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venerdì 22 novembre 2019

Hong Kong: alle origini della protesta



Una volta la regione era famosa per il suo "porto profumato", da cui prenderebbe anche il nome (in cinese Xianggang), merito delle tante fabbriche di incenso. 
Oggi Hong Kong è più conosciuta per lo skyline, la piazza finanziaria e il terziario avanzato, pur trovandosi nella Cina comunista. 
Ed è proprio questo il punto: gli abitanti di Hong Kong si sentono cinesi "occidentalizzati", un sentimento che mal si sposa con l'autoritarismo di Pechino, come dimostrano le proteste ininterrotte.

Per capire questa vicenda è necessario andare indietro di qualche secolo, fino al Settecento, quando la Compagnia britannica delle Indie Orientali stabilì la sua sede a Canton (Cina del Sud), avviandovi le prime attività commerciali. 
Di lì a poco gli inglesi diventarono il maggior fornitore di oppio della Cina, e fecero affari d'oro fino al 1839, anno in cui le autorità cinesi promulgarono il divieto di importare la droga. 
Fu la scintilla della Prima guerra dell'oppio tra Cina e Regno Unito: gli inglesi occuparono l'isola di Hong Kong (riconosciuta colonia nel 1842, con il Trattato di Nanchino) e vi rimasero per oltre 150 anni.
 Dopo la Seconda guerra dell'oppio, nel 1860, fu occupata anche la penisola di Caolun, oggi parte del territorio urbano di Hong Kong.

Nel 1997, in base agli accordi siglati tra i due Paesi nel 1984, la sovranità della città-Stato è passata dal Regno Unito alla Cina, rimanendo però una regione a statuto autonomo (fino al 2047, quando diventerà Cina a tutti gli effetti).

 Per questo si parla di "un Paese, due sistemi", con una moneta tutta sua, il dollaro di Hong Kong, un sistema di leggi ancora basate sulla Common Law inglese e un sistema scolastico di stampo britannico. 

Il governatore è formalmente eletto da una ristretta cerchia di persone, un comitato elettorale composto da circa un migliaio di membri, ma nella pratica è espressione del governo centrale di Pechino. 
 Gli accordi anglo-cinesi avevano pianificato anche il futuro dell'ex colonia, a partire dall'introduzione del suffragio universale per eleggere sia il governatore (Chief Executive), sia consiglio legislativo (LegCo). 
In teoria, la modifica costituzionale che permetterebbe di arrivare al suffragio universale avrebbe dovuto essere messa all'ordine del giorno già nel 2017: ancora oggi, però, è tutto come prima e l'attuale governatore si è dichiarato non disponibile ad avviarne l'attuazione.

 Oltre che politica (il suffragio universale, la legge sull'estradizione, ...) ed economica (Pechino vorrebbe inglobare Hong Kong nell'immenso sistema della Nuova Via della Seta), la questione è anche culturale. 

Dal 1997 Hong Kong ha visto l'invasione dei "fratelli" continentali e il progressivo cambiamento dei programmi scolastici: le prime proteste risalgono al 2012, quando il governo cinese tentò di introdurre l'educazione patriottica nella scuola. 

Quello che insomma gli scontenti di Hong Kong temono di più è la "cinesizzazione", la scomparsa della loro particolare identità. 

 Fonte: focus.it

martedì 10 gennaio 2017

Il "Cilindro di Ciro" . la prima convenzione dei diritti umani


Questo cilindro d’argilla scritto con caratteri cuneiformi, venne trovato da Hormuzd Rassam archeologo inglese, nel 1879. Atualmente è conservato al British Museum di Londra.
 Il testo del rotolo racconta le imprese di Ciro re di Anshan(Persia 559 - 530) e la conquista di Babilonia nel 539 a.C.
 Il testo narra di come fu catturato Nabonide, l'ultimo re di Babilonia, di come egli corruppe il culto agli dei e dei lavori forzati ai quali aveva sottoposto la popolazione, il cui lamento saliva agli dei. 
Si legge che gli dei abbandonarono Babilonia, ma il dio protettore della città cercò qualcuno che potesse restaurare il vecchio ordine, e la scelta cadde su Ciro, dichiarandolo sovrano del mondo.
 Lo stesso profeta Isaia scrisse di lui nella Bibbia circa 200 anni prima: “28 Colui che dichiara riguardo a Ciro: «Egli è il mio pastore; egli adempirà tutto quello che io desidero, dicendo a Gerusalemme: «Sarai ricostruita!» E al tempio: «Sarai riedificato dalle fondamenta!» … … 1 Così dice Yahùh al suo eletto, a Ciro, il quale ho preso per la mano destra, affinché le nazioni siano sottomesse a lui. Allora, per aprire le porte, slaccerò le cinture ai fianchi dei re, e le porte di accesso non saranno chiuse”. (Isaia 44:28; 45:1)

In uno dei frammenti del cilindro si trova la famosa dichiarazione di Ciro che ha permesso a questo documento di essere considerato la prima convenzione dei diritti umani; un suo estratto dice quanto segue: 
1- Io dichiaro che rispetterò la tradizione, i costumi e le religioni delle nazioni del mio impero, e che non permetterò a nessuno dei miei governatori di disprezzare o insultare gli abitanti delle mie nazioni; 
2- Con la presente si abolisce la schiavitù; i miei governatori hanno l'ordine di proibire la compravendita di uomini e donne come schiavi nei domini che governano. Questa tradizione dev'essere eliminata in tutto il mondo. 
3- Se qualcuno opprime qualche persona, quando succeda, lo priverò dei suoi dirirtti con il fine di penalizzare l'oppressore. 
4- Oggi dichiaro la libertà religiosa. Tutti sono liberi di praticare qualsiasi religione, vivere secondo i dettami di qualsiasi religione e accedere a qualsiasi tipo di impiego, a condizione che mai siano violati i diritti degli altri. 

Fonte: gooddayworld.com

martedì 22 settembre 2015

L'anarchia del potere



Nulla è più anarchico del potere, il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economico, che sfugge alle logiche razionali. Io detesto soprattutto il potere di oggi.
Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni è un potere che manipola i corpi in un modo orribile, che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler.
Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti. Sono caduti dei valori, e sono stati sostituiti con altri valori.
Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento.
Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano.
Il regime è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari.
E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto.
E’ avvenuto tutto in questi ultimi anni. E stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto attorno a noi l’Italia distruggersi e sparire. Adesso risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare.

