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martedì 6 novembre 2012

La fiammella del nostro cuore


Da piccoli fingiamo di essere buoni per compiacere i nostri genitori.
Da grandi fingiamo di esser forti o a volte che vada tutto bene, anche quando tutto bene non va.
Poi la sera ci si trova nel proprio letto, si spegne la luce e si chiudono gli occhi; pochi gesti e si spegne anche un’intera giornata, fatta di sorrisi forzati e sinceri, di cose ingoiate e di cose sputate, di deliri strappati alla vita con forza e di parole ascoltate con stanchezza.
Ed è proprio in quel momento che si fa i conti con noi stessi, con i nostri pensieri più profondi ai quali non è più possibile fuggire, con il proprio sogno da realizzare, tra paure e consapevolezze… ancora qualche attimo di dolce silenzio che ci culla, accompagnandoci per mano verso il nostro sonno.
Ci abbandoniamo stanchi, con la voglia di risposare e al risveglio.. al risveglio ricominciamo a sorridere perché in fondo è un nuovo giorno e tutto può accadere, basta mantenere accesa la fiammella del nostro cuore.
Anna Biason

La sequenza di Fibonacci e la sezione aurea

La successione di Fibonacci 
E' una successione in sequenza di numeri interi naturali ciascun numero della quale è il risultato della somma dei due precedenti.
La successione si definisce matematicamente assegnando i valori dei due primi termini, La sequenza prende il nome dal matematico pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci e i termini di questa successione sono chiamati numeri di Fibonacci.
Il volo dei numeri di Mario Merz, un'installazione luminosa sulla Mole Antonelliana, rappresenta la successione di Fibonacci 










I primi numeri di Fibonacci (includendo lo 0) sono: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765 .........e via all'infinito
Numeri di Fibonacci e legami con altri settori.
In matematica i numeri di Fibonacci sono legati in qualche modo alla sezione aurea, alla sequenza di Farey, alle frazioni continue, alla zeta di Fibonacci, alla zeta di Riemann, ai gruppi di Lie, ai frattali. 
In Fisica:
Sussiste il legame con la teoria delle stringhe.
Molti altri legami sono evidenti con la biologia, la cristallografia, la musica, l'economia, l'arte, l'elettrotecnica, l'informatica, ecc.
In chimica: 
Recentemente in Germania scienziati internazionali hanno scoperto la comparsa del numero aureo 1,618 insieme al gruppo di simmetria E8 in un composto chimico (niobato di cobalto), portato artificialmente in uno stato quantistico critico (l'equivalente quantistico dei frattali).


cerchi nel grano
Nella musica: 
La musica ha numerosi legami con la matematica, e molti ritengono che importante sia in essa il ruolo della sezione aurea e dei numeri di Fibonacci.
Sul piano compositivo, attraverso la serie di Fibonacci la sezione aurea può essere rapportata a qualsiasi unità di misura concernente la musica, I musicologi hanno trovato altre applicazioni nei rapporti fra le durate (in misure) delle varie parti dei brani musicali, in particolare si trovano tali rapporti nelle opere di Claude Debussy e di Béla Bartók Tra i compositori del XX secolo si evidenziano in proposito Stravinsky, Xenakis, Stockhausen (nel cui brano Klavierstücke IX si hanno frequenti rimandi alle successioni fibonacciane nelle segnature di tempo),
Sezione aurea. Senza questa niente violini Stradivari,
Anche la musica Rock, specialmente nel cosiddetto rock progressivo, si è confrontata con gli aspetti mistico-esoterici della sezione aurea, e più precisamente dalla serie di Fibonacci.
L’esempio più emblematico è la musica dei Genesis, che hanno usato assiduamente la serie fibonacciana nella costruzione armonico-temporale dei loro brani: Firth of Fifth è tutto basato su numeri aurei: ad esempio ci sono assoli di 55, 34, 13 battute, di questi alcuni sono formati da 144 note, etc.
Oltre ai Genesis, I Deep Purple nel brano Child in Time e i Dream Theater nell'album Octavarium, interamente concepito secondo il rapporto tra i numeri 8 e 5 e termini consecutivi della sequenza di Fibonacci.
Risale invece al 2001 Lateralus album della band americana Tool che contiene il singolo omonimo "Lateralus" costruito fedelmente sulla serie di Fibonacci: i Tool fanno un sapiente uso dei primi elementi della successione di Fibonacci: contando infatti le sillabe della prima strofa si ottiene 1,1,2,3,5,8,5,3,2,1,1,2,3,5,8,13,8,5,3.
Da notare che la canzone fa un continuo riferimento alla figura della spirale.
 
