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martedì 18 settembre 2012

Ludwig Van Beethoven

Voyager - Norma Jeane Mortensen Baker ovvero Marilyn Monroe 02

La grotta di Fingal - Scozia

La Grotta di Fingal (Fingal's Cave in lingua inglese) è una grotta marina sull'isola di Staffa (Ebridi Interne, Scozia), parte del National Nature Reserve del National Trust for Scotland.

La grotta è completamente formata da colonne basaltiche esagonali, simili e coeve a quelle del Giant's Causeway in Irlanda e della vicina Ulva. Una colata lavica 60 milioni di anni fa cominciò a raffreddarsi in schemi esagonali che, partendo dalla superficie, si estesero in profondità formando le colonne.

Le sue dimensioni, il soffitto ad arco e i misteriosi suoni prodotti dall'eco delle onde, fanno sembrare la formazione naturale una cattedrale. Il nome gaelico della grotta è Uamh-Binn, "Grotta della Melodia".
La grotta ha un'ampia entrata ad arco ed è allagata dal mare, ma le imbarcazioni non possono entrare. Molte compagnie locali includono un passaggio ravvicinato nelle crociere tra aprile e settembre. È comunque possibile sbarcare sull'isola e raggiungere a piedi la grotta: una fila di colonne fratturate formano un cammino appena al di sopra il livello dell'alta marea. Dall'interno l'ingresso sembra incorniciare la sacra isola di Iona La grotta fu scoperta dal naturalista Sir Joseph Banks nel 1772.

Divenne nota come Fingal's Cave dal nome dell'eroe Fingal ("Bianco Straniero") di un poema di James Macpherson del Ciclo di Ossian. Nella mitologia irlandese Fingal è conosciuto come Fionn mac Cumhaill (in scozzese, Finn Mac Cool), che secondo la leggenda costruì un selciato tra Irlanda e Scozia.