Pier Paolo Pasolini

giovedì 11 settembre 2014

Richiami vivi, il Senato approva il testo che ne consente ancora l’utilizzo nella caccia



Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini italiani indignati Richiami vivi, il Senato approva il testo che ne consente ancora l’utilizzo nella caccia Gli associazioni animaliste: «Una pagina penosa. I
l peggior biglietto da visita per l’inizio del semestre italiano in Europa. Condanna comunitaria vicina con relativa multa
Con 22 voti a favore e 18 contrari, le Commissioni Ambiente e Industria del Senato, in seduta comune, «hanno approvato il testo del Governo che consente ancora la cattura e l’utilizzo dei piccoli uccelli migratori come richiami vivi, nonostante le richieste contrarie dell’Europa e delle centinaia di migliaia di cittadini che in queste settimane hanno sottoscritto le petizioni e testimoniato la loro indignazione a Governo e politica».
Determinante, denunciano le associazioni ambientaliste in una nota, «il cambio di posizione del Governo, che cedendo alle pressioni dei senatori filo venatori, ha in extremis modificato il testo originale del decreto 91 che prevedeva il divieto di cattura e la limitazione della detenzione dei richiami vivi». Le associazioni Animalisti italiani, Cabs, Enpa, Lac, Lav, Lipu-birdlife Italia, Oipa e Wwf Italia parlano di «una delle pagine più penose degli ultimi anni”. «Determinante, inoltre, il voto dei senatori del Pd, che con le encomiabili eccezioni di Laura Puppato e Monica Cirinnà, hanno votato compatti, su indicazione di partito, a sostegno di una delle pratiche più violente e subdole a danno degli uccelli selvatici». Contrari inoltre M5S e Sel «Si tratta di una delle pagine più penose degli ultimi anni, sotto il profilo del buon governo, della considerazione della natura, del riguardo ai cittadini italiani e del rispetto per le regole comunitarie - dichiarano le associazioni - Il Presidente Renzi e il Governo italiano entrano in Europa, per il semestre di Presidenza, con l’eredità di una procedura di infrazione aggravata, un deferimento alla Corte di Giustizia che da ieri è più vicino e con il fardello vergognoso della tortura legalizzata a milioni di piccoli uccelli migratori». «Tuttavia non è finita qui. Lavoreremo senza un attimo di sosta perché l’Europa punisca duramente l’arroganza italiana e la barbarie dei richiami vivi sparisca definitivamente dalla storia del nostro Paese».
(Fonte: Adnkronos)

martedì 17 giugno 2014

“La corruzione in Italia non è più un reato”

 

L’esperto Alberto Vannucci.
In Italia i colletti bianchi sono solo lo 0,4 per cento dei detenuti, a fronte di una media europea dieci volte superiore, anche se da noi le tangenti sono molto più comuni che nel resto della UE.
Ma se ci concentriamo solo sulle mazzette, i dati sono ancora più incredibili: in tutto il Paese, i condannati che si trovano in carcere per corruzione sono meno di dieci”.
La fotografia del professor Alberto Vannucci, che dirige il Master in Analisi e prevenzione della corruzione all’università di Pisa, racconta una realtà dove lo scandalo del Mose non dovrebbe creare alcuno scalpore:
“È lo stupore che mi stupisce.
Mose, Expo 2015, G8 alla Maddalena, mondiali di nuoto e così via avevano tutti un epilogo scontato, come ogni grande opera realizzata con quei criteri.
Non potrebbe essere altrimenti”.
È rassegnato professore?
Il problema è che la corruzione, di fatto, è stata depenalizzata. Addirittura?
Sono stati scientificamente introdotti meccanismi che hanno reso il lavoro dei magistrati sempre più difficile.
Poi c’è l’ultima legge delega del governo, ennesimo salvacondotto per i colletti bianchi.
Se prima erano quasi certi di farla franca, ora ne avranno la matematica certezza.
E manterranno pure la fedina penale pulita.
Per sfuggire al processo, però, bisognerà risarcire i danni provocati. Le assicuro che resta comunque molto conveniente: le somme di denaro che s’intascano sono davvero ingenti.
Provvedimenti come l’abolizione del falso in bilancio, la salva-Previti, le altre varie leggi ad personam, e quest’ultima legge delega sono criminogene.
Eppure Renzi promette interventi rigorosi per contrastare questo fenomeno, che tra l’altro costa all’Italia 60 miliardi di euro ogni anno.
È una contraddizione tipica della politica italiana.
È difficile capire se questa legge delega, coi suoi sconti di pena e i suoi regali ai colletti bianchi, è frutto di superficialità, incapacità, o peggio di malafede.
Del resto il premier è legato a una maggioranza eterogenea, che da sempre, in alcune sue componenti, è molto sensibile a queste istanze.
La maledizione delle grandi intese.
Per le cricche direi che è una benedizione.
Comunque l’armonia bipartisan, nell’avallare questo sistema di corruzione ormai endemico, è diffusa.
Il Mose è l’esempio perfetto: sono finiti nei guai, tra gli altri, un sindaco di sinistra e un ex presidente di regione di destra.
E parliamo di un’opera interminabile, che ha già sforato di parecchi anni i tempi previsti, triplicando i costi, ponendo al centro questa figura – unica in Europa – del concessionario unico.
Soggetto potentissimo che tiene tanti a libro paga, tra cui politici a sua completa disposizione.
La corruzione sa trasformarsi e adattarsi in modo duttile a contesti diversi, non è una realtà omogenea.
Expo e Mose, per esempio, sono casi completamente diversi. Com’è possibile che, nonostante i continui scandali, sia ancora così semplice sfuggire ai controlli?
C’è una governance multi-livello della corruzione che coinvolge dall’amministratore locale ai vertici delle istituzioni.
È un sistema ben consolidato e mai scalfito, che dagli anni Ottanta si appella all’emergenza per fare tutto in deroga, garantendo così una perenne mangiatoia di Stato.
Si sono appellati all’emergenza persino per i festeggiamenti dei 500 anni dalla scoperta dell’America, prevedibili da 5 secoli.
C’è anche un problema di burocrazia ?
Certo. Se vuoi rispettare le leggi vai incontro all’incapacità della Pubblica amministrazione, all’inefficienza delle procedure, alla cattiva allocazione delle risorse.
Per questo l’emergenza è diventata, da noi, la norma: si accumulano scientificamente ritardi, come per Expo 2015, così da procedere in deroga.
Cosa si può fare? Riformare il sistema aiuta, ma il problema, come dice il commissario Cantone, è soprattutto culturale.
Questo non dev’essere però un alibi per autoassolversi.
Bisogna investire con lungimiranza sull’istruzione e recuperare l’effetto deterrente delle condanne: i corrotti devono pagare e la società deve riconoscere la gravità di certi reati.
La sanzione, insomma, dev’essere anche sociale.
Ma essere ottimisti è difficile: il secondo più votato alle Europee, con voto di preferenza, è proprio un condannato in primo grado per corruzione.

