web

lunedì 31 marzo 2025

Scoperto in Albania il lago sotterraneo termale più grande del mondo


 Era il 2021 quando un gruppo di speleologi della Repubblica Ceca, impegnato in un’esplorazione nelle zone montuose dell’Albania, notò qualcosa di insolito: una colonna di vapore caldo che si innalzava dal terreno. Seguendo la scia, gli scienziati si trovarono di fronte a un abisso profondo oltre 100 metri e, sul suo fondo, un’enorme distesa d’acqua calda.

All’epoca, però, mancavano gli strumenti per effettuare rilevazioni precise e determinare l’entità della scoperta. Solo nel 2025, con l’ausilio di una tecnologia avanzata come lo Scanner Lidar 3D, il team è riuscito a mappare con precisione l’area e a confermare l’incredibile realtà: Neuron è il lago termale sotterraneo più grande del mondo.

Il suo nome non è casuale: è un omaggio alla fondazione che ha finanziato la spedizione e reso possibile questo traguardo scientifico.


Il Lago Neuron si trova vicino a Leskovik, una località albanese non lontana dal confine con la Grecia. Quest’area è da sempre nota per la sua intensa attività geotermica, ma nessuno immaginava che nel sottosuolo si celasse un bacino di tali proporzioni.

Le misurazioni hanno rivelato che il Lago Neuron vanta caratteristiche impressionanti:

  • Lunghezza: 138 metri
  • Larghezza: 42 metri
  • Perimetro totale: oltre 340 metri
  • Volume d’acqua: 8.335 metri cubi, pari a circa 3,5 piscine olimpioniche

Ma non è solo la sua grandezza a rendere straordinaria questa scoperta. Le acque del lago sono ricchissime di sali minerali e vengono continuamente riscaldate da fenomeni idrotermali naturali. Questo ambiente, unico nel suo genere, potrebbe offrire risposte cruciali sulla distribuzione del calore sotterraneo e sulle dinamiche geotermiche della Terra.


Il Lago Neuron non è soltanto un’affascinante meraviglia naturale, ma rappresenta una fonte inestimabile di informazioni scientifiche.

  • Dal punto di vista geotermico, potrebbe fornire nuove indicazioni su come sfruttare in modo sostenibile le risorse termali per la produzione di energia.
  • La sua composizione minerale stabile lo rende un soggetto di studio ideale per la ricerca medica e per le terapie termali, con possibili implicazioni nel trattamento di alcune patologie.
  • La sua posizione all’interno di un ambiente speleologico unico lo rende un laboratorio naturale perfetto per studiare gli ecosistemi sotterranei e le interazioni tra acqua e rocce.

Gli speleologi e gli scienziati di tutto il mondo hanno già mostrato un grande interesse per questa scoperta. Il Lago Neuron potrebbe svelare segreti sulla Terra ancora sconosciuti, aprendo nuove prospettive di ricerca nel campo della geologia, dell’energia rinnovabile e della medicina naturale.

Fonte: greenme.it

giovedì 27 marzo 2025

Tempio di Kailasa, un’opera monumentale scolpita nel cuore della roccia


 È tra i più grandi edifici scavati nella roccia, ma non è questo l’unico motivo che rende il Tempio di di Kailasa uno dei luoghi più incredibili da visitare in Asia. Molti lo conoscono con il nome di Kailasanatha e attira ogni anno tantissimi visitatori per il suo interesse religioso e artistico. 

L’opera, tra le più straordinarie del mondo antico, si trova all’interno del complesso delle grotte di Ellora nella zona occidentale dell’India. La sua particolarità? È scavato in un unico blocco di roccia basaltica e rappresenta il sacro monte Kailash, dimora del dio Shiva secondo la tradizione induista.


Durante il regno del sovrano Rashtrakuta Krishna I, il tempio Kailasa ha iniziato a prendere forma. Siamo nel VIII secolo e rappresenta una delle più complesse strutture monolitiche mai create.

Si trova presso la grotta numero 16 del vasto complesso delle grotte di Ellora, sito riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità in India.

Cosa rende la costruzione così straordinaria? 

