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lunedì 24 novembre 2014

Il Feng Shui

Il Feng Shui (espressione in lingua cinese che significa letteralmente “acqua e vento”) è un’antica disciplina orientale risalente a circa 5.000 anni fa, che consiste fondamentalmente nel disporre lo spazio, sia esso domestico o lavorativo, al fine di ottenere il benessere dell’individuo sia a livello psicofisico sia in altri ambiti quali quello affettivo, quello lavorativo e quello sociale.

 Il Feng Shui è nato e si è sviluppato in Cina; successivamente ha interessato altri Paesi orientali dopodiché ha iniziato a prendere velocemente piede in molti Paesi occidentali quali l’Inghilterra, gli Stati Uniti e, ormai da diversi anni, anche l’Italia.
 Con il passare del tempo, come spesso accade, i principi basilari della dottrina originale del Feng Shui sono stati gradualmente modificati, soprattutto nelle culture occidentali, nelle quali sono nati altri filoni come la New Age, che lo hanno trasformato in una moda e in un vero e proprio business. 
Molte sono le scuole e le linee di pensiero del Feng Shui, da quella della Forma a quella della Bussola e del Tempo, ma tutte hanno in comune il fine ultimo che è quello di migliorare la propria vita tramite l’organizzazione ottimale del proprio ambiente, partendo prima di tutto da quello di casa, che riveste un grandissimo ruolo nell’influenzare l’armonia del proprio stato fisico e mentale.

 

Inizialmente non esisteva una codifica scritta relativa alla disciplina Feng Shui la quale veniva tramandata esclusivamente per via orale da maestro ad allievo e soltanto a persone degne di riceverla, quindi destinata a un’élite molto ristretta.
 Successivamente il Taoismo si impadronì di queste tecniche ed è soltanto dal 600 d.C. che si hanno documenti scritti riportanti regole e osservazioni del Feng Shui.
 Gli insegnamenti vennero perfezionati nel tempo, soprattutto durante la storia delle grandi dinastie cinesi, ma non tutti apprezzarono i suoi fondamenti, tanto che il Feng Shui finì per essere osteggiato fortemente, con la distruzione di alcuni documenti e la redazione di testi falsi.
 Anche Mao Tse Tung non aveva in simpatia l’arte del Feng Shui e volle farla scomparire definitivamente dal Paese, costringendo i grandi maestri a esiliare all’estero, portando così questa disciplina verso l’occidente.

 

I principi basilari su cui si fonda il Feng Shui sono sintetizzati accuratamente nel suo stesso nome, ossia Feng (acqua) e Shui (vento), a rappresentare la quiete e il movimento; per certi versi viene richiamata la teoria degli opposti ovvero lo Yin e lo Yang, due concetti chiave del pensiero cinese e che per molte discipline nate nei Paesi orientali sono fondamentali per il mantenimento dell’armonia dell’universo.
 La peculiarità del Feng Shui è quella di applicare questi principi all’architettura e all’arredamento dei propri ambienti, selezionando accuratamente ogni singolo elemento che possa avere una certa influenza positiva sullo stato d’animo di una persona, prediligendo soprattutto la bioarchitettura, vale a dire l’architettura che utilizza esclusivamente materiali naturali. 

Tra gli aspetti più interessanti del Feng Shui meritano attenzione quelli legati alla forma e all’orientamento, su cui si basano due note scuole del Feng Shui, anche se è dalla loro fusione che si possono ottenere i benefici migliori.
 La scuola della Forma considera in primo luogo la conformazione geografica del territorio circostante il luogo in esame, la collocazione nello spazio e l’equilibrato inserimento nell’ambiente. Successivamente va valutata la forma degli oggetti che andranno a occupare l’interno dell’abitazione, così come il materiale di origine, sia esso legno, plastica, metallo ecc.
 Il cardine della scuola della Bussola sta invece nel considerare lo spazio dell’abitazione basandosi sul suo orientamento.
 Di fatto esistono 8 tipologie di abitazione che vengono orientate in base alle 8 direzioni cardinali; ognuna di esse, secondo il ciclo degli elementi (noto anche come Wu Xing), ha caratteristiche energetiche diverse. 

 Nel Feng Shui assumono moltissima importanza anche il concetto di energia (Ch’i, termine cinese che sta per energia vitale) e i canali attraverso i quali tale energia scorre. I canali energetici, secondo le discipline orientali, sono presenti nel corpo umano (sono i cosiddetti meridiani) e sono anche una rete fitta di linee che circondano il globo terrestre e attraverso le quali l’energia fluisce sotto forma di onde elettromagnetiche che esseri umani e le cose generano.
 Questo parallelismo fra meridiani del corpo umano e dell’ambiente vitale è così interpretabile: se è possibile agire sul proprio corpo (per esempio tramite l’agopuntura) ottenendo energia positiva è senz’altro plausibile che, operando sugli spazi di un’abitazione e sulle cose in essa presenti, sia possibile realizzare un determinato equilibrio in grado di armonizzare la propria esistenza.


La pulizia dello spazio è una pratica preliminare al Feng Shui; il suo scopo è quello di rendere l’ambiente libero da ogni forma di negatività e di ristagno energetico.
 La pulizia dello spazio costituisce una procedura tipica delle religioni di tutto il mondo, comune per esempio nel cristianesimo o nel buddismo, nelle quali viene utilizzato l’incenso per disinfettare e rigenerare l’ambiente.
 Per il Feng Shui è fondamentale l’eliminazione graduale di quelle che vengono definite tossine psichiche, che altro non sono che tutte quelle negatività che il tempo ha accumulato in uno specifico ambiente che arriva così a esserne saturo impedendo agli abitanti della casa di realizzare in modo concreto la propria armonia psicofisica.
 Queste tossine possono consistere in forti tensioni, malumori, ricordi spiacevoli che vanno ad accumularsi all’interno dell’abitazione, che le assorbe nelle proprie pareti, nel pavimento, nei mobili, negli angoli e nelle fessure.
 Le direttive del Feng Shui sono quelle di eseguire la pulizia dello spazio qualora sia ritenga necessario favorire la guarigione e il recupero da qualche patologia di carattere psicosomatico, procedere con la rimozione delle energie delle persone che sono vissute eventualmente in passato nell’abitazione in questione, combattere la stanchezza, la demotivazione, la noia e l’apatia e per rinnovare il flusso energetico dopo un periodo particolarmente stressante o deprimente. 

http://www.albanesi.it/

lunedì 31 marzo 2014

Yin e Yang simbolo della dualità esistente in ogni elemento di cui è composto l’Universo:



La teoria filosofica dello ying e yang è una concezione presente nelle due religioni cinesi del Taoismo e Confucianesimo.
Yin e Yang che letteralmente significano "ombra e la luce," rappresentano, nella filosofa cinese, i due principi fondamentali dell’universo.
Forze metafisiche supreme, opposte e complementari determinano, con il loro alternarsi ciclico, l'origine dell'universo e l'equilibrio vitale: il tempo è concepito come un'azione di trasformazione che, segnata dal mutamento di ogni cosa nel suo opposto, rende visibile la presenza dello yin, energia femminile, oscura e passiva, e dello yang, energia maschile, luminosa e attiva.
L'equilibrio di yin e yang è importante.
Se è più forte yin, yang sarà più debole, e viceversa.
Prima della creazione dell'universo esisteva solo il Wu Chi, energia cosmica primordiale senza spazio nè tempo ; da qui poi ha inizio il Tai-Chi che è la prima forza che nasce, poi dividendosi crea lo yin e lo yang.
L’unione di Yin con Yang è stata raffigurata graficamente in vari modi denominati T’ai Chi Tu. Yin e Yang nel racconto di una leggenda cinese.
Chang E e suo marito Hou Yi, il prodigioso arciere, vivevano durante il regno del leggendario imperatore Yao (2000 a.C. circa). Hou Yi era un valente membro della Guardia Imperiale che maneggiava un arco magico e scoccava frecce magiche.
Un giorno nel cielo apparvero dieci soli.
La gente sulla terra non riusciva più sopportare il caldo e la siccità che ormai continuavano da diversi anni.
L’imperatore decise allora di chiamare Hou Yi ordinandogli di tirare ai soli in soprannumero per eliminarli dal cielo e soccorrere così la popolazione.
Facendo uso della sua abilità, Hou Yi ne abbattè nove lasciandone solo uno.
La sua fama si diffuse, allora, fino giungere alla Regina Madre d’Occidente (Xi Wang Mu) nei lontani Monti Kunlun.
Essa lo convocò al suo palazzo per ricompensarlo con la pillola dell’immortalità, ma avvertendolo così:
"Non devi mangiare la pillola immediatamente. Prima devi prepararti per 12 mesi con la preghiera e il digiuno".
Essendo un uomo diligente, egli prese a cuore il consiglio e iniziò i preparativi nascondendo, prima di tutto, a casa sua la pillola. Sfortunatamente fu chiamato d’improvviso per una missione urgente.
In sua assenza, la moglie Chang E notò una luce fioca e un dolce odore emanare da un angolo della stanza.
Una volta presa la pillola nella mano, non riuscì a trattenersi dall’assaggiarla.
Nel momento in cui la ingoiò la legge di gravità perse il suo potere su di lei.
Poteva volare! Non molto tempo dopo sentì suo marito ritornare e terrorizzata volò fuori della finestra.
Arco e frecce in mano, Hou Yi la inseguì per mezzo cielo, ma un forte vento lo riportò a casa.
Chang E volò dritta sulla Luna , ma quando arrivò, ansimava così forte per lo sforzo compiuto, che sputò l’involucro della pillola, la quale si tramutò istantaneamente in un coniglio di giada, mentre Chang E divenne un rospo a tre zampe. Da allora vive sulla luna respingendo le frecce magiche che il marito le tira.
Hou Yi si costruì un palazzo sul sole ed essi si vedono il quindicesimo giorno di ogni mese.
Chang E e Hou Yi, simboli, rispettivamente della luna e del sole, sono divenuti espressione di yin e yang, negativo e positivo, buio e luce, femminile e maschile, ossia della dualità che governa l’universo.

lunedì 17 febbraio 2014

Ermete Trismegisto



(o Trimegisto), appellativo che significa "tre volte grandissimo" e che è riferito a un personaggio leggendario dell'età ellenistica e considerato autore del Corpus Hermeticum, un gruppo di scritti di argomento filosofico-religioso che circolarono nel mondo greco-romano nei primi secoli d.C.
Questi scritti facevano riferimento a una cosmogonia incentrata sulla creazione dell'uomo e sulle condizioni della sua liberazione spirituale attraverso la conoscenza 



Unione Thot e Hermes

Gli scrittori che si definirono "ermetici" vollero attribuire le dottrine dei filosofi classici a quelli che pensavano ne fossero stati i maestri: da ciò nacque l'idea di assegnarli all'antichissimo dio egiziano Thoth, identificato con il greco Ermete Trismegisto.   Dunque, questa figura nacque dall'assimilazione della figura greca del dio Hermes (noto anche tra i Romani con il nome di Mercurio), messaggero degli dèi e guida delle anime nel mondo dei morti, con il dio egiziano Thoth, scriba degli dèi e depositario della sapienza divina che in tempi antichissimi avrebbe appunto rivelato negli scritti attribuitigli.
Queste due divinità, infatti, presentano numerosi aspetti comuni: entrambi sono al servizio di una divinità superiore (Hermes è messaggero di Zeus, Thoth è lo scriba di Osiride); Hermes è dio della parola e Thot è dio della parola e della letteratura; entrambi sono psicopompi, ovvero accompagnatori delle anime dei defunti nell'oltretomba; inoltre, sia Hermes che Thoth sono, nelle rispettive culture, gli dèi della scrittura e della magia.
Già nella tradizione religiosa dell’antico Egitto si trovano riferimenti a vari personaggi chiamati Ermete. 
Il primo fu "innanzi a tutte le cose", comprese egli solo la natura del Demiurgo e depose tale conoscenza in scritti che furono a lungo tenuti celati.
Cooperò alla creazione dei corpi da congiungere alle anime, aggiungendovi tra l’altro l’amore del vero.
Comunicò la scienza a Camefi, avo di Iside e Osiride ed a questi concesse di penetrare negli arcani suoi scritti, parte dei quali serbarono per sè, parte scolpirono su colonne, come regola alla vita degli uomini.
Quelle prime scritture furono poi tradotte in lingua comune dal secondo Ermete, inventore della scrittura, della grammatica, dell’astronomia, della geometria, della medicina, della musica, dell’aritmetica, della religione e di tutte le arti.
 La tradizione gnostica accenna più esplicitamente al significato del termine "Trismegisto" nel senso di "tre volte incarnato".

Si tratterebbe cioè della triplice incarnazione, secondo la tradizione egiziana, del medesimo personaggio, Ermete, che sempre visse filosoficamente, dedito alla conoscenza il quale, nel corso della sua terza vita, grazie ai meriti accumulati nelle due precedenti, si "ricordò di se stesso" o meglio "riconobbe se stesso".
Accadde cioè che, mediante "un atto straordinario e illuminatore di reminiscenza che gli rivelò la sua identità e la sua origine trascendenti", Ermete riprese coscienza e possesso del suo autentico "io", e contemporaneamente "seppe" con certezza che sarebbe tornato al mondo superiore da cui era venuto, "al luogo intellegibile in cui si trovava primitivamente".
E' chiaro a questo punto come, attraverso il processo di assimilazione tra divinità greche ed egizie, avvenuto nell'atmosfera sincretistica dell'Impero romano.
Ermete Trismegisto divenne il dio rivelatore della verità e mediatore tra gli uomini e gli dèi. Il raggiungimento della verità e la mediazione tra uomini e dèi, secondo la natura stessa di Ermete Trismegisto, che rimanda inequivocabilmente a un'esperienza mistica e spirituale.
Nei suoi discorsi ad Asclepio, suo discepolo, Ermete parla di Dio come inconoscibile, invisibile, incorporeo; tuttavia "egli può, in verità, concedere a qualche eletto la facoltà di innalzarsi al di sopra delle cose naturali, così da percepire un barlume della sua somma perfezione".
Ermete dunque dichiara che  la percezione spirituale è la base di ogni conoscenza esoterica.
 Il mondo antico affidava questa esperienza al rito iniziatico, cui erano ammessi gli adepti che se ne mostravano degni: essi dovevano sottoporsi a prove che ne sondavano le attitudini fisiche, morali ed intellettuali. L’iniziazione coinvolgeva l’individuo in tutta la sua interezza, risvegliava le sensibilità sopite dell’anima inducendo l’adepto a mettersi in contatto cosciente con le forze occulte dell’universo, ri-conoscendo la propria vera natura attraverso la percezione spirituale diretta.
 Ermete era appunto la figura guida in questo percorso iniziatico: ne troviamo testimonianza diretta nella Visione di Ermete, scritto attribuito ad Ermete Trimegisto e giunto fino a noi col titolo Il Pimandro, ossia l’intelligenza suprema che si rivela e parla.