Da Il Fatto Quotidiano del 07/06/2014

lunedì 16 giugno 2014

La democrazia in quel paese è MORTA ....da noi è in agonia



Durante le votazioni alla Commissione Giustizia del Parlamento Greco, il 12 settembre 2013 senza il numero legale, il presidente Virvidakis ignora puramente e semplicemente tutte le obiezioni di 1 dei 3 deputati in aula e riferisce che ogni articolo "è stato votato a maggioranza"sebbene nessuno abbia votato niente.
Virvidakis si è anche assicurato che nessuna frase della deputata fosse riportata sul processo verbale, ma non ha tenuto conto del fatto che era tutto filmato e che sarebbe trapelato su internet 

QUESTO E'SUCCESSO DA NOI



La Presidente della Camera boldrini fa scattare la "ghigliottina" per il voto
In buona sostanza da come approvata una legge che non è stata votata dall'opposizione

SCONVOLGENTE DICHIARAZIONE DI UN POLITICO:”Lo stato vuole gli sbarchi clandestini”



Ecco la SCONVOLGENTE DICHIARAZIONE di Magdi Cristiano Allam,un politico egiziano con cittadinanza italiana che conosce bene il fenomeno degli sbarchi clandestini in Italia,il quale dichiara apertamente il tutto alla testata giornalistica italiana “Il Giornale” :“Gli sbarchi clandestini sono RICHIESTI E VOLUTI apertamente dallo stato italiano ai danni del popolo,benedetti dalla chiesa e accettati dall’Europa”
Se finora solo un miracolo ha fatto sì che in Italia non ci sia stata una rivoluzione considerando i circa 7 milioni di disoccupati e inoccupati, tra cui 4 milioni e 100 mila che fanno la fame, ebbene la rivolta sociale potrebbe presto esplodere per la crescente insofferenza degli italiani nei confronti dell’invasione dei clandestini favorita dallo Stato, benedetta dalla Chiesa, accettata dall’Unione Europea e valutata con estremo favore dalle Nazioni Unite.
Solo nelle ultime 48 ore sono sbarcati in Sicilia circa 5 mila clandestini, che hanno innalzato il totale dall’inizio dell’anno a oltre 50 mila, più di quanti arrivarono in tutto il 2013 (43 mila).
Queste cifre non potranno che aumentare in modo esponenziale perché si tratta di un’invasione voluta e finanziata dallo Stato. Per pervenire a questo risultato abbiamo conseguito diversi “primati mondiali”.
Siamo l’unico Stato al mondo che: non considera reato penale l’ingresso illegale nelle proprie frontiere; ha messo ufficialmente al bando la stessa definizione di “clandestino” sostituendola con il generico “migrante”; impegna la Marina Militare per farsi auto-invadere prestando soccorso ai clandestini ai limiti delle acque territoriali straniere; collabora e si rende complice della criminalità organizzata che gestisce il traffico dei clandestini realizzando profitti superiori a quelli dello spaccio della droga; attribuisce la priorità assoluta al soccorso e all’accoglienza dei clandestini anche contro la volontà della comunità locale e a discapito della sicurezza e dell’attività produttiva degli autoctoni; non bada a spese per prevenire che possano verificarsi delle sciagure in mare e per accogliere nel migliore dei modi i clandestini, i cui costi lievitano considerando che tra loro aumenta la quota delle donne incinte e dei minori non accompagnati.
Sui costi dobbiamo essere severi dal momento che c’è un numero crescente di italiani che non ha i soldi per comperare il pane.
Ogni giorno spendiamo 300 mila euro per le sole unità della Marina e dell’Aeronautica impegnate nell’operazione Mare Nostrum.
Alle operazioni di soccorso partecipano anche navi mercantili battenti bandiere diverse e finora non è chiaro se e quanto vengano pagate.
Attualmente ospitiamo complessivamente circa 32.000 clandestini (ufficialmente “ospiti”) che ci costano mediamente 40 euro al giorno ciascuno, per un totale di 1.280.000 euro al giorno, 38.400.000 euro al mese, 230.400.000 euro per 6 mesi, che è il periodo medio necessario per identificarli e stabilire la loro destinazione successiva.
Qualora si dicesse per il rimpatrio, il costo medio per il rimpatrio di ciascun clandestino è di 25 mila euro. Quelli che in qualche modo fanno perdere le tracce e riemergono tra le fila della criminalità organizzata, ci costano molto di più.
Dei circa 23 mila detenuti stranieri nelle nostre carceri, ben l’80% sono clandestini.
Ciascuno costa mediamente 500 euro al giorno!
La frustrazione e la rabbia degli italiani è fondatissima e più che giustificata. Più in generale gli immigrati e i Rom vengono percepiti come concausa dell’impoverimento degli italiani perché hanno di fatto la priorità nell’assegnazione della casa, dell’asilo e del sussidio sociale; i cinesi stanno colonizzandoci economicamente perché arrivano con borsoni pieni di euro che la Banca Centrale Europea ha pensato bene di far stampare in Cina e ci costringono a svendere le nostre aziende e le nostre case perché a noi accedere al denaro è diventato sempre più difficile; gli islamici ostentando sia il denaro sia l’aggressività ci obbligano a concedere loro moschee che ergono a roccaforti della loro guerra santa, che ha già cooptato migliaia di cittadini europei trasformati in terroristi islamici che al ritorno dal fronte siriano si preparano a sottometterci al loro Allah.
Ebbene oggi siamo arrivati al punto di vergognarci e di considerare “razzismo” il sostenere che in Italia gli italiani devono legittimamente beneficiare in via prioritaria delle risorse proprie. Chi ci governa è avvisato: voi state fomentando il razzismo discriminando gli italiani nei confronti dei clandestini, degli immigrati, dei Rom, dei cinesi e degli islamici.
Se non cambierete radicalmente anteponendo l’interesse degli italiani come deve fare un buon genitore che ha l’obbligo di occuparsi innanzitutto dei propri figli, inevitabilmente esploderà la rivolta sociale.

venerdì 13 giugno 2014

Università occupata dai Rom: padroni di bagni e spazi comuni .....

Il rettore magnifico  è l'organo monocratico posto al vertice di un'università.
In questa università c'è?
e se c'è che fa?????
Ragazze molestate: l’università è una dependance del campo nomadi
Foto dall’università di Roma Tre occupata dagli zingari che si sono impossessati dei bagni e degli spazi comuni













Questa è la Facoltà di Ingegneria di Roma Tre.
In realtà una appendice del campo nomadi.
Secondo le denuncia, sono stati informati il Governo, il Sindaco.
Ma nessuno fa nulla, e gli zingari hanno il pieno controllo della facoltà.
Ne utilizzano i bagni, importunando le ragazze, rubano suppellettili e girano indisturbati dentro e fuori l’ateneo.
Gli studenti, soprattutto le studentesse, sono a rischio.
C’è poi il problema igenico di individui con incidenza di TBC ed Epatite a livelli da emergenza sanitaria.
IO, MANDEREI IL CONTO A MARINO E ALLA BOLDRINI…..!!!!!



