web

giovedì 13 settembre 2012

Poesia Alda Merisi

Quelle come me…. è come una goccia d’acqua nel deserto ciondolante. Quelle come me sono capaci di grandi amori e grandi collere, grandi litigi e grandi pianti grandi perdoni. Quelle come me non tradiscono mai. Quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare. Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non i figli, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato. Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive. Quelle come me donano l'anima, perché un'anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto. Alda Merini

Scritto sulla sabbia


Ciò che è bello , ciò che incanta, solo soffio, tremito sia; ciò che affascina e delizia grazia senza termine sia: nube, fiore, bolla aerea, fuoco fatuo, riso di bimbo, sguardo di donna allo specchio e altre cose varie e mirabili che, svelate, passano via nello spazio d’un istante, lieve brezza, soffio di vento: e noi, tristi, lo sappiamo. Ciò che dura, ciò che è eterno non è a noi ugualmente caro: dura gemma, freddo fuoco, grevi lampi d’aurei lingotti - e le stelle innumerabili, alte e ostili, non somigliano a noi erranti, non raggiungono gli abissi fondi delle anime. Forse l’intima bellezza (così degna che l’amiamo) E’ votata alla rovina: le sta prossima la morte; così, i toni della musica che, sbocciati, già si involano via scompaiono: sono un soffio, sono un flusso, sono una caccia, e in un triste muto alito se neanche per un palpito si trattengono, si domano; ogni nota, appena emessa, già sparisce e fugge via. Così il cuore a ciò che svola e via scorre, a ciò che vive, è fraterno e sottomesso, non a ciò che fermo sta. Presto annoia ciò che dura, pietra, firmamento e gemma; a un eterno andare spingono Noi – alito di anime, come bolle di sapone, sposi al tempo, che non durano, cui la stilla sulla rosa, cui il danzare d’un uccello o il morire d’una nuvola trasvolante, o il bagliore della neve, o arcobaleno, o farfalla già fuggita, o la gioia d’un sorriso che passando non ci sfiora già significa la festa – o sgomento. Si, amiamo chi ci è simile, e lo sappiamo: il vento scrive sulla sabbia.

 di Hermann Hesse

La rosa simbolismo

ll simbolo della Rosa è, assieme a pochi altri, onnipresente nei tempi e quasi in tutto il globo. Gli eroi greci la usavano per ornare il loro elmo come Enea ed Ettore (peraltro eroi Troiani), oppure lo scudo come Achille. I roseti erano consacrati tanto ad Afrodite che ad Atena ed una leggenda mitologica dice che inizialmente in Grecia esistevano solo rose bianche finché la dea Afrodite, accorrendo in aiuto di Adone, mortalmente trafitto da un cinghiale, si punse con le spine, tingendo del rosso del proprio sangue le corolle del fiore ad essa consacrato. Già, le spine, il cosiddetto “rovescio della medaglia”. Secondo varie leggende medievali, l’Eden era pieno di rose senza spine, nate dopo il “peccato” di Eva. E San Bernardo di Chiaravalle era solito dire:” Eva, spina; Maria, rosa”. Il dio Arpocrate, l’equivalente greco dell’egizio Horus, era il dio della segretezza e veniva raffigurato incoronato di roselline. Ciò fece sì che il simbolismo della rosa acquisisse anche il simbolo iniziatico della conservazione dei segreti. Ecate, dea degli inferi, era talvolta rappresentata con la testa cinta da una ghirlanda di rose. Questo fiore era per i greci anche simbolo di rigenerazione e perciò era usanza deporre rose sulle tombe. Nell’antica Roma la rosa celava il “profumo di eternità”, tanto che durante le “Rosalie”, cerimonie miranti ad onorare gli dei Mani celebrate tra maggio e luglio, i cittadini erano soliti offrire ai defunti ampie ghirlande di rose. Pure il famoso “asino di Apuleio” riacquistò forma umana mangiando una corona di rose vermiglie offertegli dal sacerdote di Iside. Il Cristianesimo attinse copiosamente nel simbolismo della Rosa che divenne addirittura emblema del Graal, la mitica coppa che raccolse il sangue di Cristo sgorgante dalle sue ferite. Ma la rosa era anche simbolo di trasformazione: in due diverse leggende abbiamo la Rosa bianca che si trasforma in rossa con il sangue di Cristo e la Rosa rossa che si trasforma in bianca con le lacrime della Madonna. I cinque sepali del fiore ricordano proprio un calice, il calice in cui ogni anima che si incarna raccoglie il proprio destino futuro. Fra gli alchimisti la Rosa bianca rappresentava l’ ”Albedo” (purificazione del sentire, ovvero del Mercurio) e quella rossa la “Rubedo” (purificazione del volere, ovvero lo zolfo), le due fasi dell’Opera di trasmutazione successiva alla “Nigredo” (la putrefazione di base). Nell’esoterico Ordine Rosacrociano una corona di rose rosse con al centro una rosa è posta al centro della Croce, al posto del cuore: il dolore umano (Croce) abbinato all’Amore (Rosa). Anche il rosone in vetri colorati che si vede in alcune cattedrali o il rosone in pietra posto sulla facciata delle chiese trae origine dal simbolismo della Rosa: attraverso il rosone, la luce (ossia la Verità) può entrare nel Sacro edificio. Nell’XI secolo alcuni monasteri regalavano ogni anno a Papa Leone IX una rosa d’oro, in segno di riconoscenza per ciò che la Chiesa faceva per loro. Inoltre in tutto il Medioevo il simbolo della Rosa era tra i più usati, assieme alla Croce, dagli ordini cavallereschi.