I MOHAI DELL'ISOLA DI PASQUA

L'Isola di Pasqua è una piccola isola sperduta nell'Oceano Pacifico, distante circa 1600 Km dal più vicino luogo abitato e quasi 4000 Km dalle coste del Cile. Teoricamente venne scoperta nel 1686, ma fu soltanto nel giorno di Pasqua (da cui il nome dell'isola) che l'ammiraglio olandese Jacob Roggeveenn effettuò la prima esplorazione ufficiale,sfidando peraltro i bellicosi indigeni. Diamo ora qualche cenno storico-sociale dell'isola. Il primo periodo evolutivo di Rapa Nui (il nome più comune con cui si designa l'area) si svolse tra il V e l'XI secolo d.C., periodo di esplosione demografica. Successivamente, con l'arrivo di esploratori occidentali, inizio la decadenza di questo popolo, sino ad arrivare al XVIII secolo, in cui si ebbe il definitivo collasso, causato da guerre, epidemie, carestie ed eccessiva deforestazione. Secondo la leggenda, gli "Uomini dai Lunghi Orecchi" costruirono (o meglio, fecero costruire) i Moai, ma furono successivamente sconfitti dagli "Uomini dai Corti Orecchi", ponendo fine ad un'epoca di tirannide in cui questi ultimi erano utilizzati ai fini della costruzione dei colossi. Ma cosa raffigurano? In sostanza altro non sono se non la pedissequa e ripetitiva riproduzione di un modello unico, con ogni probabilità la raffigurazione di un antenato. Il fatto che alcune di esse siano rimaste incompiute e soprattutto siano attorniate da utensili induce a credere che gli scultori abbiano precipitosamente interrotto il lavoro ,perché? Gli abitanti del luogo, poi, come si è scoperto, possedevano strumenti di navigazione non certo avanzati ,come dunque hanno potuto raggiungere l'isola? Ma c'è di più. Passiamo all'ambito antropologico-etnografico. Alcuni ricercatori ritengono che gli indigeni derivino da una mescolanza di elementi nordici, peruviani e polinesiani che, in qualche modo, approdarono sull'isola. Dal principio, grazie alle loro conoscenze, avrebbero edificato i giganteschi idoli di cui sopra, ma in seguito, anche a causa della natura non esattamente ospitale dell'isola (infatti gli alberi sono totalmente assenti), regredirono ad un livello pressoché selvaggio. Secondo altri, in origine gli alberi c'erano ma furono in seguito eliminati. Secondo un'altra ipotesi, l'Isola di Pasqua sarebbe tutto ciò che resta di Atlantide o di Mu. Tra i tanti interrogativi che l'isola stessa pone al ricercatore ce n'è uno che non è inutile menzionare: come è stato possibile agli isolani sollevare quei giganteschi blocchi di pietra per erigerli poi tutti in fila? Difatti, secondo l'archeologo Enzo Valli, l'unico modo per sollevare quelle gigantesche opere consiste solamente nell'utilizzo di corde e funima non si era detto che l'isola appare (e forse era da principio) totalmente priva di vegetazione? L'etnologo Francis Maziere avanza l'ipotesi che, nelle epoche passate, l'uomo avesse potuto disporre di energie derivate dall'elettromagnetismo o addirittura dell'antigravità. Catherine e Michel Orliac, archeologi francesi del Centro di Ricerche Nazionali, sostengono che invece un tempo l'isola era boscosa, e il trasporto dei colossi avveniva con l'ausilio di un legname particolare. Tuttavia molti studiosi di archeologia misteriosa, come ad esempio lo svizzero Erich von Daniken, già menzionato in un precedente articolo, sostengono la tesi dell'ausilio da parte di civiltà extraterrestri, che però improvvisamente lasciarono l'isola e così gli indigeni non furono più in grado di completare la loro opera. Una smentita a questa ipotesi verrebbe dalle ricerche dell'esploratore norvegese Thor Heyerdahl, perfezionate in seguito, nel 1982, dall'equipe dell'archeologa Joan Vanteelbourg: per trasportare i Moai altro non era necessario se non una buona quantità di manodopera adatta al lavoro, corde e legname. Tuttavia l'ipotesi extraterrestre sopravvive, rinfocolata anche dai reperti scritti dell'isola, immagini che ricorderebbero astronavi o parti di esse C'è da riconoscere, infatti,che attualmente molti misteri (in particolare quelli storici,come in questo caso) tendono ad essere spiegati ipotizzando contatti con più evolute civiltà extraterrestri; tuttavia, per studiosi come Graham Hancock, i reperti in nostro possesso sarebbero i resti di mondi che ora non ci sono più, di società che la Storia ha decretato che finissero e restassero pressoché confinate e relegate nelle nebbie del passato, concedendo a noi, disincantati uomini postmoderni, di poter soltanto sfiorare (nella migliore delle ipotesi) un barlume di Verità,simile ad una fioca luce che in lontananza, nella nebbia di una serata invernale, un solitario viandante può scorgere.

Metodo del prof. Luigi di Bella contro il cancro

Il metodo del professor Di Bella era giusto

Arriva una conferma da parte della medicina ufficiale. Il Professor Luigi di Bella originario di Linguaglossa in provincia di Catania era stato massacrato proprio prima di morire, gli vevano dato del ciarlatano al punto che il Professor di Bella se ne andò consapevole che il suo metodo sarebbe stato attaccato da ogni fronte. Adesso però la comunità scientifica si mette in riga. L'università di Firenze e Umberto Veronesi con L'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) arrivano finalmente a dare dignità scientifica al metodo Di Bella. La terapia Di Bella si guadagna uno studio realizzato da parte dell'Università di Firenze dal nome: “Effetti combinati di melatonina, acido trans retinoico e somatostatina sulla proliferazione e la morte delle cellule di cancro al seno”. E' uno dei pochi studi autorevoli in campo medico e che finalmente consegnano la Terapia Di Bella al campo della scienza ufficiale. Lo studio condotto dall'Università di Firenze è stato poi pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology ed ha ricevuto l'approvazione del IEO in seguito alla guarigione di cellule tumorali nel seno di una trentenne. Questa volta possiamo dirlo: il metodo Di Bella è efficace contro i tumori. Se il mondo scientifico di allora gli avesse dato retta e avesse sperimentato il metodo invece di denigrarlo a spada tratta,oggi forse si sarebbero salvate molte vite

Vivisezione


La vivisezione una pratica barbarica e inutile I prodotti sono cosi sicuri che li devono testare poi sugli umani (in genere ammalati terminali ) e il 94% è pericoloso o inutile per noi Questo a detta di molti scienziati e medici illustri

