domenica 3 febbraio 2013
La Cappella di Rosslyn
I TEMPLARI E LA CAPPELLA DI ROSSLYN
Vicino ad Edimburgo, Scozia, si erge una delle cappelle medievali del XV sec. con piu’ incisioni su pietra di tutta l’Europa.
Enigmatici sono simboli delle incisioni di Rosslyn, in particolare il Green Man e la Colonna dell’Apprendista La Cappella di Rosslyn e’ stata oggetto di numerose ricerche nei secoli,poichè si pensa possa nascondere dei segreti perduti:
l’Arca dell’Alleanza, la testa di Cristo mummificata, il Sacro Graal, una Madonna Nera, i rotoli perduti del Tempio di Gerusalemme, i tesori dei Cavalieri Templari,
Vi sono molte teorie sulla cappella e sui suoi segreti. storia, mito e leggenda sembrano intrecciarsi.
Ma cosa c’e’ di realmente vero? Vi sono naturalmente molte teorie su Rosslyn; alcune riguardano la relazione tra Cavalieri Templari e Rosslyn, relazione che inizia con il fondatore dell’edificio, Sir William St. Clair.
Egli inizio’ i lavori di costruzione nel 1446.
Sir William, il terzo e ultimo dei St. Clair principi delle Orkney,seguì personalmente i lavori,i disegni di ogni incisione e scultura.
Il risultato, lo ammiriamo oggi, e’ un “arcanum su pietra” per le generazioni future.
Ci vollero 40 anni per costruire la cappella, che tuttavia rimane solo una parte del progetto originale.
Una delle fonti piu’ conosciute sulla cappella di Rosslyn e sulla famiglia St. Clair e’ un documento del 1700 di Padre Richard Augustine Hay, canonico di St. Genevieve a Parigi e Priore di St. Piermont.
Quello di Padre Hay e’ considerato da molti come la migliore storiografia di Rosslyn, anche se scritta a 215 anni dalla sua edificazione.
Egli menziona rocce e pietre provenienti da “altre regioni” e “regni stranieri”, anche se nessuno a tutt’oggi e’ in grado di localizzare i luoghi di provenienza dei materiali usati.
E’ il territorio che circonda la cappella a rappresentare una connessione importante con i Templari, visto che a poche miglia da Rosslyn vi e’ il villaggio di Temple, nome moderno per l’originale Balandtradoch, cioe’ il quartier generale dei Cavalieri Templari in Scozia nel Medioevo.
Contrariamente alla credenza comune, I Templari non erano acquartierati a Rosslyn ma a Balntradoch.
Le rovine della chiesa templare sono visibili ancora oggi, cosi’ come la “Foresta Templare” nelle vicinanze.
Questa foresta sembra essere uguale a tante altre se vista dal livello del terreno; ma se vista dal cielo, essa e’ molto differente, visto che mostra la sagoma di una croce dei Cavalieri Templari, molto simile alla croce dei Sinclairs.
Quest’ultima si trova in molti punti all’interno della Cappella di Rosslyn.
Nel corso degli anni varie Corporazioni, i Templari, i Rosa+Croce e i Massoni hanno riconosciuto qualcosa appartenente ai loro misteri nel complesso allegorico racchiuso all’interno della Cappella di Rosslyn.
Sebben siano in molti a fantasticare sulle possibili implicazioni dei simbolismi di Rosslyin, altri sono convinti che misteri reali devono essere nascosti all’interno dell’edificio.
La Cappella e’ ufficialmente conosciuta come the Collegiate Church of St. Matthew ed e’ una chiesa episcopale Scozzese attiva tutt’ora.
Vicino ad Edimburgo, Scozia, si erge una delle cappelle medievali del XV sec. con piu’ incisioni su pietra di tutta l’Europa.