Nel testo si narra di come un giorno, mentre era in meditazione, a Ermete comparve un essere immenso che si presentò a lui dicendo: "Io sono Pimandro, l’Intelligenza suprema". Subito Ermete ebbe una visione prodigiosa del Tutto.
Poi Pimandro proseguì: "Ascolta: quello che in te vede e intende è il Verbo, la parola di Dio; l’intelligenza è il Dio Padre. Essi non sono separati poichè l’unione è la loro vita." E ancora: "Comprendi dunque la luce e conoscila".
  "A queste parole - prosegue Ermete - egli mi fissò a lungo ed io tremai nel guardarlo. E a un cenno di lui vidi nel mio pensiero la luce e le sue potenze innumerevoli, il mondo infinito prodursi e il fuoco, mantenuto da una forza immensa, arrivare al suo equilibrio. Ecco quel che compresi guardando attraverso la parola di Pimandro".
Questa esperienza fu all’origine della conoscenza di Ermete, che egli testimoniò, sicchè di lui fu detto:
 
Ermete vide la totalità delle cose e, vistala, comprese; e con la comprensione acquisì la forza di testimoniare e rivelare. Mise per iscritto il suo pensiero e occultò gran parte dei suoi scritti, a volte saggiamente tacendo, a volte parlando, così che in avvenire il mondo continuasse a cercare queste cose. E, comandato agli dèi suoi fratelli di fargli da corteo, ascese alle stelle. 

Ermete Trismegisto è ritenuto per questo anche il padre fondatore di scienze occulte, come l'astrologia e soprattutto l'alchimia, poiché a lui è attribuita la redazione della Tabula Smaragdina o Tavola di Smeraldo, uno dei testi ermetici più importanti in assoluto.

martedì 26 novembre 2013

Il feng shui

Il feng shui (风水, pron. fen sciuei) è un'antica arte geomantica taoista della Cina, ausiliaria dell'architettura, affine alla geomanzia occidentale.
A differenza di questa prende però in considerazione anche aspetti della psiche e dell'astrologia.
Non esiste alcuna prova scientifica della fondatezza delle sue ipotesi

Origini

Non esiste una dottrina unificata o testi canonici sul feng shui, ma esistono numerose scuole che hanno sviluppato una serie complessa di regole, le due più importanti sono San Yuan Pai e San He Pai. Feng shui significa letteralmente "vento e acqua", in onore ai due elementi che plasmano la terra e che col loro scorrere determinano le caratteristiche più o meno salubri di un particolare luogo. Secondo il taoismo esistono due principi generali che guidano lo sviluppo degli eventi naturali, essi sono il Ch'i e l'equilibrio dinamico di Yin e Yang. Lo yin è il principio umido oscuro e femminile, mentre lo yang è il principio caldo luminoso e maschile. Nel feng shui lo yin è rappresentato dall'acqua e lo yang è il vento inteso forse più come respiro, in fondo acqua e aria sono indispensabili per la vita.
Nel Feng Shui l'I Ching viene praticato nel Bagua quando si arreda l'interno di edifici.
Una delle principali scuole di pensiero è quella che pone le origini del Feng Shui nell'astrologia, ed in particolare nel Ki delle 9 stelle, anch'esso basato sui principi di Yin e Yang.
Questo oroscopo consta di 9 numeri,associati ai 5 elementi (fuoco, terra, metallo, acqua, legno), ognuno dei quali corrisponde ad una direzione.
Il fuoco è associato al Sud, e sta ad indicare la luminosità, la creatività e l'estro, lo spirito.
L'acqua è associata al Nord e riguarda il riposo, l'interiorità e i rapporti interpersonali.
Il metallo al Nord-Ovest e all'Ovest e riguarda l'organizzazione, le attività finanziarie, gli investimenti.
La terra al Nord-Est e al Sud-Ovest e riguarda il governo, il sociale, l'alimentazione e la salute.
Il legno all'Est e al Sud-Ovest e riguarda i viaggi, il commercio, le invenzioni e l'informatica.  Significato dei colori
Le origini del feng shui, per quanto incerte, appaiono antichissime e sono state scoperte delle tombe risalenti al Neolitico che sembrano seguirne i principi nella costruzione.
I progressi nella conoscenza dell'insieme delle arti che concorrono al feng shui vengono tradizionalmente attribuiti a sovrani mitici quali Fu Hsi e Huang Di.
Nei secoli che precedettero i primi imperatori della dinastia Qin il feng shui, chiamato Ka Nyu ("studio della Terra"), faceva parte delle arti divinatorie di cui si occupavano consiglieri politici e militari.
Trovò una prima sistemazione e definizione organica nel fondamentale Zang Shu ("il libro delle sepolture") di Guō Pú (郭璞, 276-324).
L'autore descrive come l'energia del Drago (il Qi) scende dalle montagne, disperdendosi attraverso i venti, e si arresta dinanzi a uno specchio d'acqua, dove si raccoglie e condensa.
L'energia vitale benefica è quindi il risultato di un equilibrio di forze, creata dalla presenza di elementi e conformazioni paesaggistiche che creano i presupposti per la "fortuna" di un luogo o edificio.
ARREDAMENTO FENG SHUI: DI CHE SI TRATTA?
Un’onda orientale arricchisce il nostro modo di arredare tipicamente occidentale. È il Feng Shui, ovvero “Vento ed acque”, è una tradizione cinese che si appoggia sull’equilibrio tra il progresso e le energie invisibili della natura.
E in arredamento il Feng Shui si applica con qualche regola semplice.
Il principio Base: l’equilibrio il Feng Shui ha lo scopo di equilibrare le energie che ci circondano.
È inoltre  l’arte della disposizione e dello sviluppo al fine di creare un posto ideale per favorire la salute, il benessere e la forza interiore.
La sua pratica si appoggia sui concetti di yin e yang, le direzioni del mondo e i 5 elementi (cioè legno, acqua, fuoco, metallo e terra).
Per esempio, il Feng Shui ricerca l’equilibrio et la complementarietà degli opposti (lo Yin e lo Yang appunto).
Nelle vostre case lo scopo sarà quello di trovare questo equilibrio per avere armonia e aumentare l’energia vitale.
Qualche raccomandazione
Con il Feng Shui si possono usare anche dei materiali sintetici e contemporanei, ma il materiale principe è il legno. Il legno è considerato un materiale pregiato in quanto vivo e se ne consiglia l’uso in tutte le stanze della casa. Alcuni tipi di legno hanno componente Yin e rallentano il flusso d’energia, altri Yang e invece accelerano.
Per il posizionamento dei mobili la regola generale è di evitare gli angoli vivi e i lati taglienti di mobili, muri e oggetti.
Attenzione alle stanze mansardate, gli angoli possono intrappolare l’energia.
Ed evitate il disordine perché l’energia non può circolare in una casa non ordinata perfettamente.
Quindi mettete in ordine e fate spazio! La sala Il salone deve essere caloroso e accogliente, idealmente dovrebbe essere vicino all’ingresso.
La stanza deve essere luminosa e offrire una vista sgombra. Scegliete colori vivi e felici, evitando quelli tristi e scuri. Prevedete in ogni caso una un tavolino basso e almeno un paio di poltrone davanti a un divano, avendo la cura di non posizionare alcuna poltrona dietro la porta. Nel disporre i mobili, aprite gli angoli e non ingombrate gli spazi con troppe cose. Se avete una televisione non posizionate tutte le sedie verso di essa, perchè diventerebbe l’oggetto dominante, ma non abbiate paura ad accenderla, tutto questo è segno di vitalità dentro la stanza ed è positivo.
La camera da letto questa stanza secondo la filosofia cinese deve favorire l’energia Yin, quindi se potete posizionate la stanza lontano dall’ingresso, lontana dagli odori, rumori, ingressi e uscite di persone della zona giorno. La camera dei bambini dovrebbe essere posizionata ad est con il sole che sorge, mentre quella degli adulti ad ovest. Se avete degli specchi non metteteli nella vostra camera ma al massimo nell’armadio, potrebbero produrre riverberi di energia direttamente sul letto.
Bandite le apparecchiature elettroniche o quantomeno tenetele lontane dal letto. Il letto deve essere posto in maniera particolare, né i piedi né la testa devono puntare alla porta e non va nemmeno sotto ad una finestra. in generale potremmo dire che la miglior scelta coincide con il posizionare il letto nell’angolo opposto all’entrata, con la testata aderente al muro ed orientata verso est.
Il bagno È preferibile disporlo in fondo all’abitazione, in ogni caso evitate di porlo al centro. Secondo il Feng Shui il bagno dev’essere il più piccolo possibile, ordinato, pulito e poco arredato. Per i colori privilegiate le armonie di blu e bianco e nero e verde, in accordo con l’elemento acqua.
La cucina innanzitutto, la cucina deve essere sempre pulita e ordinata.