Per approfondire Leggere in questo sito l'articolo

http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/denuncia-studenti-roma-tre-vittime-nomadi-ester-palma-corriere-della-sera-1891445/

sabato 7 giugno 2014

Il colabrodo Italia



In Italia ci sono 50mila transessuali, molti stranieri.
Di questi, circa il 40% ha richiesto al SSN un intervento chirurgico per ‘cambiare sesso’.
Il costo dell’operazione per ogni trans è di 20mila euro – 40mila, se, come spesso accade, la prima operazione fallisce – ed è tutto a carico dei contribuenti italiani.
Basta presentare domanda di “rettificazione di attribuzione di sesso” (disciplinata dalla Legge nazionale 164/1982) presso il proprio tribunale di residenza.
Quindi sono circa 600 milioni di euro, quelli che il governo italiano destina al cambiamento di sesso dei transessuali.
Oppure, ci si può operare all’estero, come in Thailandia, dove il transessualismo e il cambio di sesso è ‘normale’, e chiedere poi il rimborso all’ASL, ovvero ai cittadini italiani.
Se poi il trans abita in Toscana, l’amministrazione regionale guidata dal piddino Rossi ti insegna e ti segue anche nel percorso, destinando 240.000 euro per insegnare ai transessuali come cambiare sesso.
La stessa regione che taglia le risorse per le autoambulanze è riuscita a spendere, nell’ultimo anno, la cifra abnorme  di 240mila euro per l’istituzione di un consultorio per transessuali nella Asl 12 con ben sette dipendenti che in un anno avrebbero “generato” 370 ore di consulenza a 135 trans.
La stragrande maggioranza dei quali, immigrati.
Un rapido calcolo: 240.000/370 ed ecco che ogni ora è costata al contribuente toscano circa 650 euro.
Un altro rapido calcolo: 240.000/135 e scopriamo che una singola consulenza è costata quasi 1.800 euro!
Quindi, per dire ad ogni trans come cambiare sesso, la Regione Toscana ha speso un piccolo patrimonio, tanto valeva operarli in loco.
Significa che due/tre ore di consulenza da parte dei dipendenti dell’Asl assunti a questo consultorio, sono costate la bellezza di 1.800 euro: circa 650 euro all’ora!
Nemmeno un’ora di psicanalisi con mr. Freud costerebbe tanto.
Ma attenzione, sbaglieremmo a derubricare tutto questo a mero autolesionismo e adorazione dell’ennesima minoranza.
Certo, questa è una componente essenziale, ma c’è anche la solita dose di clientelismo para-mafioso che contraddistingue la gestione della cosa pubblica in Toscana.
Lo stesso clientelismo che abbiamo visto nell’affaire Mps. Perché quando si spendono 1.800 euro a consulenza per due ore e mezza di colloquio con un trans, significa che il 99% di quei soldi sono stati “regalati” agli amici degli amici: in Toscana il sistema del voto clientelare si sostiene in questo modo.
Oltretutto, come risulta da numerose ricerche, il ‘cambiamento di sesso’ non risolve la ‘confusione di genere’ del trans, 

giovedì 5 giugno 2014

10.000 francesi pagati per andare a lavoro in bici......Quando i governanti di un paese hanno il cervello!!!

25 centesimi a km per chi va al lavoro in bici.
In Francia, dallo scorso Lunedi, 10mila fortunati lavoratori potranno far crescere il loro portafogli a forza di pedalare.
Il governo ha appena lanciato un esperimento con 19 aziende situate in tutto il Paese per promuovere il pendolarismo in bicicletta



Per sei mesi, i dipendenti che si recano in ufficio con la bici ricevono un compenso monetario di € 25 centesimi per chilometro. In totale, per una persona che vive a 5 Km di distanza dal suo posto di lavoro tale compensazione può raggiungere dai 50 ai 60 euro al mese .
Questo esperimento di bike-to-work durerà fino al 1 dicembre e fa parte del "Piano d'azione per la mobilità attiva", presentato dal ministro dei Trasporti il 5 marzo scorso.
"A livello nazionale abbiamo un notevole ritardo rispetto ai nostri vicini europei", aveva sottolineato in quella occasione Frédéric Cuvillier.
In Francia solo il 2% dei lavoratori pendolari usa la bicicletta per andare in ufficio, con una percorrenza media di 3,4 km.
Prima di estendere questa misura, però, il governo ha voluto testarne l'efficacia. E ci sarà anche un'inchiesta della ADEME, l'Agence de l'Environnement et de la Maîtrise de l'Energie, per misurare l'impatto sugli abbonamenti al trasporto pubblico.
Tutto è guidato dal dolce sogno di rendere la Francia una novella Olanda: l'ambizione è quella di raggiungere lo stesso livello di pratica del ciclismo nei paesi nordici, come i Paesi Bassi e la Danimarca.
Ad Amsterdam e Copenaghen, la regina dei trasporti è solo lei, la bicicletta, che copre rispettivamente il 22 e il 31% dei viaggi.
Se i risultati del test saranno promettenti, verrà effettuato un secondo esperimento su larga scala.
E magari contagerà anche noi che siamo qui, dall'altra parte delle Alpi.

Roberta Ragni - Tratto da Green Me

venerdì 23 maggio 2014

Cos'è il fondo di redenzione europeo?



La proposta che mira ad affrontare il tema del debito in Europa in maniera radicalmente alternativa e in particolare attraverso una europeizzazione delle quote eccedenti il 60% è tutt'altro che astratta ed anzi è dentro lo stesso dibattito istituzionale.
A novembre 2011 (in tedesco) e a gennaio 2012 (in inglese), i "5 saggi" del German Council of Economic Expert (che supporta governo e parlamento tedeschi su materie macroeconomiche) presentano un loro documento sul fondo di redenzione.
La cosa fece "scalpore" perché fino ad allora si trattava di un'idea che circolava in alcuni ambienti economici vicini in particolare ai socialisti europei, che hanno rilanciato subito nel PE l'idea. 
Chi sono i 5 saggi, cos'è il Council tedesco;
Tre documenti principali in inglese su come concepiscono il fondo da una parte si esprimono contro l'ipotesi di emissioni generalizzate di eurobonds e dall'altra si esprimono a favore del fondo.
La Merkel ha poi comunque formalmente "respinto" l'ipotesi del fondo (il governo tedesco è tenuto a esprimere la sua posizione sui documenti dei 5 saggi, entro un determinato numero di settimane). Il Parlamento europeo si è comunque "appropriato" dell'idea / documenti, in particolare con socialisti, verdi, GUE ma anche liberali (a anche alcuni settori "nazionali" del PPE, in particolare spagnoli ed italiani) e ha continuato ad insistere sul fondo e sugli eurobond, inserendoli in alcune risoluzioni non vincolanti.
Una risoluzione del 16 gennaio 2013 (relatrice la liberale francese Sylvie Goulard, che ha co-firmato alcuni libri e articoli con Mario Monti), con un allegato alla risoluzione che propone un "piano globale" del PE sulla gestione mutualistica del debito.
Il 12 marzo 2013, al momento del voto sul two-pack, il Commissario Olli Rehn è stato "costretto" a fare una dichiarazione in aula pochi istanti prima del voto proprio per "impegnare" la Commissione europea sull'istituzione di un PANEL DI ESPERTI che deve esprimersi sulla fattibilità del fondo ma anche degli eurobond (era la condizione posta dai socialisti, che contavano però su un ampio supporto cross-party).
La dichiarazione integrale di Rehn fatta in aula il 12 marzo 2013;
Il comunicato ufficiale della Commissione del 2 luglio 2013 con il quale l'esecutivo europeo annuncia la creazione del PANEL Il gruppo di esperti incaricati di studiare la fattibilità del fondo di redenzione sul debito e sugli eurobond ha consegnato ieri le sue conclusioni a Barroso e Rehn:

PERCHÉ ufficialmente si dice che questo fondo provede (DEBITO ECCESSIVO) che pretendono : e verrebbero che il 60% del cosidetto "debito pubblico" venga messo su questo fondo del F.E.D.R. come "GARANZIA" (ma quale garanzia ?) , ed ATTENZIONE : IL CITTADINO ITALIANO dovrebbe andare sui mercati europei A "CHIEDERE" dunque ad altri stati europei soldi a un tasso di interesse "bassissimo" per pagare i cosi detti "debiti" (ma chi darebbe soldi a tasso adirittura bassisimo ? , io ho i miei grandi dubbi !) -MA SE ADESSO ABBIAMO LE RISERVE AUREE ANCORA DI NOSTRA PROPRIETA' NON CAPISCO PERCHÉ DOBBIAMO CEDERE QUESTA SOVRANITA' SULLE "RISERVE AUREE" , FIRMANDO di accettare una situazione cosi , mettendo la firma sul FONDO EUROPEO DI REDENZIONE ??? in tedesco redenzione significa DEBITO E IL DEBITO È UGUALE = PECCATO !!!
- ma quale PECCATO ? Questo debito che ci viene incollato NON LO HA VOTATO IL POPOLO ITALIANO (l'euro chi lo ha voluto ed a che ha servito se non , per indebitarci ???) , 

- RICORDO CHE : LA GERMANIA QUANDO SI È TROVATA IN ENORME DIFFICOLTA' E SULL' ORLO FINANZIARIO , L'ITALIA ED ANCHE LA GRECIA NEL 1953 HANNO FIRMATO E HANNO "ANNULLATO IL DEBITO DELLA GERMANIA!!!FAREBBERO CREDO MOLTO BENE A RICORDARE !!!

Il miglior Presidente della storia e del mondo ....L'abbiamo noi ...VIVA L'ITALIA

1. IL SAGGIO INTEGRALE DI PERRY ANDERSON: “THE ITALIAN DISASTER” Dalla “London Review of Books” http://www.lrb.co.uk/v36/n10/perry-anderson/the-italian-disaster 2. THE LONDON REVIEW OF BOOKS: “NAPOLITANO, ANOMALIA ITALIANA”
Caterina Soffici per “il Fatto Quotidiano”




GLI ITALIANI RINGRAZIANO


La vera anomalia italiana? Giorgio Napolitano.
Sull’ultimo numero della prestigiosa London Review of Books, lo storico britannico Perry Anderson analizza la crisi europea in un lungo saggio dal titolo: The Italian Disaster.
Non c’è bisogno di traduzione ed è interessante che per parlare del futuro dell’Europa e delle falle nel sistema della democrazia del vecchio continente, si parli del disastro italiano, raccontato con la secchezza degli storici inglesi: una sequenza di fatti, date, pochi commenti e molti argomenti.
Quello che Denis Mack Smith ha fatto con i suoi saggi sul Risorgimento e la nascita del fascismo, Anderson, storico di formazione marxista, lo fa con gli anni recenti della storia patria. Secondo Anderson è il capo dello Stato la vera minaccia della democrazia italiana.
Visto in patria come il salvatore, “la roccia su cui fondare la nuova Repubblica”, Napolitano è invece una vera pericolosa anomalia, un politico che ha costruito tutta la carriera su un principio: stare sempre dalla parte del vincitore.
Così da studente aderisce al Gruppo Universitario Fascista, poi diventa comunista tutto d’un pezzo:
nel 1956 plaude l’intervento sovietico in Ungheria,
nel 1964 si felicita per l’espulsione di Solgenitsyn, sostenendo che “solo i folli e i faziosi possono davvero credere allo spettro dello stalinismo”.
Fedele alla linea del più forte, vota sì all’espulsione del Gruppo del Manifesto per i fatti di Cecoslovacchia e negli anni Settanta diventa “il comunista favorito di Kissinger”, perché il nuovo potere da coltivare sono ora gli Stati Uniti.
Gli Usa e Craxi sono i nuovi fari di Napolitano e dei miglioristi (la corrente era finanziata con i soldi della Fininvest) e nel 1996 il nostro diventa ministro degli Interni (per la prima volta uno di sinistra), garantendo agli avversari che “non avrebbe tirato fuori scheletri dall’armadio”
Ma il meglio Napolitano lo dà da presidente della Repubblica: nel 2008 firma del lodo Alfano, che “garantisce a Berlusconi come primo ministro e a lui stesso come presidente l’immunità giudiziaria”, dichiarato poi incostituzionale e trasformato nel 2010 nel “legittimo impedimento”, anch’esso dichiarato incostituzionale nel 2011.
E poi una gragnuola di fatti: il mancato scioglimento delle Camere nel 2008.
L’entrata in guerra contro la Libia del 2011 (scavalcando la   costituzione, senza voto parlamentare, violando un trattato di non aggressione), le trame con Monti e Passera per sostituire Berlusconi, modo – secondo Anderson – “completamente incostituzionale”.
Per non parlare della vicenda della ri-elezione al secondo mandato (“a 87 anni, battuto solo da Mugabe, Peres e dal moribondo re saudita”) e delle ultime vicende, con il siluramento del governo Letta.
Napolitanohe dovrebbe essere “il guardiano imparziale dell’ordine parlamentare e non interferire con le sue decisione”, scrive lo storico britannico, rompe ogni regola.
“La corruzione negli affari, nella burocrazia e nella politica tipiche dell’Italia sono adesso aggravate dalla corruzione costituzionale”.
E poi il caso Mancino e la richiesta di impeachment contro il presidente da parte di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso, e l’invocazione della totale immunità nella trattativa Stato-mafia, che Anderson definisce “Nixon-style”, termine che evoca scandali come il Watergate.
Ma gli esiti italiani sono stati diversi, come ben sappiamo.