Enigmatici sono simboli delle incisioni di Rosslyn, in particolare il Green Man e la Colonna dell’Apprendista La Cappella di Rosslyn e’ stata oggetto di numerose ricerche nei secoli,poichè si pensa possa nascondere dei segreti perduti:
l’Arca dell’Alleanza, la testa di Cristo mummificata, il Sacro Graal, una Madonna Nera, i rotoli perduti del Tempio di Gerusalemme, i tesori dei Cavalieri Templari,
Vi sono molte teorie sulla cappella e sui suoi segreti. storia, mito e leggenda sembrano intrecciarsi.
Ma cosa c’e’ di realmente vero? Vi sono naturalmente molte teorie su Rosslyn; alcune riguardano la relazione tra Cavalieri Templari e Rosslyn, relazione che inizia con il fondatore dell’edificio, Sir William St. Clair.
Egli inizio’ i lavori di costruzione nel 1446.
Sir William, il terzo e ultimo dei St. Clair principi delle Orkney,seguì personalmente i lavori,i disegni di ogni incisione e scultura.
Il risultato, lo ammiriamo oggi, e’ un “arcanum su pietra” per le generazioni future.
Ci vollero 40 anni per costruire la cappella, che tuttavia rimane solo una parte del progetto originale.
Una delle fonti piu’ conosciute sulla cappella di Rosslyn e sulla famiglia St. Clair e’ un documento del 1700 di Padre Richard Augustine Hay, canonico di St. Genevieve a Parigi e Priore di St. Piermont.
Quello di Padre Hay e’ considerato da molti come la migliore storiografia di Rosslyn, anche se scritta a 215 anni dalla sua edificazione.
Egli menziona rocce e pietre provenienti da “altre regioni” e “regni stranieri”, anche se nessuno a tutt’oggi e’ in grado di localizzare i luoghi di provenienza dei materiali usati.
E’ il territorio che circonda la cappella a rappresentare una connessione importante con i Templari, visto che a poche miglia da Rosslyn vi e’ il villaggio di Temple, nome moderno per l’originale Balandtradoch, cioe’ il quartier generale dei Cavalieri Templari in Scozia nel Medioevo.
Contrariamente alla credenza comune, I Templari non erano acquartierati a Rosslyn ma a Balntradoch.
Le rovine della chiesa templare sono visibili ancora oggi, cosi’ come la “Foresta Templare” nelle vicinanze.
Questa foresta sembra essere uguale a tante altre se vista dal livello del terreno; ma se vista dal cielo, essa e’ molto differente, visto che mostra la sagoma di una croce dei Cavalieri Templari, molto simile alla croce dei Sinclairs.
Quest’ultima si trova in molti punti all’interno della Cappella di Rosslyn.
Nel corso degli anni varie Corporazioni, i Templari, i Rosa+Croce e i Massoni hanno riconosciuto qualcosa appartenente ai loro misteri nel complesso allegorico racchiuso all’interno della Cappella di Rosslyn.
Sebben siano in molti a fantasticare sulle possibili implicazioni dei simbolismi di Rosslyin, altri sono convinti che misteri reali devono essere nascosti all’interno dell’edificio.
La Cappella e’ ufficialmente conosciuta come the Collegiate Church of St. Matthew ed e’ una chiesa episcopale Scozzese attiva tutt’ora.
Il Cargo Cult
Per tutta la durata della seconda guerra mondiale, gli americani hanno ampiamente utilizzato le migliaia di isolotti sparsi nel pacifico come base logistica per il trasporto aereo tra America e Giappone. Immaginate ora le civiltà indigene, isolate per millenni dal resto del mondo, che si son viste improvvisamente paracadutare dal cielo beni e merci di ogni genere, atterrare giganteschi bestioni di ferro, rumorosissimi, uscire da questi uomini vestiti di verde con simboli incomprensibili. Uomini che, in pochi giorni, hanno saputo costruire dal nulla edifici, strutture, piste d’atterraggio e che portavano con se oggetti di ogni tipo: cibo, vestiti, materiali sconosciuti.
In modo del tutto indipendente, in Nuova Guinea, Melanesia, Micronesia, durante ma soprattutto alla fine del conflitto, le popolazioni indigene hanno sviluppato culti analoghi nel vano tentativo di far ritornare la “manna dal cielo”, cioè la sterminata quantità di beni e mezzi portata dagli “esseri volanti”.