Cream - White Room

Leggenda la luna blu


Nella mitologia greca la Luna Blu era una festività dedicata alla Dea Artemide, tradizionalmente rappresentata come la vergine lunare che percorre boschi e foreste in compagnia delle sue ninfe fedeli, armata di arco e frecce. Largo spazio veniva dato agli aspetti di dea della fecondità e di dea guerriera, valenze che riportano a sfumature dei complessi significati metafisici della Luna Blu, di cui si parlerà nelle prossime righe. Il popolo romano la identificava con Diana e l’assimilava alle altre due dee lunari, Selene ed Ecate. Nella tradizione Avaloniana la Luna Blu era associata a Branwen (figlio di Llyr del secondo ramo dei Mabinogion), il quale fungeva da ponte spirituale fra due nazioni, l’Irlanda e l’Isola dei Potenti. Branwen inoltre rappresentava il centro del cerchio, il susseguirsi infinito dei cicli, il punto di partenza e il punto di ritorno, tutte tematiche familiari a questa lunazione. Negli ambienti neopagani questa luna è detta anche “Luna delle Streghe” o “Luna di Potere”, in quanto per il suo potenziale è considerata notte particolarmente indicata per la divinazione. Nella comunità scientifica invece è vissuta come un raro evento astronomico da osservare con attenzione e curiosità. Per tutti quanti gli altri, che spesso addirittura non fanno neppure caso a quale ciclo la luna stia attraversando nell’ambito di un comune calendario, la Luna Blu è solo un’altra luna piena

Omaggio a nostri amici

Questa leggenda tramandata dagli indiani, da me ritenuto popolo saggio per eccellenza, è dedicata a tutti gli animali che popolano la terra ed in special modo a quella parte di essi che in vita hanno e sono stati amati dal genere umano. Nel volerci credere però il mio pensiero và a quanti di essi senza ritegno o rimorso alcuno hanno subito soprusi e maltrattamenti dagli uomini, senza ricevere carezza alcuna durante la loro terrena esistenza. Possano essi in questa magica valle, rallegrarsi con un gesto d’affetto che li ripaghi e faccia loro dimenticare le indegne torture e la spregevole indifferenza di cui sono stati vittime.

Corso di formazione per uomini




TEMA DEL CORSO: diventare intelligente quanto una donna 
(quindi essere perfetti) 

OBIETTIVO PEDAGOCICO: corso di formazione che permette agli 
uomini di sviluppare quella parte del cervello della quale ignorano 
l’esistenza. 
PROGRAMMA : 4 moduli di cui uno obbligatorio. 