In botanica: 
Quasi tutti i fiori hanno tre o cinque o otto o tredici o ventuno o trentaquattro o cinquantacinque o ottantanove petali: i gigli ne hanno tre, i ranuncoli cinque, il delphinium spesso ne ha otto, la calendula tredici, l'astro ventuno, e le margherite di solito ne hanno trentaquattro o cinquantacinque o ottantanove.
La disposizione delle infiorescenze nel girasole I numeri di Fibonacci sono anche in altri fiori come il girasole; difatti le piccole infiorescenze al centro del girasole sono disposte lungo due insiemi di spirali che girano rispettivamente in senso orario e antiorario.
I pistilli sulle corolle dei fiori spesso sono messi secondo uno schema preciso formato da spirali il cui numero corrisponde ad uno della serie di Fibonacci.
Di solito le spirali orientate in senso orario sono trentaquattro mentre quelle orientate in senso antiorario cinquantacinque (due numeri di Fibonacci); altre volte sono rispettivamente cinquantacinque e ottantanove, o ottantanove e centoquarantaquattro.
Si tratta sempre di numeri di Fibonacci consecutivi.
Le foglie sono disposte sui rami in modo tale da non coprirsi l’una con l’altra per permettere a ciascuna di esse di ricevere la luce del sole. Se prendiamo come punto di partenza la prima foglia di un ramo e si contano quante foglie ci sono fino a quella perfettamente allineata spesso viene un numero di Fibonacci e anche il numero di giri in senso orario o antiorario che si compiono per raggiungere tale foglia allineata dovrebbe essere un numero di Fibonacci. Il rapporto tra il numero di foglie e il numero di giri si chiama “rapporto fillotattico”.
Nel corpo umano:
Il rapporto fra le lunghezze delle falangi del dito medio e anulare di un uomo adulto è aureo, come anche il rapporto tra la lunghezza del braccio e l'avambraccio, e tra la lunghezza della gamba e la sua parte inferiore.
La spirale 
In geometria e in natura,  Nell'arte, Nell'economia, In informatica, In elettrotecnica,  Nei giochi sistemici.
E sicuramente nell'universo

Il gioco dell'oca

Per la prima volta, all'epoca dei Medici, verso il 1580, appare il nome "Il nuovo e molto dilettevole giuoco dell'oca", ma la più antica stampa conosciuta del "gioco dell'oca" risale al 1640. Fu pubblicata a Venezia da Carlo Coriolani. Al centro vi è raffigurata una famiglia seduta attorno ad una tavola imbandita e nel bel mezzo un'oca arrosto. In alto sul bordo del foglio è scritto "Il dilettevole gioco di loca". Molto probabilmente da qui deriva il nome del gioco , secondo altri studiosi invece proviene dall'usanza dei giocatori di impiegare la vincita per comperare una bella oca. Certo è che questo gioco è molto antico come testimoniano documenti rinvenuti in tombe egizie e reperti cinesi. Rappresentava il concetto del bene (le oche) e del male (le avversità, gli ostacoli).

La Struttura simbolica del Gioco dell'Oca

Secondo Fulcanelli, il Gioco dell'Oca è "un labirinto popolare dell'Arte sacra e una raccolta dei principali geroglifici della Grande Opera" (Fulcanelli, Le Dimore Filosofali). La sua struttura a spirale, ripartita in 63 tappe in cui ricorrono alcuni simboli fissi, conduce verso il raggiungimento del centro, del "giardino dell'oca", meta di un cammino sapienziale iniziatico.

E' interessante notare innanzitutto che la spirale del gioco si svolge sempre in senso sinistrorso, come ad indicare che il raggiungimento del centro va inteso nel senso di una "via del ritorno", di una risalita verso l'origine, verso l'Uno.

L'Oca che dà il nome al gioco è un animale tenuto in grande considerazione da molti popoli antichi, a partire dagli Egizi per giungere ai Greci. I Romani avevano affidato alle oche il compito di vegliare sul tempio di Giunone, nel Campidoglio. Per i Celti, il palmipede era simbolo dell'aldilà e guida dei pellegrini, ma anche simbolo della Grande Madre dell'Universo. Le regole del gioco si conformano a questa valenza sacra dell'animale, sottolineando il suo ruolo di "guida provvidenziale": capitare su una casella contrassegnata da un'oca permette infatti di abbreviare il percorso, raddoppiando il punteggio ottenuto.