Pellegrinaggio alla Kaaba


Pellegrini musulmani in preghiera alla Kaaba al centro della Grande Moschea della Mecca durante l'annuale pellegrinaggio 

 Nel cuore dell’Islam, una leggenda narra di un luogo che è sempre esistito. Prima di ogni cosa, persino prima della creazione, c’era un luogo sacro, la casa celeste di Dio. Si chiamava Ka’aba e la sua copia sulla terra si trova oggi al centro della Grande Moschea (al- Masjid al- Haram) nel cuore di una città dell’Arabia Saudita: la Mecca (Makkah). La Ka’aba, simbolo dell’adorazione verso l’unico Dio, è un semplice cubo alto 15 metri nel cui interno si trova una stanza disadorna. Nell’angolo sud-occidentale, incorniciata d’argento è incastonata la Pietra Nera, una delle pietre usate da Abramo per la costruzione. I musulmani, se le loro condizioni glielo permettono, devono recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita e in un preciso periodo dell’anno, tra l’8° e il 12° giorno del mese di duh l-hijja ( il dodicesimo del calendario lunare islamico) si svolge il Pellegrinaggio(Hajj) le cui fasi rispecchiano le tradizioni del passato, una delle quali è la creazione della nuova copertura della Ka’aba che consiste in un drappo di color nero, su cui sono ricamati a mano in oro e argento i versetti del Corano. Per potervi partecipare il pellegrino deve essere in stato di ihram (sacralizzazione) che consiste nel fare il ghusl, la grande abluzione rituale, nell' indossare un abbigliamento particolare e inoltre comportarsi con cortesia, rispetto e pazienza. Per tutta la durata dell’Hajj infatti, gli uomini devono indossare due teli di stoffa bianca senza cuciture: lo izar intorno alla vita e il rida sulle spalle, mentre le donne hanno diritto di vestirsi come vogliono sempre nel rispetto delle leggi islamiche. Arrivati alla Mecca, i pellegrini si recano alla Grande Moschea e girano 7 volte attorno alla Ka’aba in un rito chiamato Tawâf. Il Tawâf è una preghiera individuale che può essere compiuta solo in questo luogo. Subito dopo, compiono un altro rito il Sa’y, che è una marcia ripetuta per 7 volte tra due colline, Safâ – la roccia e Marwa – la pietra, e serve a ricordare il tormento di Agar che cercava acqua nel deserto. Ismaele e Agar furono lasciati da Abramo (Ibrâhîm) in una valle desolata per volere di Dio. Rimasti senza acqua, Agar presa dalla disperazione perchè il figlioletto aveva sete cominciò a correre tra le due colline in cerca di aiuto. Al settimo percorso la fede della donna venne ricompensata, l'Arcangelo Gabriele sfiorò il suolo con la punta di un'ala e fece sgorgare un getto d'acqua: la fonte Zamzam. Il giorno 8 dhu l-hijja i pellegrini si spostano dalla Mecca a Mina , una vallata a sud dove fanno una sosta. Il giorno 9 dhu l-hijja raggiungono la pianura di Arafat, dove sorge la collinetta Jabal al-Rahma (il Monte della Misericordia), luogo in cui Adamo ed Eva si ritrovarono dopo essere stati cacciati dal paradiso terrestre e dove il Profeta Maometto pronunciò il suo ultimo discorso. Ad Arafat, i pellegrini compiono le preghiere da mezzogiorno al tramonto facendo attenzione di rimanere all’interno dei limiti di questo territorio fino la notte che segue. E’ questo istante della stazione notturna sul territorio di ‘Arafat, in stato di ihrâm, che conferisce al Pellegrinaggio la sua validità. Si dirigono poi verso Muzdalifa dove stanno in preghiera fino a sera. Tra Mina e Muzdalifa, i pellegrini raccolgono 7 sassolini per lanciarli il giorno 10 dhu l-hijja contro tre steli (jamarat) che rappresentano il diavolo e ricordano l'episodio in cui il diavolo (Shayṭān, Iblīs) incitò per tre volte Abramo a disobbedire al suo Signore e per tre volte Ibrâhîm lo scacciò lanciandogli delle pietre. La battaglia con il diavolo segna l'inizio di una celebrazione che dura tre giorni e che si chiama “festa del sacrificio” ( Aid al – Adha ) dove i pellegrini e i musulmani di tutto il mondo immolano un animale per poi distribuirne la carne ai poveri e consumandone una parte. Ora i pellegrini si rasano, fanno il bagno e si cambiano d'abito ritornando alla Mecca per l'ultimo commiato. Tutti ora hanno acquisito un titolo onorifico: Hajji per gli uomini e Hajja per le donne .