martedì 15 ottobre 2013

Isaac Newton: primo scienziato o ultimo alchimista



“Non so cosa possa sembrare al mondo, ma a me stesso sembra di essere stato solo come un ragazzo, che gioca sulla riva del mare e che si diverte a trovare di quando in quando un ciottolo più liscio o una conchiglia più bella del solito, mentre il grande oceano della verità si stende tutto sconosciuto davanti a me”.

(Isaac Newton)

Chi era veramente sir Isaac Newton?
Molti di noi conservano l’immagine che di lui ci hanno consegnato gli studi liceali, quella del ricercatore razionale, arido e un po’ misantropo, il fondatore del modello di scienziato modernamente inteso, tutto formule matematiche ed esperimenti rigorosi.
Altri lo ricordano sotto la sbrigativa formula dell’ ”Hypothesis non fingo”, che immortalava la sua propensione alla pura descrizione dei fenomeni che osservava e la sua presunta diffidenza verso ogni commistione della scienza con la cultura generale, con la filosofia o, peggio, con la religione.
se invece fosse stato, come dicono alcuni, un profondo conoscitore di culture iniziatiche, un esperto di segreti alchemici?
Come potrebbero conciliarsi in una stessa persona il volto del grande iniziato con quello del grande scienziato razionale?
Ma stiamo ai documenti.
Che il professor Newton fosse un avido divoratore di testi alchemici e iniziatici è un fatto: lesse l’antologia sugli alchimisti inglesi scritta dal suo amico Elias Ashmole, studiò i testi rosicruciani di Michael Meier e quelli dell’alchimista francese Pierre Jean Fabre.
Ma soprattutto fu membro e, per lungo tempo, presidente della prestigiosa Royal Society di Londra, un’associazione culturale che raccoglieva il fior fiore del mondo scientifico inglese, che fu la culla delle più avanzate ricerche scientifiche, ma che ospitava anche molti esponenti di punta della cultura iniziatica dell’epoca.
Per molto tempo su questo argomento non si seppe altro.
Non dimentichiamoci che quelli erano tempi assai difficili per gli uomini di scienza e, come ci raccontano le cronache dell’epoca, dai pulpiti dei predicatori e dalle pagine dei giornali si tuonava spesso contro i membri della Royal Society, la folla nelle strade li dileggiava, persino Oxford e Cambridge consideravano le loro teorie troppo “avanzate” e spesso non osavano ospitare i loro corsi. Non parliamo poi delle autorità ecclesiastiche anglicane che, in quanto a tendenze inquisitorie non erano da meno rispetto alla tanto odiata Chiesa cattolica romana.
Tuttavia altre notizie ci sono arrivate in tempi molto più recenti e dalla fonte più inaspettata: una cassa di documenti che l’’insigne economista inglese John Maynard Keynes acquistò da Sotheby’s nel 1936.
Dentro quella cassa egli trovò una raccolta di carte segrete, scritte di pugno da sir Isaac, tenute accuratamente nascoste per secoli ai rigori della censura religiosa e di quella, ancor peggiore, della scienza ortodossa.
Questa preziosa raccolta era stata rifiutata qualche anno prima dall’Università di Cambridge perché ritenuta di nessun valore scientifico.
Dalle carte autografe del professore, che contenevano oltre un milione di parole sull’alchimia emerge tutta la sua passione per la cultura alchemica, come del resto per lo studio della Bibbia.
Grazie a questi documenti, oggi sappiamo con certezza che le ricerche di Newton nel campo dell’alchimia esercitarono un influsso fondamentale sulle sue scoperte scientifiche con cui egli cambiò il mondo.
Come nella migliore tradizione alchemica, i suoi studi iniziatici e scientifici furono indistricabilmente legati.
Del resto, un discorso identico può essere fatto anche per Boyle, che praticava l’alchimia tanto quanto la chimica e si servì di molti aspetti della prima per far progredire le frontiere teoriche della seconda.
La cosmogonia alchemica rappresentò per Newton una potente fonte di ispirazione: è dalla configurazione del Tempio di Salomone che egli sviluppò le leggi di gravitazione (e non perché gli cadde una mela sul naso…).
Newton descrive il centro del Tempio come un focolare per offrire sacrifici, perpetuamente acceso e attorno al quale i credenti si riuniscono.
L’immagine di un focolare al centro e dei discepoli disposti attorno fu quella su cui si basò per sviluppare il concetto di gravitazione universale.
Anche la teoria dell’attrazione a distanza nacque da ispirazioni alchemiche: per formularla, probabilmente egli mutuò il concetto di “spirito” che, secondo la dottrina degli alchimisti, è principio di attrazione.
Newton annota la seguente frase tratta da Sendivogius:”…il mercurio attrae i semi di antimonio e il magnete attrae la siderite.
E la “nostra acqua” viene attratta dal piombo per forza della siderite che si trova nel ventre di Ares (il ferro)” .
dall’etica alchemica Newton attinge quella dedizione e quel rigore morale che hanno caratterizzato la sua personalità: “Io tengo l’argomento costantemente di fronte a me finché, a poco a poco, le vaghe luci dell’alba lentamente si aprono nel pieno chiarore del giorno”.
Newton è anche un profondo conoscitore della scuola pitagorica e, nei suoi Principia mathematica, compie un esplicito tentativo di riscoprire l’aspetto esoterico della cosmologia pitagorica, nascosto sotto i “discorsi volgari” della musica delle sfere.
In realtà, il grande “philosophus naturae”, come egli stesso si definiva, riteneva che la conoscenza fondamentale del mondo, la cosiddetta prisca sapientia, fosse già stata rivelata da Dio ai primi uomini e incisa su due colonne, riscoperte dopo il diluvio universale da Pitagora ed Ermete Trismegisto, che ne inglobarono la verità nelle proprie filosofie esoteriche.
Sono illuminanti, per la comprensione della reale personalità di Newton, le parole che pronuncia Keynes nel 1942, in occasione di una conferenza al Royal Society Club: “Nel diciottesimo secolo, e poi da allora in avanti, Newton prese ad essere considerato come il primo e il più grande degli scienziati dell’età moderna: un razionalista, uno che ci insegnò a pensare seguendo i principi del ragionamento freddo e imparziale. Io non lo vedo in questa luce. Credo che nessuno di coloro che hanno meditato sui materiali contenuti in quella cassa, da lui stesso riempita quando lasciò Cambridge nel 1696 – materiali che, sebbene in parte dispersi, sono giunti fino a noi – possa considerarlo in quel modo. Newton non fu il primo scienziato dell’età della ragione.
Piuttosto fu l’ultimo dei maghi, l’ultimo dei babilonesi e dei sumeri, l’ultima grande mente soffermatasi sul mondo del pensiero e del visibile con gli stessi occhi di coloro che cominciarono a costruire il nostro patrimonio intellettuale poco meno di diecimila anni fa.” In realtà, Newton e altri grandi della scienza animano un momento storico che credo vada analizzato attentamente per comprendere quanto sia stato importante l’influsso dell’alchimia e, più in generale, delle dottrine esoteriche nella nascita della scienza moderna, la fase a cavallo fra il XVI e il XVII secolo.
Questa epoca rappresenta una sorta di cerniera fra il vecchio e il nuovo, poiché in essa hanno operato uomini impregnati di una cultura scientifica proveniente dal medioevo e da prima ancora. Questi stessi uomini hanno fondato la scienza moderna e hanno aperto la porta alla prima grande irruzione del nuovo pensiero scientifico nella storia del mondo occidentale: la rivoluzione industriale. E’ questa l’epoca in cui Galileo inizia a tradurre i fenomeni scientifici in linguaggio matematico, quello che lui chiama “la lingua di Dio” e, riprendendo l’insegnamento di Leonardo, comincia a rivolgere precise domande alla natura usando gli esperimenti. E’ l’epoca in cui Francis Bacon rifonda il ragionamento induttivo aristotelico ripulendolo dalla sua impostazione dogmatica. E’ l’epoca in cui Newton e Boyle unificano in sé le idee di Galileo e Bacone e fondano la scienza moderna.
Dirà Newton di sé: “Se io ho visto più lontano è perché mi sono levato sulle spalle di Giganti”. In quest’epoca, l’influsso delle correnti iniziatiche ha esercitato un ruolo fondamentale nello sviluppo del pensiero scientifico, che non può essere ignorato ma che è ora di iniziare a studiare con grande attenzione. 