Il numero delle caselle, 63, è particolarmente significativo: come prodotto di 9 x 7 permette di intendere il percorso come successione di 7 cicli di 9. Questi numeri si collegano direttamente alla teoria degli "anni climaterici", tenuti in grande considerazione dall'astrologia classica: i cicli settenari e novenari segnano infatti gli anni fondamentali della vita umana che, in questo caso, si concluderebbe col sessantatreesimo anno, chiamato "il grande climaterio". In questo senso il gioco può essere inteso come una rappresentazione simbolica del percorso stesso della vita. Ma c'è di più: la casella 63 è quella che permette di accedere al centro della spirale, al "castello o giardino dell'oca" che non è numerato. Considerando anche il centro, avremmo in tutto 64 caselle e questo numero, oltre ad essere simbolo dell'Unità, verso la quale il cammino ci deve ricondurre (6+4=10; 1+0=1), è il prodotto di 8 x 8 e suggerisce immediatamente una possibile analogia del nostro gioco con quello degli scacchi, che, a sua volta, ha la sua matrice simbolica nei 64 esagrammi dell'I Ching o "Libro dei Mutamenti", i cui simboli descrivono appunto tutti gli stadi possibili dell'esistenza umana.

EDWARD MAYA presents Violet Light - LOVE STORY

L'amore di una mamma

Una mamma lontra perde il suo cucciolo assalito da un branco di orche assassine e, dopo essersi resa conto che il cucciolo non è più accanto a lei, inizia a piangere. Il video che mostra quanto accaduto, nel web sta facendo il pieno di clic: in due settimane ha già totalizzato quasi 1 milione di clic. Il filmato è stato girato da una barca che stava filmando le orche: mamma lontra riesce a salvarsi saltandoci sul retro. La lontra, dopo il salto inizia a chiamare il suo cucciolo. Alla fine, nonostante l’oceano sia ancora pieno dei predatori, torna in mare proseguendo la ricerca del suo piccolo.

Storia di un amore

Il padrone di un negozio stava esponendo sulla porta un cartello con la scritta “si vendono cuccioli”. Questo genere di annuncio attira sempre i bambini e difatti di lì a poco un ragazzino si presentò nel negozio chiedendo: “quanto costano i cagnolini?” Il padrone rispose: “tra 30 e 50 €”. Il bambino mise la mano in tasca e ne estrasse alcune monete: “ho solo 2,37 €… Posso vederli?”. L’uomo sorrise e fece un fischio. Dal retrobottega entrò correndo il suo cane seguito da cinque cuccioli. Uno di questi però era rimasto molto indietro rispetto agli altri. Il ragazzino subito indicò il cagnolino rimasto indietro che stava zoppicando: “Cosa gli è successo?”. L’uomo gli spiegò che, quando era nato, il veterinario gli aveva detto che quel cucciolo aveva un’anca difettosa e che sarebbe rimasto zoppo per sempre. Il bambino si commosse a quelle parole ed esclamò: “questo è il cagnolino che voglio comprare!”. E l’uomo gli rispose: “no, non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente te lo regalerò!”. Il bambino rimase attonito e guardando l’uomo diritto negli occhi gli disse: “non voglio che lei me lo regali: vale tanto quanto gli altri cagnolini e io le pagherò il prezzo intero. Se è d’accordo le darò subito i miei 2,37 € e 50 centesimi ogni mese fino a quando lo avrò pagato completamente”. L’uomo rispose: “non vorrai davvero comprare questo cagnolino, ragazzo. Non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini!”. Allora il bambino si piegò ed estrasse dai pantaloncini la sua gamba sinistra, malformata ed imprigionata in un pesante apparecchio metallico. Guardò di nuovo l’uomo e gli disse: “questo non importa, anche io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!”. L’uomo adesso stava mordendosi le labbra e i suoi occhi si riempirono di lacrime…Sorrise e disse: “ragazzo mio, ciò che la sofferenza ti porta oggi… farà di te un vero uomo domani”.

I CACCIATORI...........(brava gente) amano la natura lorooooo!