Il culto consiste nell’emulare con la massima fedeltà possibile non solo gli oggetti volanti ma anche tutte le strutture a supporto. E così gli indigeni si adoperarono per costruire modellini in scala, fatti di bambù, paglia, legno, di aeroplani, jeep, piste di atterraggio, il tutto riprodotto con la massima attenzione al dettaglio possibile, incluse cuffie con padiglioni auricolari in noce di cocco da indossare all’interno di torri di controllo, sempre realizzate in legno e materiali naturali.
Comprensibilmente, per aumentare l’efficacia del rito propiziatorio, alla meticolosa ricostruzione degli oggetti portati dai misteriosi abitanti del cielo, si aggiunge anche un rituale che prevede l’emulazione delle gestualità del personale militare. Dopo la chiusura delle basi militari, nel tentativo di ottenere nuovamente le misteriose merci piovute dal cielo, il rituale emulativo prevede quindi che gli indigeni si vestano di uniformi riprodotte il più fedelmente possibile, marcino con lunghi bastoni al posto dei fucili e si ornino con i simboli “indossati” dal personale militare, con tanto di scritta U.S.A. dipinta sul corpo.
Il Cargo Cult è stato ampiamente riconosciuto e studiato dagli antropologi, secondo cui la giustificazione al culto stesso è data dalla qualità delle merci ottenibile mediante questa particolare forma di preghiera d'intercessione Gli abitanti locali, infatti, con la tecnologia a loro disposizione non sarebbero stati in grado di riprodurre oggetti di qualità pari a quelli portati dai militari. Di qui, la convinzione che questi oggetti siano stati direttamente costruiti dagli spiriti.
E’ interessante notare che, a distanza di 60 anni dalla fine del conflitto, i Culti del Cargo sono completamente scomparsi. Non è chiaro se la causa della scomparsa sia dovuta alla dimostrata inefficacia dei rituali oppure alla semplice contaminazione culturale delle popolazioni indigene, ad opera del mondo occidentale.
Oggi, nella cultura occidentale, il termine Curgo Cult è ancora usato per identificare la pratica di emulazione di oggetti o beni in generale limitata al solo aspetto esteriore, senza effettivamente comprendere la natura dell’oggetto o bene stesso, cioè il suo intimo funzionamento.
Vale la pena di riflettere sui Cargo Cult: le popolazioni indigene hanno messo in pratica un processo di emulazione puro e semplice, nella speranza di risolvere un problema contingente rinunciando completamente – anche perché impossibilitati per motivi prettamente culturali- alla comprensione reale della nuova esperienza che stavano vivendo.
Si tratta, in sostanza, di culti nati per mancanza di capacità di comprensione di fenomeni ritenuti misteriosi e insondabili. Va da sé che per una popolazione isolata per millenni è impossibile comprendere la fisica dietro alla tecnologia del volo e, quindi, l’intervento divino diventa l’unica opzione possibile.
Una massima di Arthur C. Clarke recita “ogni tecnologia sufficientemente evoluta è indistinguibile dalla magia“: i Cargo Cult rappresentano quindi un esempio lampante della necessità dell’uomo di rivolgersi al soprannaturale quando le proprie facoltà di comprensione di un fenomeno non sono sufficienti.
Ottima disquisizione Prof Zucco peccato che l'interlocutore non fosse all'altezza
IL PROF. GIACOMO ZUCCO MANDA IN CRISI IL PROF. MARIO MONTI
Monti, invitato da Lucia Annunziata alla trasmissione Leader ringrazia dell’ottima accoglienza ma poi viene messo KO dalle domande di Giacomo Zucco dei Tea Party, alle quali egli non risponde Zucco chiede:
se l’intera Europa ha detto che la politica giusta per uscire dalla crisi è tagliare le spese e tagliare le tasse come mai lei in quest’anno ha fatto l’esatto contrario? non solo ha aumentato le tasse ma ha anche messo l’IMU sulla prima casa, che poi è andata letteralmente al Monte dei Paschi di Siena. Ha messo anche altri tipi di tasse come ad esempio quelle che devono pagare le persone che devono ricorrere a colf e badanti.
