venerdì 15 febbraio 2013
Le giare di Qumran

Le cascate di Gullfoss
Gullfoss (dall'islandese: gull "dorato" e foss "cascata") è una delle più note cascate dell'Islanda sud-occidentale, lungo il percorso del fiume Hvítá nel Haukadalur.
La portata media è di circa 140 m³/s in estate e 80 m³/s in inverno. Le acque tumultuose del fiume Hvítá compiono due salti di 11m e 21m di altezza, con orientazione relativa di circa 45°, e proseguono poi in una stretta e profonda gola che si apre nell'altipiano.
Gullfoss, soprannominata spesso "la regina di tutte le cascate islandesi" per la teatralità, la bellezza e i giochi di luce del suo doppio salto, è situata relativamente vicino alla capitale Reykjavík (120 km circa) e fa parte assieme al Þingvellir e i vicini geyser (Geysir e Strokkur) al cosiddetto Golden Circle (Circolo d'Oro), ovvero l'insieme di attrazioni naturalistiche più note e visitate d'Islanda.
Grazie ad una rete di sentieri la cascata è raggiungibile con la massima sicurezza nella parte superiore e in quella frontale.
All'inizio del XX secolo una società inglese era intenzionata all'acquisto della cascata per costruirvi una diga per alimentare una centrale idroelettrica. Una contadina del posto (Sigríður Tómasdóttir) della fattoria Brattholt, alla quale apparteneva la cascata, si oppose con successo a tale operazione industriale (a tale causa lavorò l'allora giovane avvocato e poi primo presidente della repubblica Sveinn Björnsson). Infatti ella minacciò di buttarsi nella cascata nel caso il governo islandese approvasse il progetto della diga. In realtà la causa fu vinta dalla società inglese, ma la diga non venne mai costruita per rinuncia da parte della società stessa. Nelle vicinanze della cascata è stato costruito un monumento per ricordo della coraggiosa contadina.
Il fidanzatino d'Italia
(non potendo postare il video qui una spiegazione) il video si trova in Libero TV comunque già condiviso con voi (cerchie estese e twitter) Mario Monti ormai non sa più che fare per sedurre gli italiani.
Anzi le italiane.
Il Prof con un nuovo spot, pubblicato online da Scelta Civica, si erge a "fidanzatino d'Italia".
Il Prof ora fa il piacione.
Nello spot tre donne parlano delle loro relazioni sentimentali.
In un gioco di allusioni e metafore, il risultato è uno solo:
l'uomo con cui passare i prossimi cinque anni è il Prof in Loden.
Nello spot c'è chi dice:
-"Era simpatico, divertente. Mi diceva che era cambiato. Ma non era vero.
-Io non stavo bene con lui (l'allusione è a Silvio Berlusconi), prometteva tanto a tutti e poi si scordava di me, non posso vedermi ancora con lui per altri cinque anni.
-Voleva distrarmi dai problemi".
Un'altra invece dichiara senza problemi di aver cambiato partner:
-"Ho una nuova relazione da qualche mese. Ora le cose vanno meglio.
-Con lui sto bene.
-Adesso per la prima volta sono certa di aver fatto la scelta giusta".
Insomma questo partner da sogno è proprio Mario Monti.
Di sicuro alle sue donne che ha fatto "salire" in campo proprio nel giorno di San Valentino, il Prof porterà un bouquet di scontrini fiscali che hanno le sembianze di rose bianche.
Lui ha un solo chiodo fisso: fisco, fisco, fisco.
Il nuovo "cupido in Loden" nei baci perugina metterà le ricevute fiscali. Insomma Monti non è proprio il corteggiatore ideale per un' Italia che avrà anche perso l'illusione di un sorriso, ma ha ancora un cuore che batte.
E un "professore" come lui di certo non ha scaldato nemmeno un'unghia delle donne di casa nostra.
La pioggia di meteoriti in Russia . Scene da apocalisse e fine del mondo.
Premettiamo subito che ciò che è accaduto in Russia non ha niente a che vedere con il passaggio ravvicinato dell’asteroide 2012 DA 14, il cui massimo avvicinamento è previsto questa sera alle 21 circa.
Dai filmati e dai resoconti dei testimoni, sembra spuntare l’ipotesi, secondo gli esperti, che la pioggia di rocce che ha colpito gli Urali sia stata causata dall’impatto di un altro asteroide, esploso in quota a causa dell’attrito incontrato penetrando nell’atmosfera terrestre. Ma per saperne di più, anche sulle dimensioni del corpo che ha impattato col nostro pianeta, bisognerà aspettare le analisi dei frammenti caduti al suolo.
La dinamica di quanto successo è infatti molto simile all’evento di Tunguska, occorso nel 1908 quasi lì vicino, in Siberia: la mattina del 30 giugno nel cielo limpido apparve, fulminea, una palla di fuoco che in una manciata di secondi attraversò il cielo da sudest a nordovest, lasciando dietro di sé una lunga scia infuocata di gas e polveri, dando, a chi la osservava dal basso, la stupefacente sensazione di "un cielo che si divide in due".
Poi il corpo infuocato si abbassò verso il suolo, e pochi istanti dopo un boato assordante spezzò il silenzio del luogo: una tremenda esplosione abbatté 60 milioni di alberi, in un’area di oltre 2.000 km quadrati. In quel caso l’asteroide, come determinato in seguito, era di appena 40 metri di diametro. Ma con una potenza devastante, pari a mille bombe atomiche.
La scia luminosa filmata stamattina sui cieli della Russia ricorda proprio quanto occorso cento anni fa: si tratta probabilmente, anche in questo caso, di un asteroide disintegratosi nella bassa atmosfera, i cui frammenti sono poi caduti a pioggia sulle zone sottostanti. Ben diverso dai “sassi piovuti dal cielo” che colpirono Siena nel 1794: allora si trattò proprio di una pioggia di meteoriti.
Come succede per esempio a S. Lorenzo: la Terra attraversa una regione di spazio densa di residui lasciati dal passaggio di una cometa. Quando entrano nell’atmosfera, s’incendiano dando origine al fenomeno delle stelle cadenti, ma raramente questi detriti arrivano integri al suolo, perché si bruciano completamente in alta quota. Un fenomeno completamente diverso dall’evento di oggi. Ecco perché si fa sempre più strada l’ipotesi di una collisione con un piccolo asteroide.
Ansa/Alessandro Di Meo
L'isola di malta
Iscriviti a:
Post (Atom)



