigliosamente lussuosi, almeno come gli ospiti che arriveranno esclusivamente in elicottero, si aspetteranno di trovare.
Il concetto, nasce come è facile immaginare, dall'idea di fornire un luogo impenetrabile ai comuni mortali, un eremo extra lusso con una impareggiabile vista sull'oceano .
Non si sa ancora quando verrà completato, il prototipo avrà 200 camere a tema e promette di strabiliare i pochi eletti che ne potranno usufruire.
Unghie lunghe 6mt
Artigli delle mani lunghi sei metri
E' la donna con le unghie più lunghe del mondo. Un primato che coltiva da 18 anni e che ha permesso alla cantante statunitense Chris Walton, in arte La Duchesse, di entrare nel libro dei Guinness, edizione 2012. Eppure per raggiungere questo record ha dovuto e deve sopportare sacrifici nella vita quotidiana, come non potere infilare mai le mani in tasca o indossare guanti, o essere costretta a inviare Sms spingendo sui tasti del telefonino con le nocche della dita.
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