giovedì 22 maggio 2014

L'Europa è diventata un prodotto di mercato pubblicizzato con i nostri soldi



Come mai ci stanno bombardando di pubblicità sull’Europa.
Come è bella l’Europa, come è utile l’Europa, come è importante l’Europa.
E ancora, ma come faremmo senza Europa?
Come potremmo vivere senza l’Euro?
Insomma, ci stanno “vendendo l’Europa” come si vende un detersivo o una vaschetta di gelato o un materasso.
Già mi vedo Mastrota che il 25 maggio ci avvisa che è l’ultimo giorno della grande “offerta Europa”.
Ma perché? 
Chi è che ci tiene tanto a venderci l’Europa?
Ossia, a chi sta tanto a cuore rimanere in Europa, a costo di rimbambirci con il sistema più ingannevole che esista: quello pubblicitario?
La pubblicità, si sa, non da “consigli” come diceva il mitico Mike, né ci informa.
La pubblicità ha il solo scopo di venderci un prodotto, in qualunque modo, che ci serva o no!
Ma chi e perché è tanto importante “venderci l’Europa”?
Ed ora, qualche domanda ve la state facendo anche Voi?
Gira un nuovo spot che alla fine recita
“IL NOSTRO CIBO SAREBBE ALTRETTANTO SICURO SENZA L’EUROPA?”
Ecco cosa dice Coldiretti
“Dal formaggio senza latte al vino senza uva, dal cioccolato senza cacao, alla carne annacquata, ma ci sono anche il vino zuccherato, il miele contaminato dal polline biotech senza nessuna indicazione in etichetta come pure i formaggi similgrana prodotti all’estero, tra le novità permesse dall’Unione e in commercio anche in Italia che non si può opporre alle regole europee.
E’ quanto denuncia la Coldiretti che ha aperto l’esposizione “Con trucchi ed inganni l’Unione Europea apparecchia le tavole degli italiani” al maxi raduno con diecimila agricoltori dalle diverse regioni a Mico-Fiera Milano Congressi con il presidente nazionale Roberto Moncalvo.
“Dall’Unione Europea e’ venuto negli anni un via libera ad allucinanti novita’ nel piatto senza dimenticare le alchimie negli ingredienti che hanno snaturato anche gli alimenti piu’ comuni”, ha affermato Moncalvo nel sottolineare che “si e’ verificato un appiattimento verso il basso delle normative per dare spazio a quei Paesi che non possono contare su una vera agricoltura e puntano su trucchi, espedienti e artifici della trasformazione industriale per poter essere presenti sul mercato del cibo”.
Si spiega cosi’ – denuncia la Coldiretti – la possibilità concessa dall’Unione Europea di incorporare la polvere di caseina e caseinati, al posto del latte, nei formaggi fusi, di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero nei Paesi del Nord Europa o di ottenerlo a partire da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose con la semplice aggiunta di acqua.
Si calcola che in Europa vengano consumate venti milioni di bottiglie all’anno con etichette di vini italiani ottenute in questo modo.
L’Unione Europea consente anche per alcune categorie di carne la possibilità di non indicare l’aggiunta d’acqua fino al 5 per cento, ma per alcuni prodotti (wurstel, mortadella) tale indicazione può essere addirittura elusa e potrebbero essere esclusi dagli obblighi di indicazione della quantità d’acqua mentre in tutta Europa circolano liberamente imitazioni low cost del Parmigiano reggiano e del Grana Padano realizzate fuori dall’Italia senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia che ingannano i consumatori sulla reale origine.
Le importazioni dei cosiddetti “similgrana” in Italia sono raddoppiate negli ultimi dieci anni con gli arrivi da Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia che hanno raggiunto un quantitativo stimato in 83 milioni di chili.
E allora? Tutto falso?
L'Italia nota nel mondo per le sue produzioni alimentari DOC è STATA SVENDUTA  a favore di paesi che non hanno nemmeno le materie prime per competere con noi. e usano surrogati per le loro produzioni usando i nostri marchi d'eccellenza per vendere.
Cornuti e mazziati e senza possibilità di ribellarci 
GRAZIE EUROPA

mercoledì 21 maggio 2014

E poi pretendiamo di essere rispettati e tenuti in considerazione all'estero?



ROMA – Francesco Schettino fa campagna elettorale per il Pd.
E il Fatto Quotidiano ironizza: il Pd è in buone mani. Succede a Meta, dove Schettino che è sotto processo per il disastro della Costa Concordia.
Schettino, è naturalmente a casa sua, è evidentemente popolare visto che partecipa alla campagna elettorale per le amministrative e fa in pubblico appelli per sostenere il candidato sindaco del Partito Democratico.
“Meta – scrive Fabrizio d’Espostio per il Fatto Quotidiano – è il primo paesino della costiera sorrentina dopo i tornanti di Punta Scutolo, che formano un belvedere strepitoso sul golfo di Napoli. Qui domenica prossima si vota anche per le amministrative e la battaglia elettorale, tra porta a porta e comizi e cene sulla spiaggia, ha coinvolto il cittadino metese più noto dell’ultimo lustro: il comandante Francesco Schettino, quello della Concordia e dell’Isola del Giglio, quello dell’inchino e del “salga a bordo, cazzo”.
Giacca e camicia sbottonata, Schettino non si è limitato a presenziare alle iniziative del candidato-sindaco del Pd, Giuseppe Tito, ma ha rivolto addirittura un appello pubblico per farlo votare. Un testimonial, in piena regola. Dal sito Politica in Penisola del giornalista Vincenzo Califano:
“In Tito non si è mai assottigliato l’entusiasmo di sentirsi utile, lo ricordo sempre presente, dove la sola gratificazione è stata l’elemento trainante della sua irrefrenabile attività del sapersi mettere a disposizione degli altri. Un giovane al servizio della comunità, e non il contrario, un concetto pratico da lui sempre applicato con entusiasmo”.
IL TRASPORTO di Schettino, oggi sotto processo per il naufragio della Concordia (trentadue vittime) si spiega così. Quando il suo nome fece il giro del mondo, come sinonimo dei peggiori difetti italici, il suo paesino lo difese e Tito era in prima fila. Ecco perché l’appello si conclude in questo modo: “Colgo l’occasione per esprimere a tutti i Metesi indistintamente la mia sincera gratitudine per l’affetto dimostratomi in questi due anni, allo stesso modo non posso esimermi dal sottolineare le doti umane, che ho avuto modo di riscontrare personalmente in Giuseppe Tito, integrità morale e la sensibilità che lo contraddistingue assieme all’intera famiglia”.
Ma l’endorsement di capitan Schettino per il candidato sindaco del Pd è dentro un’incredibile matrioska di autolesionismo a sinistra.
Le sorprese non finiscono mai. A Meta, infatti, il processo di democristianizzazione del partito renziano ha raggiunto vette insuperabili. Il Pd si è spaccato fra due liste civiche (una è quella di Tito, l’altra fa capo all’Udc) e si è scatenata una gara per avere la benedizione ufficiale dai vertici regionali e nazionali.
Risultato: non bastasse Schettino, ai comizi di Tito sono arrivati due impresentabili del Pd. Il primo è il sannita Umberto Del Basso De Caro, ex socialista craxiano oggi sottosegretario alle Infrastrutture del governo Renzi. Sospettato di essere tra i mandanti del presunto complotto contro Nunzia De Girolamo per la vicenda Asl di Benevento, Del Basso De Caro è indagato per la rimborsopoli della Regione Campania: peculato.
Il secondo, invece, è il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
In un albergo sul mare, e tra gli applausi di Schettino, Bubbico ha tenuto un pistolotto sulla sicurezza. Surreale.
Con lui, anche il deputato Massimo Paolucci, candidato alle Europee.
Ulteriore dettaglio: se Paolucci viene eletto si dimette da Montecitorio e gli subentra Anna Maria Carloni, moglie di Antonio Bassolino. Alla fine Bubbico ha pure promesso di portare Renzi a Meta qualora Tito dovesse vincere le amministrative.
Ovviamente Schettino ci sarà, pronto a scambiare due chiacchiere con lui come ha fatto con Bubbico e Paolucci.
LA CAMPANIA è il laboratorio ideale per osservare la deriva del Pd. La scoperta del partito padronale è una sorta di Tana liberi tuttiall’insegna dell’anarchia. Una volta, quando c’era il centralismo democratico, casi come quelli di Meta (partito spaccato in due liste) sarebbero stati impossibili. Del resto, a venti chilometri dalla costiera, a Pompei, il Pd si è alleato con Forza Italia. Si imbarca di tutto, compreso Schettino.
(foto LaPresse) 
 Una piccola postilla 
Beppe Grillo è mediaticamente messo in croce per un incidente automobilistico del 1981per il quale ha pagato sia penalmente che in solido 600 milioni per risarcire le tre vittime 
Questo "signore " gira libero, fa interviste, va in TV e ora si applica alla politica.
Nessuno dice che è un pluriomicida di 32 persone di cui una bimba di 5 anni .
Grillo deve vergognarsi....questo NOOOOOOOOO???
Due pesi due misure !!! 