Non solo queste tasse non sono andate a ridurre il debito, ma il debito pubblico è aumentato ed è aumentata la spesa corrente, tanto che nella sua nota d’aggiornamento di economia finanziaria si parla di circa 22 miliardi di nuove tasse programmate da qui al 2015, quindi non è che le ha aumentate quest’anno e poi in futuro le abbasserà, lei ha già programmato un aumento di spese fino a 22 miliardi.
Zucco continua: anche la lettera della BCE chiedeva di ridurre la spesa cosa che non ha fatto, di liberalizzare il lavoro (e la Fornero ha fatto il contrario creando disoccupazione), parlava anche di riforma delle pensioni, che è l’unica cosa che avete fatto, malissimo, col macello degli esodati.
Silenzio..
Prosegue Zucco: la mia domanda è lei non sapeva che le politiche che servivano al Paese, come ha detto anche al FMI, era tagliare spese e tagliare tasse? se lo sapeva, come sembra dai suoi nuovi programmi elettorali, come mai ha fatto l’esatto contrario? non mi dica che non poteva farlo perché nel primo mese di governo lei poteva mettere una legge sull’uccisione dei figli unici e il Parlamento l’avrebbe approvata!
Lo farà adesso con Fini e Casini, grandi riformatori? se non poteva perché non si è dimesso lasciando il posto ad un tecnico serio ad un tecnico vero?
La domanda quindi è perché ha fatto il contrario di quello che avrebbe dovuto fare o non si è dimesso?
Risponde finalmente Monti:
mi avvicino con grande umiltà a questo interlocutore brillante, equilibrato, consapevole e che soprattutto non mira ad un’astratta trasposizione di ricette dagli Stati Uniti all’Italia e che si potrebbero trattare abbastanza brevemente ma dovrò valutare più attentamente le sue gravi riserve di ordine morale e comportamentale che ha indirizzato alla mia persona e sulle quali farò una doverosa profonda e lo assicuro auto flagellante riflessione!
Incredibile risposta di Monti, non era preparato a sentirsele cantare?
Monti, invitato da Lucia Annunziata alla trasmissione Leader ringrazia dell’ottima accoglienza ma poi viene messo KO dalle domande di Giacomo Zucco dei Tea Party, alle quali egli non risponde Zucco chiede:
se l’intera Europa ha detto che la politica giusta per uscire dalla crisi è tagliare le spese e tagliare le tasse come mai lei in quest’anno ha fatto l’esatto contrario? non solo ha aumentato le tasse ma ha anche messo l’IMU sulla prima casa, che poi è andata letteralmente al Monte dei Paschi di Siena. Ha messo anche altri tipi di tasse come ad esempio quelle che devono pagare le persone che devono ricorrere a colf e badanti.
Non solo queste tasse non sono andate a ridurre il debito, ma il debito pubblico è aumentato ed è aumentata la spesa corrente, tanto che nella sua nota d’aggiornamento di economia finanziaria si parla di circa 22 miliardi di nuove tasse programmate da qui al 2015, quindi non è che le ha aumentate quest’anno e poi in futuro le abbasserà, lei ha già programmato un aumento di spese fino a 22 miliardi.
Zucco continua: anche la lettera della BCE chiedeva di ridurre la spesa cosa che non ha fatto, di liberalizzare il lavoro (e la Fornero ha fatto il contrario creando disoccupazione), parlava anche di riforma delle pensioni, che è l’unica cosa che avete fatto, malissimo, col macello degli esodati.
Silenzio..
Prosegue Zucco: la mia domanda è lei non sapeva che le politiche che servivano al Paese, come ha detto anche al FMI, era tagliare spese e tagliare tasse? se lo sapeva, come sembra dai suoi nuovi programmi elettorali, come mai ha fatto l’esatto contrario? non mi dica che non poteva farlo perché nel primo mese di governo lei poteva mettere una legge sull’uccisione dei figli unici e il Parlamento l’avrebbe approvata!