http://paolomaggi.wordpress.com

venerdì 21 giugno 2013

Yin e yang, concetti chiave del pensiero cinese

In ogni tempo, in Cina, i concetti "ritmici" di yin e di yang hanno dominato la filosofia e l'intero pensiero; ogni cosa, ogni concetto, è diviso tra lo yin e lo yang, e rappresenta un dosaggio fluido e misterioso di queste due componenti.
La tradizione, tuttavia, accorda alla natura femminile tutto ciò che è yin, e alla natura maschile tutto ciò che è yang. Inoltre yin rappresenta ciò che è freddo, oscuro, umido e inerte, e yang quel che è caldo, chiaro, secco e in movimento. 
Questi concetti vanno considerati come delle Forze? dei Generi? delle Sostanze? dei Principi? delle Entità cosmogoniche? o ancora come "Emblemi provvisti di un infinito potere evocativo", come riteneva Marcel Granet, nel 1934, nella sua opera La Pensée chinoise? Si discute ancora a questo proposito, ma indubbiamente sono tutto ciò contemporaneamente e indistintamente, nel comune pensiero cinese. 
 Comparsa molto presto, alla metà del I millennio a.C., questa teoria deve molto agli astronomi, agli indovini e ai musicisti dell'antichità. A partire dagli ultimi secoli prima dell'inizio dell'era cristiana, la religione taoista, ma anche il sistema confuciano, hanno attinto i loro concetti fondamentali da nozioni d'origine contadina e dai comportamenti religiosi arcaici dei tempi protostorici, quando la società agricola si stava stabilendo. 
Questi concetti sono la nozione di dao (o tao, che di fatto va oltre il taoismo) e quella, doppia, di yin e di yang. Tali nozioni si mantennero vive nel corso di tutta la storia del pensiero cinese. Il termine dao si traduce con "Via", "Principio primario", "Ordine supremo" o ancora "Ordine universale"; è il flusso, il movimento che circola ovunque nell'universo e che fa alternare le due forze apparentemente opposte ma complementari, lo yin e lo yang, la cui azione combinata, congiunta, muove l'universo in tutti i suoi aspetti: i sessi, le stagioni, il giorno e la notte, la vita e la morte, il pieno e il vuoto, il movimento e il riposo, il secco e l'umido ecc. Nessuna di queste nozioni è indipendente, sono tutte interdipendenti, poiché tutto è gioco d'alternanza, complementarietà, dualità; e questa coniugazione infinita si opera nelle trame del Tempo e dello Spazio, e li implica entrambi, ma con un'idea di avvicendamento. Poiché nulla può sottrarsi alla legge universale, ritmata. Tutto è legato in un unico sistema di azioni e di reazioni reciproche, l'ordine morale e l'ordine naturale, il naturale e il soprannaturale, il mondo vivente e il mondo inanimato, il mondo umano e il mondo sovrumano. 
Lo yin e lo yang sono dunque concetti astratti del pensiero cinese, i principi la cui azione concorrente costituisce l'ordine umano e l'ordine naturale, microcosmo e macrocosmo. 