Sicuramente la tecnica costruttiva. Se negli edifici tradizionali si lavora a blocchi o mattoni, qui la struttura viene scolpita nella roccia. Gli artigiani hanno scavato dalla cima proseguendo poi verso il basso con la tecnica dello scavo verticale dando vita ad una struttura interamente monolitica con dettagli incredibilmente raffinati e una precisione geometrica sbalorditiva. Le stime parlano di circa 400.000 tonnellate di roccia rimosse nell’arco di meno di vent’anni, un’impresa che sfida ogni logica per l’epoca.


Il Tempio di Kailasa fu concepito come un omaggio al dio Shiva, una delle divinità principali del pantheon induista. L’intera struttura simboleggia il Monte Kailash, considerato la dimora degli asceti e la sede spirituale di Shiva.

Il cortile del tempio, a forma di U, è circondato da un porticato a colonne disposto su tre livelli mentre al centro si trovano due elementi principali: il Mandapa (la sala esterna pilastrata) e il santuario centrale con il Linga, il simbolo fallico associato a Shiva. Di fronte al santuario è posizionata la statua di Nandi, il sacro toro cavalcato dalla divinità.

L’opera è gigantesca: si estende per circa 50 metri di lunghezza, 33 di larghezza e 30 di altezza. Alla base sono scolpiti elefanti in pietra che sembrano sorreggere la struttura regalandole un aspetto ancora più maestoso. Possiamo notare come l’architettura dravidica, tipica dell’India meridionale sia testimoniata dall’uso di torri a piramide, portoni decorati e bassorilievi complessi.

Fonte: siviaggia

martedì 25 marzo 2025

Charco de los Clicos è un lago tutto verde, un qualcosa di surreale


 Se città come Barcellona e Madrid sono mete predilette degli appassionati d’arte e Ibiza è l’isola del divertimento e delle good vibes estive, Lanzarote è invece la destinazione che preferiscono i viaggiatori più avventurosi.

Parliamo infatti di un’isola selvaggia, dalle mille sfaccettature, dove la natura scolpisce scenari quasi irreali e ricchi di luoghi incredibili. Tra le meraviglie più sorprendenti di Lanzarote c’è senza ombra di dubbio il Charco de los Clicos, un piccolo lago verde smeraldo incastonato nel cratere di un antico vulcano, a pochi passi dall’oceano. 


Il Charco de los Clicos è ciò che resta di un antico cratere vulcanico parzialmente eroso dall’oceano. Le sue acque, di un verde intenso e brillante, devono il loro colore alla presenza di un’alga microscopica che prospera in condizioni di elevata salinità. Questo fenomeno, che si unisce poi anche alla profondità del lago stesso e alla luce che si riflette sulla superficie, crea un effetto ottico straordinario, rendendo per l’appunto le acque verdissime.


Tale meraviglia si trova sulla costa occidentale dell’isola, vicino al villaggio di El Golfo, un sito che è stato dichiarato Riserva Naturale per la sua unicità e il valore ecologico, diventando una delle attrazioni più spettacolari dell’isola.

Il contrasto tra il nero della sabbia vulcanica, il blu profondo del mare e il verde brillante delle acque del Charco de Los Clicos mettono in mostra uno scenario da sogno, quasi alieno, che attira visitatori da tutto il mondo.

Per godersi al massimo questa meraviglia naturale di Lanzarote, il punto di partenza ideale è il belvedere di El Golfo, un posto perfetto per ammirare il panorama e scattare foto incredibili. Da qui si ha una vista spettacolare sul lago verde, sulla spiaggia di sabbia nera e sull’oceano che si estende all’orizzonte. Il momento migliore per andarci? Al tramonto, senza dubbio, quando il cielo si infiamma di rosso e arancione. Il paesaggio, infatti, diventa magico e la luce crea riflessi incredibili sull’acqua del lago e sulle rocce vulcaniche circostanti.

Se si ha voglia di esplorare da vicino questo scenario incredibile della Spagna, invece, dal belvedere si può imboccare il sentiero panoramico che scende fino alla spiaggia. Qui si può camminare sulla sabbia vulcanica, osservare le particolari formazioni rocciose modellate dal vento e dal mare e sentire l’energia primordiale di questo posto unico.

A soli 100 metri dal lago, inoltre, ci si può godere i raggi del sole e prendere un po’ di tintarella lungo il tratto di spiaggia che si chiama Playa de El Golfo, un pezzo di litorale di sabbia nera formata da frammenti di lava solidificata. Qui il paesaggio sembra realmente essere uscito da un’altra dimensione: la scogliera rossa e nera che circonda il lago racconta milioni di anni di storia geologica, testimoniando la potenza delle eruzioni che hanno plasmato questa splendida isola delle Canarie.