Lo farà adesso con Fini e Casini, grandi riformatori? se non poteva perché non si è dimesso lasciando il posto ad un tecnico serio ad un tecnico vero?
La domanda quindi è perché ha fatto il contrario di quello che avrebbe dovuto fare o non si è dimesso?
Risponde finalmente Monti:
mi avvicino con grande umiltà a questo interlocutore brillante, equilibrato, consapevole e che soprattutto non mira ad un’astratta trasposizione di ricette dagli Stati Uniti all’Italia e che si potrebbero trattare abbastanza brevemente ma dovrò valutare più attentamente le sue gravi riserve di ordine morale e comportamentale che ha indirizzato alla mia persona e sulle quali farò una doverosa profonda e lo assicuro auto flagellante riflessione!
Incredibile risposta di Monti, non era preparato a sentirsele cantare?
Il collasso di una stella -due soli
Secondo una notizia diffusa da un noto fisico, la Terra, in un tempo imprecisato, verrà riscaldata da due soli grazie all’esplosione della supernova Betelgeuse.
Questa previsione, non si sa di preciso quando avverrà, ma si sa solo che avverrà.
A darne notizia è il fisico Brad Carter dell’Università del Queensland, in Australia, notizia riportata anche dal Telegraph, il quotidiano inglese che annuncia: "potrebbe succedere a breve…".
Nella costellazione di Orione, in alto a sinistra, si trova una stella rossastra chiamata Betelgeuse, una supergigante rossa di classe spettrale M1-2 Iab, quindi attualmente in una fase piuttosto avanzata della sua evoluzione. Si tratta della decima stella più brillante del cielo notturno vista ad occhio nudo, anzi di una delle stelle tra le più luminose in assoluto: la sua superficie, infatti, è pari a 15-20 volte quella del Sole.
Considerando queste eccezionali qualità, il destino di Betelgeuse è quello di esplodere in supernova, che corrisponde allo stadio finale delle stelle più grandi.
Piero Benvenuti, professore di astrofisica all’Università di Padova e presidente dell’Inaf, ha spiegato: "Che esploda come supernova è sicuro, ma sapere quando accadrà è una sciocchezza!"
Quando si esaurisce la sorgente, il combustibile nucleare che si trova all’interno della stella, questa collassa e i materiali che la compongono vengono proiettati verso l’esterno creando una sfera di fuoco che si allarga a una velocità di 5, 10 mila chilometri al secondo.
L’evento dalla Terra sarebbe visibile anche di giorno.
Ma sarebbe davvero difficile definirlo come "secondo sole". Questo dipende dalla distanza che separa Betelgeuse dalla Terra: circa 640 anni luce.
Ciò significa che, se la luce del Sole arriva sul nostro pianeta in soli otto minuti, quella di Betelgeuse impiegherà invece 640 anni.
Ma nonostante sia eccessivo definire questo evento come la nascita di un secondo sole, anche perché dovrebbe durare appena due settimane, Benvenuti ha aggiunto:
"Dal punto di vista scientifico è una grande opportunità di studio. È raro vedere un’esplosione galattica".
Questo evento, nel corso della storia, sarebbe accaduto già altre volte: nel 1054 furono i cinesi a veder brillare una grossa stella nel cielo:
"Era nella nostra galassia, nella costellazione del Granchio.
Nel 1572 il danese Tycho Brahe ne osservò una e nel 1604 Giovanni Keplero e Galileo Galilei ne videro un’altra a occhio nudo" ha spiegato il professore. Dunque non accadrà nulla di catastrofico alla Terra tranne la visione di 2 soli in alcune parti del nostro pianeta e un lieve aumento della temperatura per un breve periodo.
sabato 2 febbraio 2013
Il tango
Il tango nasce in Argentina e Uruguay come espressione popolare, e solo successivamente divenne una forma artistica, che comprende musica, danza e testo.
La parola tango è di origine africana: gli schiavi di origine africana, in particolare provenienti da Congo, Golfo di Guinea e Sudan, usavano questa parola per riferirsi a ”recinto”, “cerchio”.