 Yin-femminile la notte la luna il nascosto il versante in ombra la passività il riposo, l'inerzia le energie distruttrici la debolezza mezzanotte il molle il negativo il vuoto, il cavo la Terra (destrogiro) i numeri pari la Morte la Donna 

 Yang-maschile il giorno il sole il manifesto il costone soleggiato l'attività il movimento, la forza le energie vivificanti la forza mezzogiorno il duro il positivo il pieno il Cielo (sinistrogiro) i numeri dispari la Vita l'Uomo
Fondata sull'opposizione di due forze antitetiche, ma complementari, questa teoria si presenta come un'ipotesi scientifica, semplice e rudimentale, analoga alle teorie moderne del movimento ondulatorio.
 I cinesi fanno entrare qualsiasi loro classificazione dualistica in una specie di sinusoide, un movimento pendolare che va dallo yin allo yang, e poi al contrario. E fanno entrare ogni genere d'elementi e di principi attivi che si raggruppano in queste due categorie opposte ma complementari, come lo sono i due sessi. 
 Ma non c'è mai nulla di così netto, e ogni cosa è composta in proporzioni ineguali, di yin e di yang. E tutto si iscrive in leggi periodiche, pendolari. 
Sul modello dell'alternanza, ci sono soltanto soluzioni periodiche. Ovunque e in tutto, il movimento e la vita nascono dalle interazioni dello yin e dello yang, e dal va e vieni incessante che ritma i loro rapporti. 
Come vediamo, questa classificazione dualista serve soltanto a designare entità apparentemente antagoniste; serve anche a classificare simboli, concetti, qualità. Soprattutto, si nota che il pensiero cinese è interamente dominato dalla categoria del "sesso", e quest'impero che gli viene accordato implica l'ignoranza sdegnosa delle categorie di classificazione per generi e per specie. Invece di pensare con l'aiuto di concetti astratti, i cinesi preferiscono i simboli ricchi di affinità che si riferiscono al reale, all'ambiente concreto e alle realtà sociali. Questo principio non è mai variato di una virgola. Così, dunque, come ha mostrato la lista delle corrispondenze, lo yin si esterna per mezzo di un certo numero di manifestazioni generalmente considerate inferiori (l'umidità, il freddo, la debolezza, la femminilità ecc.) mentre lo yang riveste connotati positivi (la forza, la virilità, il calore ecc.). 
Ma abbiamo detto che ciò avviene con compenetrazioni ed equilibri. I giorni e le notti si alternano gradualmente, insensibilmente, lo yang si amplifica con il progredire delle ore diurne e declina lentamente con il crepuscolo, mentre la proporzione di yin aumenta. 
Allo stesso modo si compenetrano le stagioni nel corso della progressione dei mesi. Yin e yang non si escludono; è il rapporto dell'uno rispetto all'altro che varia. All'equinozio di primavera, i due principi (il giorno e la notte, il freddo e il caldo ecc.) si equilibrano. 

Poi, ben presto, i giorni si allungano, lo yang comincia a crescere e raggiungere il suo apogeo con il solstizio d'estate. Poi i giorni diventano più brevi, lo yang diminuisce finché, all'equinozio d'autunno, il giorno e la notte si equilibrano nuovamente. 
Ormai tocca allo yin di predominare, e allora culmina la notte di mezzo-inverno, per decrescere poi regolarmente e ritrovarsi in equilibrio con lo yang al momento dell'equinozio di primavera dell'anno seguente. Così, succedendosi senza eliminarsi, come i giorni e le notti, estati e inverni si equilibrano nel tempo, imponendosi come "l'inspirazione e l'espirazione, nella grande Respirazione dell'Universo". 
Yin e Yang formano la coppia motrice della meccanica cosmica. E quest'alternanza dei due principi fornisce la spiegazione essenziale di tutti i fenomeni naturali.
Nel pensiero cinese, lo yin e lo yang si generano reciprocamente in un movimento circolare continuamente rinnovato, ricominciato. Quando lo yang è al suo minimo, si cambia in yin, e viceversa, poiché lo yin racchiude elementi yang, e viceversa; da cui il famoso disegno schematico del taiji, il cerchio bicolore, diviso in due parti uguali, a forma di mandorle, simmetricamente opposte per mezzo di una curva a forma di S, verticale.
 Ogni parte presenta un pallino rotondo, che simboleggia l'embrione del principio opposto; per esempio, la parte chiara, - quindi yang - presenta un cerchietto scuro, l'embrione di yin, di cui è portatrice. E viceversa. 
Allo stesso modo, ogni individuo porta in sé, più o meno accentuati, elementi del "sesso opposto", come tutti sanno. Così, qualsiasi dato di fatto è un equilibrio instabile, e un principio non può mai esistere senza la sua controparte. 
Nella respirazione, l'inspirazione chiama l'espirazione; nel ciclo cardiaco, la sistole è seguita dalla diastole. Poiché il microcosmo umano è a immagine del macrocosmo. E la malattia, dal punto di vista tradizionale, è soltanto una rottura o un'alterazione di quest'armonia universale. Il ritmo del Tutto induce la miriade dei ritmi individuali e parcellari. Il malato è malato perché ha commesso un errore, consapevolmente o inconsapevolmente, nel suo "modo d'esistere nel cosmo".
 Come dice il poeta inglese Francis Thompson: "Chi coglie un fiore, disturba una stella". Il problema del medico cinese consiste nel ristabilire l'armonia, l'accordo più perfetto possibile tra i ritmi interni del suo paziente con quelli dell'ambiente che lo circonda.
 Per la tradizione cinese, il mantenimento della salute degli individui dipende dal mantenimento giudizioso dell'energia vitale e dei principi che la formano, cioè lo yin e lo yang di cui ogni individuo è portatore, principi al tempo stesso maschili e femminili. 
Poiché, come sottolinea il "Classico delle Mutazioni" (lo Yijing) il rapporto dei sessi è il fondamento della vita universale, che è una manifestazione delle forze cosmiche yin e yang. Queste forze cosmiche gemelle perpetuano l'universo in una catena di scambi senza fine. Questa concezione si è elaborata in sistema filosofico, approvato e utilizzato sia dai confuciani che dai taoisti. Secondo questa teoria, ogni manifestazione è regolata da una legge semplicissima, quella del ritmo a due tempi: in ogni fenomeno esiste un tempo attivo e un tempo passivo, un'alternanza delle fasi ascendenti e delle fasi declinanti della due forze. L'ordine universale è costituito dall'equilibrio di questi due principî complementari, o più precisamente dalle loro "mutazioni" (secondo il termine di René Grousset), dato che ognuno si cambia periodicamente nell'altro. E si è potuto dire che yin era per yang ciò che Audiberti definiva "la segreta nerezza del latte". 
Tutto è nel Tutto, e i taoisti considerano la realtà prima come un'armonia dei contrari; a tutti i contrari possono essere ricondotti all'unità.

venerdì 24 maggio 2013

Il fiore della Vita



Il fiore della vita (anche: rosa dei pastori, rosa carolingia, rosa celtica, stella fiore, stella rosetta, fiore a sei petali, fiore delle Alpi) è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti e composti in una simmetria esagonale, a formare una figura simile ad un fiore.
Il centro di ogni cerchio è posto sulla circonferenza di sei cerchi sovrapposti dello stesso diametro.

Questo simbolo si trova scolpito, sul soffitto dell'antico tempio di Osiride ad Abydos. Significato simbolico Molte credenze spirituali sono associate al simbolo del fiore della vita, che è considerato un simbolo di geometria sacra
È un simbolo direttamente collegato ai primitivi culti del sole Per questo motivo il simbolo lo troviamo spesso accompagnato alle figure del toro e del serpente.
L'ampia diffusione mondiale è dovuta al fenomeno della internalizzazione dei simboli che ci arrivano dalla preistoria. Adottato poi dalla Chiesa, in epoca medievale, quale simbolo di risurrezione.
Chiamato anche "Sole delle Alpi" appunto per l'ampia diffusione in tutto l'Arco Alpino

Un soldato armato di ascia bipenne ed elmo a calotta sormontata da cresta, quindi tipicamente etrusco, con uno scudo che riproduce lo stesso disegno del Sole delle Alpi

L'esempio più antico di rappresentazione del fiore della vita pare essere un motivo rappresentato su di un gradino di gipso o di alabastro di 2.07x1.26 metri proveniente da uno dei palazzi del re Assurbanipal e datato al 645 a.C.
Ulteriori rappresentazioni antiche del fiore della vita, dipinte in ocra rossa su colonne di granito, Secondo recenti ricerche, esse sarebbero databili tra il II e IV secolo a.C.