MODULO 1: CORSO DI BASE OBBLIGATORIO 
1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore). 
2. la mia donna NON è MIA MAMMA (350 ore) 
3. capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore) 


MODULO 2 : VITA A DUE 
1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore) 
2. smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici 
(500 ore) 
3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore) 
4. non faccio pipì fuori dal water (100 ore, esercizi pratici con video) 
5. riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta 
(1500 ore) 
6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore) 
7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore) 

MODULO 3 : TEMPO LIBERO 
1. stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi 
pratici) 
2. digerire senza ruttare mentre lavo i piatti (esercizi pratici) 


MODULO 4 : CORSO DI CUCINA 
Livello 1 (principianti : gli elettrodomestici: 
ON = ACCESO - OFF = SPENTO 
Livello 2 (avanzato) 
La mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola. 
Esercizi pratici: far bollire l’acqua prima di aggiungere gli spaghetti. 
Sono inoltre previsti dei temi speciali di approfondimento; a causa della 
complessità e difficoltà di comprensione dei temi i corsi avranno un 
massimo di 8 iscritti: 
TEMA 1 : il ferro da stiro; dalla lavatrice all’armadio: questo processo misterioso. 
TEMA 2: tu e l’elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico 
competente per le riparazione (anche le più basilari) 
TEMA 3 : ultima scoperta scientifica : cucinare e buttare la spazzatura non 
provocano ne’ impotenza ne’ tetraplegia (pratica in laboratorio) 
TEMA 4: perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei 
TEMA 5 : il rullo di carta igienica: “nasce la carta igienica nel portarullo?” 
(esposizioni sul tema della generazione spontanea) 
TEMA 6: come abbassare la tavoletta del bagno passo a passo 
(teleconferenza con l’Università di Harward) 
TEMA 7: perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso 
gas intestinali (esercizi di riflessione di coppia) 
TEMA 8: gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai 
passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti 
(testimonianze) 
TEMA 9: la lavatrice: questa grande sconosciuta della casa 
TEMA 10: è possibile fare pipì senza schizzare fuori dalla tazza? (pratica 
di gruppo) 
TEMA 11: differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo 
(esercizi in laboratori di musicoterapica) 
TEMA 12: l’uomo nel posto del passeggero: è geneticamente possibile non 
parlare o agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia? 
TEMA 13: la tazza della colazione: levita da se’ fino al lavandino? 
(esercizi diretti da Silvan) 
TEMA 14: comunicazione extrasensoriale: esercizi mentali in modo che 
quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell’armadio non domandi 
“in quale cassetto e di quale armadio?”.

I Nephilim

L'appellativo Nephilim (in ebraico הנּפלים), presente nell'Antico testamento (Torah), in diversi libri non canonici del Giudaismo e in antichi scritti cristiani, si riferisce ad un popolo creato dall'incrocio tra i "figli di Dio" (benei elohim, בני האלהים) e le "figlie degli uomini" (VediGenesi 6:1-8), o giganti che abitavano la terra di Canaan (Numeri 13:33). Un termine simile ma con un suono diverso viene utilizzato nel Libro di Ezechiele 32:27 e si riferisce ai guerrieri filistei morti.

La medusa immortale

La medusa immortale Fino alla fine dei tempi: è l’unico essere vivente che può definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E’ in atto un’invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori. RITORNA GIOVANE - La scoperta di questo organismo, che potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche anno fa e fu fatta da un team di biologi dell’Università di Lecce. La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari, sostengono gli studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa, e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento». L’ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari, affermano i biologi marini sull’inglese TELEGRAFT.«Stiamo rilevando un’invasione silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta, dell’istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi. Ciò dimostra che l’immortalità non è affatto una utopia o un miraggio. In natura esistono esseri, sia animali (come in questo caso) o vegetali che hanno questo “dono”. Un dono che aveva, probabilmente, l’uomo alle origini. Questo se dobbiamo dare atto ai testi biblici, i quali affermano (tra le altre cose) che la specie umana perse l’immortalità a causa del “peccato originale”, se dobbiamo dare credito alla metafora religiosa. Ma questo presuppone anche un’ altra strada, ancora più affasciante. E se per “bypassare” le enormi distanze cosmiche, eventuali civiltà extraterrestri utilizzano metodi similiari alla nostra medusa? Una ipotesi da non lasciar cadere del tutto.

Nessuno può giudicare


Nessuno può giudicare le tue scelte o i tuoi pensieri, perché nessuno ha mai provato le tue emozioni o i tuoi dolori 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...