Fonte: siviaggia

giovedì 20 marzo 2025

El Capricho di Gaudí: il gioiello nascosto della Cantabria


 Antoni Gaudí è stato uno degli artisti più straordinari del periodo a cavallo tra il Diciannovesimo e Ventesimo Secolo, conosciuto anche come il “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”. Quando si parla di lui la mente vola subito a Barcellona, dove sette delle sue opere rientrano nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO: la Sagrada FamiliaCasa BatllóCasa Milà e il Parco Güell.

Ma in pochi sanno che nel nord della Spagna, a Comillas, si trova un’altra meraviglia firmata dal famoso architetto catalano. El Capricho di Gaudí è il gioiello nascosto della Cantabria, regione autonoma e provincia della parte settentrionale del Paese.

L’opera è stata realizzata tra il 1883 e il 1885 per l’avvocato Máximo Díaz de Quijano, un grande appassionato di musica. Proprio da questa passione prende il nome della costruzione: “capriccio” è un termine musicale, infatti, che indica una composizione libera e fantasiosa. Questa stessa idea di creatività si riflette proprio nel design di Gaudí, che rese El Capricho un’opera unica nel suo genere.


  Si distingue per il suo stile eclettico, dove si notano influenze orientali, gotiche e naturalistiche. Insieme al palazzo e ai padiglioni Güell e alla casa Vicens, El Capricho è una delle opere del periodo orientalista di Gaudí, durante il quale l’architetto ha esplorato forme decisamente audaci per le sue opere, utilizzando materiali in combinazioni mai viste prima.

Visitare El Capricho di Gaudí è un’esperienza culturale unica. Non si tratta di una semplice villa, ma di una scoperta visiva e sensoriale senza precedenti. La torre cilindrica, ricoperta di piastrelle verdi e gialle, ricorda un minareto, in grado di donare un tocco esotico alla struttura, mentre le decorazioni a girasole riescono a donare luminosità alla facciata e gli interni, simboleggiando anche l’armonia che l’opera ha con la natura, con materiali come pietra, mattoni, ferro e ceramica, che creano un gioco di texture e colori unico. Insomma, un’opera di visitare, ma assolutamente da fotografare!


Per chi ama l’architettura, l’arte e la natura, una visita a El Capricho di Gaudí è un’esperienza da non perdere, un tesoro nascosto della Cantabria che permette di ammirare il genio di Gaudí in un contesto davvero affascinante e lontano dalle solite mete turistiche.

Fonte:siviaggia.it

domenica 2 marzo 2025

Una nuova scoperta a Pompei rivela una megalografia, un grande affresco di rara bellezza che dà uno spaccato unico sui culti misterici del I secolo a. C.




Una scoperta eccezionale riporta alla luce un nuovo capitolo della storia di Pompei: una sala affrescata di straordinaria bellezza, battezzata "Casa del Tiaso", dove il mito di Dioniso prende vita attraverso scene di iniziazione e cortei bacchici. A più di un secolo dalla scoperta della celebre Villa dei Misteri, un nuovo tesoro archeologico getta luce sui culti misterici dell'antichità.

Nel cuore dell'antica città, durante gli scavi nella Regio IX, è emersa una "megalografia", un fregio a grandezza naturale che decora le pareti di una "sala per banchetti". Le immagini raffigurano il corteo di Dioniso, con baccanti danzanti e cacciatrici feroci, satiri che suonano il flauto e scene di sacrificio. Al centro della composizione, una donna, simbolo dell'inizianda, si prepara a essere introdotta ai misteri del dio del vino, in un rituale notturno.
Le figure del fregio, dipinte su piedistalli come statue, appaiono sorprendentemente vive, grazie alla resa dei movimenti, della carnagione e degli abiti. Un secondo fregio, più piccolo, raffigura scene di caccia, con animali vivi e morti, aggiungendo un ulteriore elemento ai rituali dionisiaci.
l fregio, risalente al I secolo a.C., offre uno spaccato unico sui culti misterici dell'epoca, dove l'iniziazione prometteva una nuova vita. La Casa del Tiaso, con i suoi affreschi carichi di simbolismo, si affianca alla Villa dei Misteri come testimonianza eccezionale di questi riti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...