L'Albero della vita La cultura giudaica conosce il simbolo cabalistico dell'Albero della vita, che può essere derivato dallo schema del fiore della vita  


domenica 19 maggio 2013

DISCORSO DI GIORDANO BRUNO A SAGREDO (febbraio 1600)

Il simbolo dell'infinito
La svolta della modernità filosofica appare, attraverso il pensiero di Nicola Cusano (De docta ignorantia, 1440), come la ricerca di una conciliazione tra finito e infinito, tra uomo e Dio: la teoria della coincidentia oppositorum consiste infatti nella trasformazione dell'infinito in una dimensione assoluta che fa da sfondo all'indeterminata possibilità dell'uomo di accrescere la sua conoscenza.
L'uomo non raggiungerà mai la comprensione dell'assoluto, ma la sua dignità (e in questo valore si rifletterà tutta la cultura rinascimentale) consiste proprio nel potenzialmente infinito progredire dello spirito.
Sulla stessa lunghezza d'onda si muove Giordano Bruno; ma la novità del filosofo italiano consiste nel radicalizzare in senso naturalistico-panteista gli sviluppi metafisici e matematici del concetto di infinito.
Nei suoi celebri dialoghi cosmologici, Bruno elabora una concezione dell'infinito come Universo che può essere considerata - in parallelo alla nascita della teoria copernicana - "l'atto di nascita" dell'astronomia moderna.

Nel febbraio del 1600, il giovane amico Sagredo gli fece visita nella cella della sua prigionia.
“Un giorno non lontano una nuova era giungerà finalmente sulla terra. La morte non esiste.
La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell’ignoranza di ciò che è la vera realtà.”
“Ma quanto tempo ancora sarà necessario?”
“Il tempo dipende da noi, Sagredo.
Il tempo è l’intervallo tra il concepimento di un’idea e la sua manifestazione. L’umanità ha concepito il germe dell’utopia e la gestazione procede verso il suo concepimento inevitabile: il secolo passato è una tappa importante, che precede la nascita.
Gli Esseri divini vegliano sulla gestazione della terra e alcuni nascono qui per aiutare gli umani a comprendere che la trasformazione dipende dal loro risveglio.”
“Anche voi Maestro siete sceso qui per questo scopo?”
“ Anch’io Sagredo, ma non sono solo. C’è un folto gruppo di Esseri, che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle… In questo secolo Leonardo, Michelangelo…
“Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà inattesa, improvvisa proprio quando il potere si illuderà di aver vinto.”
Rumori di fondo indicano che la visita volge al termine
“Maestro quando potrò ritrovarvi?”
“Guarda dentro di te, Sagredo ascolta la tua voce interiore e ricorda che l’unico vero maestro è l’Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la verità che è dentro di te.
Sei divino, non lo dimenticare mai!”
La porta si apre e compare il guardiano… “Non ci stiamo separando Sagredo, la separazione non esiste, siamo tutti Uno, in eterno contatto con l’Anima Unica…”

sabato 27 aprile 2013

Influenze sul cristianesimo gnostico e l'ermetismo

Nei secoli che seguirono la costruzione delle grandi piramidi, religioni che veneravano altri dei sorsero e si diffusero nel mondo allora conosciuto.
Ma il mito di Osiride sfidò il tempo, anche se il nome stesso di Osiride sparì, sostituito da quello di Serapide. Numerosi templi a Osiride e Serapide, furono edificati in regioni molto distanti tra loro, quali erano l'Inghilterra, la Germania e la Francia. Nel I secolo a.C., il culto si diffuse il tutto l'Impero Romano, competendo con la supremazia della nascente religione cristiana e finendo, persino, ad influenzarla. All'interno del movimento cristiano, si sviluppo una fazione la quale fece propria l'idea che, al fine di giungere alla condizione divina, l'uomo dovesse acquisire al conoscenza mediante la ricerca interiore.
Questa idea veniva direttamente dalla religione iniziatica egizia. Alessandria d'Egitto fu, per molto tempo, luogo di iniziazione per i convertiti a questa nuova fede religiosa: qui, i primi cristiani venivano  per ricevere la "gnosi", ovvero la conoscenza mediante l'iniziazione, per cercare Dio in se stessi e la verità interiore.
Gesù, per questa corrente cristiana, era colui che li guidava a scoprire in loro la scintilla divina e per questo, non avevano bisogno né di chiese, né di gerarchie.
La religione praticata dai primi cristiani ad Alessandria, rappresenta il collegamento fra il culto misterico dell'antico Egitto e la religione gnostica. Influenza sul cristianesimo cattolico La cultura e la mitologia egizia hanno influenzato anche lo sviluppo delle religione cattolica? Alcuni indizi possono essere scovati all'interno del vangelo di Matteo, nel quale si parla della natività di Gesù Cristo, bimbo divino nato dalla vergine Maria, collegando questo avvenimento con l'Egitto.
Il vangelo di Matteo è unico per tre cose importanti collegate alla storia della natività: la prima riguarda la sacra famiglia che scappa in Egitto per sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode e che trova rifugio ad Eliopoli. In una chiesa cristiana vicina a Eliopoli, è raffigurata la fuga in Egitto della Sacra Famiglia.
La seconda si riferisce alla stella che indicava il luogo della nascita di Gesù; la terza riguarda proprio i Re Magi, figure misteriose che venivano dall'oriente. Che cosa voleva dire l'evangelista Matteo con questi dettagli?

La vergine e il bambino
Siccome sappiamo che il vangelo di Matteo, molto probabilmente, è stato redatto ad Alessandria d'Egitto, Robert Bauval ipotizza che Matteo abbia creato l'immagine di Maria e di Gesù Bambino per parlare agli egizi, ai quali, un'immagine del genere, era molto familiare, in quanto richiama l'immagine più potente della religione egizia: quella della dea Iside che reca in braccio un fanciullo divino. E' chiaro dunque che si cercò di fare accettare una nuova religione, un nuovo culto, a persone che per tre millenni aveva visto nell'infante divino il figlio della dea Iside.
In un certo senso, Matteo rubò agli egizi il mito stellare di Iside, di Horus e della stella Sirio e lo trapiantò nella mitologia cristiana.
E' plausibile pensare che i primi cristiani d'Egitto, considerassero Iside come la madre di Gesù.
Solo in seguito la vergine assunse l'identità di Maria.