Gli schiavisti spagnoli chiamavano tango i luoghi in cui venivamo tenuti gli schiavi.
Quindi il tango originerebbe dagli schiavi africani, ma sua struttura armonica si deve alla mescolanza tra la Payada e la Milonga Criolla (arrivata dalla campagna attraverso i Gauchos), l’Habanera (portata dagli schiavi liberati) ed il Tango Andaluz (dagli spagnoli).
Il tango inizialmente divenne popolare nei “bassifondi” dove vivevano gli immigranti europei, quindi era una danza associata generalmente ai bordelli e veniva considerata “sconcia”.
Ben presto il tango passò dai bassifondi ai saloni, e nacque il tango salon, nei salotti dell’aristocrazia, caratterizzato da una ricerca di eleganza e spettacolarità del movimento.
La parola tango è di origine africana: gli schiavi di origine africana, in particolare provenienti da Congo, Golfo di Guinea e Sudan, usavano questa parola per riferirsi a ”recinto”, “cerchio”.
Gli schiavisti spagnoli chiamavano tango i luoghi in cui venivamo tenuti gli schiavi.
Quindi il tango originerebbe dagli schiavi africani, ma sua struttura armonica si deve alla mescolanza tra la Payada e la Milonga Criolla (arrivata dalla campagna attraverso i Gauchos), l’Habanera (portata dagli schiavi liberati) ed il Tango Andaluz (dagli spagnoli).
Il tango inizialmente divenne popolare nei “bassifondi” dove vivevano gli immigranti europei, quindi era una danza associata generalmente ai bordelli e veniva considerata “sconcia”.
Ben presto il tango passò dai bassifondi ai saloni, e nacque il tango salon, nei salotti dell’aristocrazia, caratterizzato da una ricerca di eleganza e spettacolarità del movimento.
Alcuni hotel stravaganti e/o sfiziosi
Si tratta dell’hotel che per primo introdusse nel settore alberghiero, la stanza a capsula ed è diventato ormai famoso in tutto il mondo e vanta ormai moltissime imitazioni, soprattutto in Oriente.
Tante piccole stanze, grandi a malapena per ospitare un letto, poste una sopra l’altra e dotate spesso di televisione e altri confort.
Il nome 9h si riferisce alle ore che ogni cliente deve rispettare 1 ora per farsi la doccia, 7 ore per dormire, e 1 ora per prepararsi al mattina dopo .
Il concetto alla base Capsule Hotel giapponesi è che si rivolgono a uomini d'affari che non hanno il tempo di andare a casa.
Il 9h hotel o Nanaiwasu, tuttavia, è più di un capsule hotel di lusso, si trova a Shimogyo-ku, Kyoto.
Hotel Palafite Questa struttura ultramoderna sorge sul lago di Neuchâtel in Svizzera.
Le palafitte non rispecchiano esattamente l’idea che si ha di loro, in quanto non sono delle costruzioni in legno azzardate.
Si tratta infatti di lussuose abitazioni di 68 mq super tecnologiche e ricche di extra confort come idromassaggio, tv al plasma e aria condizionata.
L’hotel è inoltre l’unica struttura alberghiera a 5 stelle sull’acqua in Europa
Sala Silvergruva L’albergo si trova in una delle meglio conservate miniere di metalli preziosi al mondo, si trova a Sala in Svezia, ricavata a 155 m di profondità. L’unico inconveniente sembra essere l’ubicazione del bagno: assicuratevi di portare con voi una luce o potreste ritrovarvi tra buie e fredde gallerie e laghi.artificiali
Cappadocia Cave Resort & Spa
Nella regione della Cappadocia, nella Turchia centrale, sorge questa imponente struttura unica al mondo.
Questo lussuoso resort infatti è stato scavato nella roccia ed è considerato il più grande museo a cielo aperto.