Grotte calcaree in Libano

Le Jeita Grotto grotte calcaree in Libano Le grotte sono Jeita grotte carsiche solutional che si sono formate nel corso di milioni di anni a causa della dissoluzione di calcare. Il calcare viene sciolto con l'acido carbonico dell'acqua piovana e delle acque sotterranee, quando il calcare, che è originariamente impermeabile, contiene crepe prodotte da forze tettoniche, l'acqua trasuda nella roccia e inizia ad allargare le crepe e le grotte all'interno degli strati. Jeita è il complesso più lunga grotta in Medio Oriente, ma si trova a 300 metri (980 piedi) sul livello del mare ed ha un dislivello di 305 metri (1.001 piedi). Geologicamente, le grotte forniscono un tunnel o via di fuga per il fiume sotterraneo, che è la principale fonte di Nahr al-Kalb. La grotta Jeita è la più lunga grotta esplorata in Libano. Dopo molti anni di esplorazione, speleologi sono penetrati circa 6.200 metri (20.300 piedi) dal punto di ingresso della grotta inferiore al fondo del fiume metropolitana ea circa 2.130 metri (6.990 piedi) delle gallerie superiori. Oggi, la Grotta Jeita è una grotta popolare una grande attrazione turistica. Ospita circa 280.000 visitatori all'anno. La grotta Jeita contribuisce in modo significativo alla vita pubblica della regione. Inoltre, la grotta di Jeita emette una sorgente con una portata che va 1-2 m³ / sec, la fornitura di acqua potabile fresca per uno-e-un-milione e mezzo di abitanti della capitale, Beirut.
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Ristorante o camera sotto il mare-Maldive

ITHAA - Il ristorante subacqueo -Maldive 


Situato a 16 piedi (4.87m) sotto il livello del mare, ristorante Ithaa offre impareggiabili vista a 180 ° della vita di mare mentre si cena. Il ristorante fa parte del Conrad Maldives Rangali Island resort ed è veramente una delle esperienze gastronomiche più uniche al mondo. Ithaa , il che significa che la madre-perla in Dhivehi, è una struttura per lo più acrilico- capacità 14 persone . Lo spazio è di circa 5m x 9m (16 piedi x 30 piedi) ed è stato progettato e costruito da MJ Murphy. Il ristorante, aperto ufficialmente il 15 aprile 2005. L'ingresso al Ithaa è tramite una scala a chiocciola in un padiglione di paglia alla fine di un molo. La durata stimata della struttura è di 20 anni. Lo spazio subacqueo può essere utilizzato anche per matrimoni e feste private ed è stato anche trasformato in una camera da letto, su richiesta speciale. Lo spazio su richiesta può essere trasformato in camera matrimoniale

Il bosone di Higgs

CERN bosone di Higgs - la scoperta diventa scienza

L'annuncio del CERN, il 4 luglio - che gli esperimenti eseguiti dal Large Hadron Collider aveva scoperto una particella coerente con il bosone di Higgs - ha superato un passo fondamentale per diventare scienza I risultati dello studio sono stati pubblicati nella rivista peer-reviewed Physics Letters B . Già nel mese di luglio, sia il CMS e ATLAS team - team di scienziati con il compito di analizzare i dati prodotti dal CMS e rivelatori ATLAS - hanno annunciato di aver scoperto una nuova particella elementare . CERN non ha detto che questo era il bosone di Higgs, la cosiddetta particella di Dio, il Modello Standard della fisica delle particelle ha una sola particella sconosciuta,probabilmente è il bosone di Higgs. Dopo l'annuncio del CERN, sia il CMS e ATLAS squadre hanno presentato le loro conclusioni alla Physics Letters B - e oggi, entrambi i loro lavori di ricerca sono stati sottoposte a peer review da parte della comunità scientifica, diventando ... scienza .
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