La stella nel cielo
C'è però un simbolo ancora più potente attraverso il quale i primi cristiani cercarono di veicolare il mito di Iside nella nuova religione. Il riferimento è alla stella di Betlemme.
E' essa la stella di Iside, l'antica stella di origine divina?
Dopo 3 mila anni, a causa del fenomeno delle precessione, è cambiato il tempo in cui Sirio sorge e tramonta.
Durante l'epoca dell'antico Egitto, la stella Sirio sorgeva durante il periodo del solstizio d'estate.
All'epoca della nascita di Gesù, invece, questa stella appariva in cielo, più o meno, nel periodo del solstizio d'inverno, intorno al 25 dicembre, precisamente dopo il tramonto del sole.
Ora, siccome sappiamo che per gli ebrei e i primi cristiani il giorno cominciava al crepuscolo, il 25 dicembre vedevano sorgere la costellazione di Orione e subito dopo la stella Sirio spuntare all'orizzonte.
Questa era la stessa immagine che gli Egizi osservarono per migliaia di anni, quando celebravano la nascita di Horus, l'infante divino durante il solstizio d'estate.
E' lecito dunque ipotizzare che la stella della divinità sia stata presa da un antico mito egizio e fatto proprio dalla religione cristiana.
I Re Magi Anche i magi che si mettono in viaggio per seguire la stella potrebbe essere il tentativo di uniformarsi a un altro antico mito egizio.
La costellazione di Orione, con le sue tre stelle splendenti che formano la cintura, sorgendo sembrano annunciare la nascita di Sirio. Ebbene, è solo Matteo che parla dei Re Magi.
Possiamo ipotizzare che le tre stelle della cintura di Orione siano diventati i "tre" magi del vangelo di Matteo?
La rinascita dallo gnosticismo
Sul finire dell'epoca classica, gli ultimi gnostici sopravvissuti affidarono alla scrittura i loro vangeli e la filosofia antica, per sottrarli ai loro persecutori. I testi religiosi degli gnostici sono riapparsi solo di recente, ma quelli filosofici erano venuti alla luce alcuni secoli fa a Firenze, culla del rinascimento.
Nel 1460, un monaco consegnò a Cosimo De' Medici un pacco di manoscritti. Si trattava dell'"Ermetica", una raccolta delle ultime parole di Ermete Trismegisto, ovvero del dio egizio Thoth. Cosimo De' Medici chiese a Marsilio Ficino di mettere da parte la traduzione delle opere di Platone e di dedicarsi a quella degli scritti ermetici.
Improvvisamente, gli intellettuali europei entrarono in contatto con la saggezza degli egizi e questo divenne un fatto di notevolissima importanza culturale, tanto che nei trecento anni che seguirono, servi da stimolo agli artisti europei d'avanguardia, agli intellettuali e ai filosofi.
Alla base del Corpus Haermeticum c'è l'idea della forza dei simboli, l'idea che i simboli non sono solo qualcosa grazie alla quale si riconosce qualcuno o qualcosa, ma che hanno un significato più profondo e che il simbolo stesso possa portare all'iniziazione. L'ermetismo diventò così popolare che perfino Rodrigo Borgia (papa Alessandro VI) fece decorare i suoi appartamenti nel Vaticano con scene in cui sono raffigurati Iside, Osiride e Thoth Ermes, così come li immaginavano i pittori del rinascimento. Si stava diffondendo una religione molto più antica, e da alcuni ritenuta più saggia, di quella di Mosè e della Bibbia. Nella cattedrale di Siena si può ammirare un'immagine di Ermete Trismegisto, ovvero del dio Thoth, che trasmette la saggezza dell'Egitto e della Fenice, simbolo della città di Eliopoli.
I papi disseminarono Roma di simboli dell'antichità e di obelischi provenienti dall'Egitto. Stranamente, i papi scelsero l'antico simbolo di Eliopoli e cioè, un pilastro sormontato da un croce e lo posero proprio nel cuore della cristianità.
E' curioso che tutti coloro che vanno in Piazza San Pietro, vengano anche ad ammirare questo antico simbolo dell'Egitto pagano.

Studiosi, quali il gesuita Athanasius Irkere, studiarono gli enigmi egizi, ma la Chiesa cominciò ad avvertire il pericolo.
L'ermetismo stimolava prese di posizioni personali, lontani da quelli che erano i suoi interessi. Le nuove idee furono, quindi, bandite e i libri bruciati.
Nel 1600, l'ermetismo venne fatto tacere con la forza e Giordano Bruno, principale sostenitore, fu trascinato davanti a un tribunale ecclesiastico. Malgrado le orrende torture che gli vennero inflitte, il filosofo rinunciò ad abbandonare le proprie idee. La Chiesa aveva un solo modo per porre fine a tutto questo e accadde l'impensabile: il 17 febbraio 1600, Giordano Bruno fu portato in piazza Campo de' Fiori, denudato, legato a un palo e arso vivo.
Fino all'ultimo momento della sua vita, il filosofo cercò di non guardare la croce che gli veniva posta davanti agli occhi da un membro dell'inquisizione. Le sue ceneri saranno gettate nel Tevere. Dopo questi tragici eventi, l'ermetismo divenne un fatto culturale clandestino.

giovedì 4 aprile 2013

L'energia



Non esiste un "fuori" come non esiste un "dentro":
esiste l'Assoluto,
L'energia cosmica di cui è permeato il tutto
Tutto è vita perchè è energia 

martedì 19 febbraio 2013

lunedì 22 ottobre 2012

Filosofia Ermetica

La Filosofia Ermetica, proveniente dall'antico Egitto e poi ripresa dai Greci, rappresenta una delle principali fonti di conoscenza esoterica nel nostro Occidente. Il Kybalion è uno dei testi fondamentali dell'Ermetismo ed enuncia sette princìpi che costituiscono le leggi di base su cui si fonda la vita dell'Universo e delle sue creature. I sette princìpi fondamentali sono i seguenti: 1) il mentalismo, 2) la corrispondenza, 3) la vibrazione, 4) la polarità, 5) il ritmo, 6) la causa-effetto, 7) il genere. Vediamo ora che cosa significa tutto questo e come si manifesta nella pratica.
Simbolo ermetico
Con ermetismo o filosofia ermetica ci si riferisce a vari autori probabilmente greci, la più parte sconosciuti, che in lingua greca elaborarono durante il periodo della cultura ellenistica greca e romana, a cominciare dal II secolo d.C., un complesso di dottrine mistico-religiose e filosofiche
Ermete Trismegisto
Ermete Trismegisto (dal greco antico Ἑρμἢς ὀ Τρισμέγιστος, in latino Hermes Trismegistus) è un personaggio leggendario dell'età ellenistica, venerato come maestro di sapienza e ritenuto l'autore del Corpus hermeticum. A lui è attribuita la fondazione di questa corrente

l Corpus Hermeticum 

E' una collezione di scritti dell'antichità che rappresentò la fonte di ispirazione del pensiero ermetico e neoplatonico rinascimentale. 
All'epoca il Corpus era attribuito all'antichità egizia ed era ritenuto addirittura precedente a Mosè, come opera di Ermete Trismegisto ("tre volte grande") ed era interpretato come preannuncio del Cristianesimo[senza fonte], la cui rivelazione religiosa si riteneva vi fosse in qualche modo contenuta. 
Marsilio Ficino indicava Orfeo, Pitagora e Platone come i più tardi rappresentanti della sapienza antica contenuta nel Corpus. Il testo come lo conosciamo oggi, si pensa che risalga al 1050 circa, periodo in cui fu raccolto e collezionato da Michele Psello, eminente studioso bizantino, insegnante di filosofia, storico, teologo e funzionario statale. Psello rimosse probabilmente elementi strettamente magici e alchemici, rendendo il Corpus più accettabile per la Chiesa ortodossa.
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