Sono in missione e rischiano la vita per noi ma non potranno votare.

Ai militari italiani in missione nelle regioni extra Ue non sara’ consentito votare alle Europee perché il governo Renzi si “dimentica” di varare il decreto una tantum previsto per il voto per il rinnovo dell’Europarlamento.
Si tratta di una profonda ingiustizia verso chi si sacrifica in onore della Patria nel mondo, che il MoVimento 5 Stelle ha rilevato nei giorni scorsi presentando un’interrogazione alla Commissione affari Costituzionali, delegata in materia.
Il sottosegretario Domenico Manzione ha confermato (votomilitariesterorisposta.pdf) le preoccupazioni dei cittadini pentastellati, precisando che “la circostanza è stata oggetto di attenta riflessione e di condivisione da parte di tutti i Dicasteri interessati, vale a dire Difesa, Affari Esteri e Interno“. Eppure i nostri soldati il 25 maggio non potranno esprimere il loro diritto di voto. Anche se il decreto fosse emendato nelle prossime ore, infatti, mancherebbero i tempi tecnici per permettere ai militari in missione di votare.
Riteniamo che se i ministeri coinvolti avessero avuto davvero l’intenzione e la volontà di risolvere la questione lo avrebbero fatto. Invece è evidente che qualcuno al Pd si è fatto prendere dall’entusiasmo della transizione di governo e prima Letta, poi Renzi, si sono dimenticati di varare il decreto necessario per concedere ai militari in missione fuori l’Unione Europea di esprimere la loro preferenza.
I nostri militari sono cittadini al servizio della Repubblica ed hanno il diritto di esprimere il proprio voto, come i civili che risiedono in Italia e tutti coloro che si trovano all’estero e possono votare in ambasciata. Forse per i ministeri interessati i nostri militari all’estero non hanno gli stessi diritti dei civili? Come possiamo tacere questo scandalo? Come possono le amministrazioni passare sopra un diritto negato, quando dovrebbero essere proprio loro a tutelarci?

Missioni militari all' estero: decreto approvato. 420 i milioni di euro stanziati dal Governo Renzi

Matteo Renzi ieri al programma Porta a Porta ha detto "Il problema non è dove cercare i soldi. Il denaro c'è.
Il problema è solo come spenderli".
Ecco una delle spese utili del nuovo governo:
il proseguo di tutte le missioni all' estero.
Non è bastata l' opposizione di M5S, Sel, Lega e Fratelli d' Italia.
Il governo approva. Totale spese: Euro 420.614.994.
La votazione:
283 favorevoli,
89 contrari,
un astenuto,
256 assenti

dal sito Camera.it
Nel corso della seduta di giovedì 13 marzo 2014 la Camera, dopo aver votato la questione di fiducia e gli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 16 gennaio 2014, n. 2, recante la proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia Nello specifico il provvedimento, autorizza, a decorrere dal 1° gennaio 2014 e fino al 30 giugno 2014, le seguenti spese: 235.156.497 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan, denominate International Security Assistance Force(ISAF) ed EUPOL AFGHANISTAN; 9.056.445 euro per la proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per esigenze connesse con le predette operazioni in Afghanistan; 81.523.934 euro per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano (UNIFIL), compresi l’impiego di unità navali e di personale militare in attività di addestramento delle forze armate libanesi;
40.761.553 euro per la proroga della partecipazione alle missioni nei Balcani, (Multinational Specialized Unit(MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo, Security Force Training Plan in Kosovo e Joint Enterprise);
136.667 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina (denominata ALTHEA); 



8.722.998 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel MediterraneoActive Endeavour; 1.216.652 euro per la proroga della partecipazione alla missione Temporary International Presence in Hebron(TIPH2) e per l’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi;
60.105 euro per la proroga della missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, (EUBAM Rafah); 131.738 euro per la proroga della partecipazione alla missione delle Nazioni Unite a Cipro (UNFICYP); 25.124.097 euro per la partecipazione alle operazioni dell’Unione europea (denominata Atalanta)e della NATO (denominata Ocean Shield)per il contrasto della pirateria;(poi se i militari contrastano la pirateria , succede che i Marò vengono incarcerati)
7.062.139 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea EUTM Somalia e EUCAP Nestor, nonché nell’ambito delle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano occidentale e per l’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale;
5.118.845 euro per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Libia;
185.495 euro per la proroga della partecipazione alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia
1.337.010 euro per la missione delle Nazioni Unite in Mali e alle missioni dell’Unione europea EUCAP Sahel Niger ed EUTM Mali; 2.955.665 euro per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica;
721.660 euro per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea EULEX Kosovo; 61.490 euro per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite UNMIK;
63.240 euro per la proroga della partecipazione alla missione European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS);
132.380 euro per il personale della Polizia di Stato impegnato nella missione dell’Unione europea in Libia;
3.604.700 euro per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia;
352.579 euro per l’impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Afghanistan e negli Emirati Arabi Uniti.

Tratto da Il Ventunesimo Secolo
di Daniele Lapenna 

martedì 20 maggio 2014

Elezioni europee 2014

Dal 22 al 25 maggio 2014 si svolgeranno le elezioni per il prossimo mandato quinquennale del Parlamento europeo, il cui compito è legiferare, insieme al Consiglio dell'UE, sulla politica dell’Unione.