La struttura è immersa nel Parco nazionale di Göreme, nominato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1985
L’hotel è una vera e propria isola di relax, grazie anche al suo esclusivo centro benessere che mette a disposizione dei suoi ospiti diverse piscine, saune, palestre ed altri servizi per assicurare un soggiorno indimenticabile, in un hotel a 5 stelle.
Tante piccole stanze, grandi a malapena per ospitare un letto, poste una sopra l’altra e dotate spesso di televisione e altri confort.
Il nome 9h si riferisce alle ore che ogni cliente deve rispettare 1 ora per farsi la doccia, 7 ore per dormire, e 1 ora per prepararsi al mattina dopo .
Il concetto alla base Capsule Hotel giapponesi è che si rivolgono a uomini d'affari che non hanno il tempo di andare a casa.
Il 9h hotel o Nanaiwasu, tuttavia, è più di un capsule hotel di lusso, si trova a Shimogyo-ku, Kyoto.
Hotel Palafite Questa struttura ultramoderna sorge sul lago di Neuchâtel in Svizzera.
Le palafitte non rispecchiano esattamente l’idea che si ha di loro, in quanto non sono delle costruzioni in legno azzardate.
Si tratta infatti di lussuose abitazioni di 68 mq super tecnologiche e ricche di extra confort come idromassaggio, tv al plasma e aria condizionata.
L’hotel è inoltre l’unica struttura alberghiera a 5 stelle sull’acqua in Europa
Sala Silvergruva L’albergo si trova in una delle meglio conservate miniere di metalli preziosi al mondo, si trova a Sala in Svezia, ricavata a 155 m di profondità. L’unico inconveniente sembra essere l’ubicazione del bagno: assicuratevi di portare con voi una luce o potreste ritrovarvi tra buie e fredde gallerie e laghi.artificiali
Cappadocia Cave Resort & Spa
Nella regione della Cappadocia, nella Turchia centrale, sorge questa imponente struttura unica al mondo.
Questo lussuoso resort infatti è stato scavato nella roccia ed è considerato il più grande museo a cielo aperto.
La struttura è immersa nel Parco nazionale di Göreme, nominato patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1985
L’hotel è una vera e propria isola di relax, grazie anche al suo esclusivo centro benessere che mette a disposizione dei suoi ospiti diverse piscine, saune, palestre ed altri servizi per assicurare un soggiorno indimenticabile, in un hotel a 5 stelle.
Un Huntza può vivere bene fino a 130-140 anni
il popolo degli Huntza:
questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre.
Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza medica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità.
Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni.
Il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.
Digiuno e prodotti vegetali.
Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali.
Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.
L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.
Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e hanno numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni.
Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore. Un Hunza può camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.
Il digiuno nel mondo animale.
Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede.
In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’approvvigionamento di cibo sufficiente.
Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale.
Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro peso ritorna normale.
I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori.
Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova.
In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.
Acqua alcalina.
L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo è la composizione dell’ acqua.
Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali.
Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata.
L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile.
Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene.
In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.
Conclusioni:
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”… “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.
Andrea Conti Dottore in Fisioterapia Università degli Studi di Roma
fonte: Gli Huntza, la popolazione più longeva al mondo | Collettivo Exit http://www.magozine.it/gli-huntza-la-popolazione-piu-longeva-al-mondo#ixzz2JlGV9KCO
questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre.
Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza medica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità.
Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni.
Il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.
Digiuno e prodotti vegetali.
Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali.
Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.
L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.
Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e hanno numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni.
Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore. Un Hunza può camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.
Il digiuno nel mondo animale.
Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede.
In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’approvvigionamento di cibo sufficiente.
Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale.
Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro peso ritorna normale.
I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori.
Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova.
In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.
Acqua alcalina.
L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo è la composizione dell’ acqua.
Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali.
Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata.
L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile.
Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene.
In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.
Conclusioni:
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”… “Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in tempo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.
Andrea Conti Dottore in Fisioterapia Università degli Studi di Roma
fonte: Gli Huntza, la popolazione più longeva al mondo | Collettivo Exit http://www.magozine.it/gli-huntza-la-popolazione-piu-longeva-al-mondo#ixzz2JlGV9KCO
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