L'UE ha una struttura istituzionale unica nel suo genere: le priorità generali dell'UE sono fissate dal Consiglio europeo, che riunisce i leader politici a livello nazionale ed europeo i deputati europei, eletti direttamente, rappresentano i cittadini nel Parlamento europeo gli interessi globali dell'UE sono promossi dalla Commissione europea, i cui membri sono nominati dai governi nazionali i governi difendono i rispettivi interessi nazionali in seno al Consiglio dell'Unione europea.
Definire i programmi
Il Consiglio europeo definisce gli orientamenti politici generali dell'UE ma non ha il potere di approvare la legislazione.
Guidato da un presidente – attualmente Herman Van Rompuy – e costituito dai capi di Stato o di governo dei paesi membri e dal presidente della Commissione, si riunisce per alcuni giorni almeno ogni 6 mesi.
Processo legislativo
Sono 3 le principali istituzioni che partecipano al processo legislativo nell'UE:
Il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini dell'UE ed è eletto direttamente da essi.
Il Consiglio dell'Unione europea, che rappresenta i governi dei singoli Stati membri.
La presidenza del Consiglio è assicurata a rotazione dagli Stati membri
La Commissione europea, che rappresenta gli interessi dell'Europa nel suo complesso.
Queste tre istituzioni elaborano insieme, mediante la "procedura legislativa ordinaria" (l'ex "procedura di codecisione"), le politiche e le leggi che si applicano in tutta l'UE.
In linea di principio, la Commissione propone i nuovi atti legislativi, che il Parlamento europeo e il Consiglio devono adottare.
La Commissione e i paesi membri applicano poi le norme, e la Commissione si assicura che vengano applicate e fatte rispettare correttamente.
Il processo decisionale nell'UE – per saperne di più sulle procedure legislative
Elenco delle presidenza del Consiglio dell'UE nel periodo 2014-2020
Altre istituzioni dell'UE
Altre due istituzioni svolgono un ruolo fondamentale:
la Corte di giustizia fa rispettare il diritto europeo
la Corte dei conti verifica il finanziamento delle attività dell'UE.
I poteri e le responsabilità di tutte queste istituzioni sono sanciti dai trattati, che sono alla base di tutte le attività dell'UE e stabiliscono inoltre le regole e le procedure che le sue istituzioni devono seguire. I trattati sono approvati dai capi di Stato e/o di governo di tutti i paesi membri e ratificati dai loro parlamenti.
L'UE possiede una serie di altre istituzioni e organismi interistituzionali che svolgono funzioni specializzate:
il Servizio europeo per l'azione esterna (EEAS) assiste l'Alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, attualmente Catherine Ashton, che presiede il consiglio Affari esteri, guida la politica estera e di sicurezza comune e vigila sulla coerenza e il coordinamento dell'azione esterna dell'UE.
La Banca centrale europea è responsabile per la politica monetaria europea
il Comitato economico e sociale europeo rappresenta la società civile, i datori di lavoro e i lavoratori
il Comitato delle regioni rappresenta le autorità regionali e locali
la Banca europea per gli investimenti finanzia i progetti d'investimento dell'UE e sostiene le piccole e medie imprese attraverso il Fondo europeo per gli investimenti
il Mediatore europeo indaga sulle denunce relative a casi di cattiva amministrazione da parte degli organi e delle istituzioni dell'UE
il Garante europeo per la protezione dei dati salvaguarda la riservatezza dei dati personali dei cittadini
l'Ufficio delle pubblicazioni pubblica informazioni sull'UE
l'Ufficio europeo di selezione del personale seleziona il personale delle istituzioni e degli altri organi dell'UE
la Scuola europea di amministrazione offre al personale dell'UE una formazione in settori specifici
una serie di agenzie specializzate e organi decentrati svolgono compiti tecnici, scientifici e di gestione
Il Parlamento europeo Essendo l'unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini dell’UE, il Parlamento rappresenta 500 milioni di abitanti dell’Unione.
È uno dei principali organi legislativi dell'UE insieme al Consiglio dell'Unione europea, che rappresenta i governi dei paesi membri. Quanti eurodeputati verranno eletti?
Il nuovo Parlamento avrà 751 deputati (750 eurodeputati e un presidente). I seggi sono ripartiti in base al principio di "proporzionalità degressiva".
Ciò significa che i paesi con più abitanti hanno un maggior numero di seggi rispetto ai paesi più piccoli, anche se, proporzionalmente alle loro dimensioni, questi ultimi sono leggermente sovrarappresentati.
Il numero di eurodeputati varia da 6 per Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia a 96 per la Germania.
Chi può votare? Il voto alle elezioni europee è soggetto alla legislazione nazionale.
La normativa dell'UE si limita a stabilire i principi fondamentali, ossia che il voto deve avvenire a suffragio universale diretto, libero e segreto.
Inoltre, i parlamentari europei devono essere eletti in ogni paese dell’UE con il sistema proporzionale.
Novità Il trattato di Lisbona del 2009 impone ora ai governi dell'UE – riuniti in sede di Consiglio europeo – di tener conto dei risultati delle elezioni europee quando propongono il nuovo presidente della Commissione.
Quest'ultimo dovrà poi essere votato ed eletto dal Parlamento europeo.
Una risoluzione del Parlamento europeo adottata nel 2013, invita nel frattempo i vari schieramenti politici a proporre un candidato per questa carica.
Infine, i candidati dovranno presentarsi ed esporre il loro programma di persona in tutti i paesi dell’UE.
Consiglio europeo
Le riunioni del Consiglio europeo sono essenzialmente dei vertici durante i quali i leader dell'UE definiscono le priorità politiche e le principali iniziative.
In genere sono previste quattro sessioni l'anno, presiedute da un presidente permanente.
Di cosa si occupa?
Il Consiglio europeo ha una duplice funzione: definire gli orientamenti e le priorità politiche generali dell'UE e gestire questioni complesse o delicate che non possono essere risolte a livello di cooperazione intergovernativa.
Sebbene influenzi l'agenda politica dell'UE, non può approvare atti legislativi.
Chi ne fa parte?
Il Consiglio europeo è composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri, dal presidente della Commissione e dal Presidente del Consiglio europeo stesso, che presiede le sessioni.
Anche l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza English (en) français (fr) partecipa ai lavori. Chi è il presidente del Consiglio europeo?
Il presidente del Consiglio europeo è Herman Van Rompuy.
Il suo secondo mandato è iniziato il 1º giugno 2012 e scadrà il 30 novembre 2014.
Quando e dove si riunisce?
Si riunisce almeno ogni sei mesi, sebbene in caso di necessità il presidente possa convocare una riunione straordinaria. Generalmente le sessioni del Consiglio hanno luogo a Bruxelles. Come prende le decisioni?
Il Consiglio europeo decide per consenso, salvo diversa disposizione dei trattati.
In alcuni casi adotta decisioni all'unanimità o a maggioranza qualificata, a seconda di quanto previsto dal trattato.
I presidenti del Consiglio europeo e della Commissione e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza non possono votare.
Breve storia del Consiglio europeo Il Consiglio europeo fu creato nel 1974 come sede informale di discussione tra i leader dell'UE. Ben presto è divenuto l'organo che stabilisce gli obiettivi e le priorità dell'UE.
Nel 1992 gli è stato conferito uno status informale e nel 2009 è diventato una delle sette istituzioni ufficiali dell'UE.
Il Parlamento europeo è attualmente composto da 754 deputati provenienti da 28 Paesi membri.
A ciascuno Stato membro sono assegnati i seguenti rappresentanti:
Austria - 18
Belgio - 21
Bulgaria - 17
Cipro - 6
Croazia - 11
Danimarca - 13
Estonia - 6
Finlandia - 13
Francia - 74
Germania - 96
Grecia -  21
Irlanda - 11
Italia - 73
Lettonia - 8
Lituania - 11
Lussemburgo - 6
Malta - 6
Paesi Bassi - 26
Polonia - 51
Portogallo - 21
Regno Unito - 73
Repubblica ceca - 21
Romania - 32
Slovacchia  - 13
Slovenia - 8
Spagna - 54
Svezia - 20
Ungheria- 21
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