IN QUESTO MOMENTO........stanno uccidendo una creatura come questa per fare un salmì !!!!
MA COME CAVOLO FATE????? a ucciderlo e poi mangiarlo?
io personalmente lo trovo INCONCEPIBILE E MOSTRUOSO

Chi può dia una mano non facciamo estinguere anche questa meravigliosa razza

I Cavallini della Giara.
ORIGINI 
Di origini incerte e misteriose, il cavallino non sembra essere una specie autoctona della Sardegna, non sono stati ritrovati, infatti, reperti fossili del periodo antecedente il tardo nuragico, Bronzo recente.
Importati dai fenici o provenienti dall'arcipelago greco portato da navigatori, i cavallini della Giara sono oggi gli unici sopravvissuti di numerosi branchi che fino al tardo medioevo vivevano allo stato brado, nell'isola.
Nel vasto e poco antropizzato altopiano dai contorni netti e scoscesi i cavallini hanno trovato l'habitat ideale che li ha portati alle caratteristiche morfologiche e comportamentali attuali e a recuperare, almeno parzialmente, il genotipo del cavallo selvatico.
CARATTERISTICHE E DIMENSIONI
I cavallini della Giara sono oggi presenti sull'altopiano in 500 esemplari circa. Il numero rappresenta, orientativamente, la capacità portante ottimale del territorio, in quanto bisogna tener conto dei numerosi altri erbivori, quali bovini e caprini che con i cavallini si contendono il pascolo disponibile.
Di carattere nervoso e indomito pur se apparentemente tranquillo, il cavallino della Giara, sprigiona una forza e una resistenza insospettabili ogni qualvolta l'uomo minaccia di privarlo della sua libertà.
La cattura anche se per curarlo, per marchiarlo, per domarlo o per qualunque altro motivo, storicamente non è mai stato un compito agevole e gli inseguimenti dei cavallini nelle pietraie della Giara da parte di esperti cavalieri si sono spesso conclusi con un nulla di fatto.
Le dimensioni sono ridotte rispetto a quelle dei cavalli tradizionali, anche se le sue proporzioni aggraziate non sono quelle di un pony piccolo e tozzo.
L'altezza media è di 1,20 m circa al garrese,corrispondente alla verticale arti anteriori-spalla, mediamente di 30-40 cm inferiore a quella degli altri cavalli "normali".
La criniera e la coda sono folte e lunghe, il mantello può essere baio, morello o sauro, anche se questi ultimi rappresentano solamente circa l'8% degli esemplari oggi presenti nei 4.300 ha dell'altopiano. La testa è grande e i due occhioni "a mandorla" danno al cavallino della Giara una espressione velatamente malinconica.
COMPORTAMENTO:
Vivono in piccoli gruppi familiari stabili costituiti da un maschio dominate e da una a sette-otto femmine con relativi puledri, anche se non è raro trovare gruppi di maschi "scapoli".
Ogni gruppo occupa un territorio ben definito anche se talvolta il territorio di gruppi confinanti può sovrapporsi.
Non sono ammesse situazioni di promiscuità, ogni capobranco è fortemente geloso del suo harem ed è pronto a difenderlo a suon di calci e morsi nei confronti di eventuali altri maschi intrusi.
Molto più diplomatico è invece il comportamento del capobranco se l'intrusione avviene ad opera di una cavalla in età fertile, che accetta di buon grado.
Anche i figli maschi vengono scacciati dal gruppo non appena, raggiunta l'età fertile, cominciano a manifestare strane pretese.
La dolce vita da sceicco, per lo stallone capobranco, durerà fino ai 15-20 anni di età quando, ormai anziano, verrà a sua volta soppiantato da un altro giovane maschio e andrà a trascorrere gli ultimi anni della sue vita in un altro territorio in compagnia di altri "scapoli".
Raccolta cibo per i cavallini della Giara stremati dalla siccità LORO SI SONO GIA' ATTIVATI X SALVARLI: I cavallini della Giara stanno morendo di fame https://www.facebook.com/media/set/?
https://www.facebook.com/notes/tz%C3%ACu-alessandro-cau/raccolta-cibo-per-i-cavallini-della-giara-stremati-dalla-siccit%C3%A0/10151207205168433 

Se qualcuno vuole dare una mano (ad esempio portare del cibo) deve fare capo ai comuni o sentire il Sig. Stefano Melis della cooperativa Sa Jana Manna - cell. 3477964725 ( Rita Rosalba Atzei )

Comune di GESTURI: http://www.comune.gesturi.vs.it/ Sindaco: Geom. Sedda Gianluca - E-mail: sindacodigesturi@tiscali.it tel. 070/9360832 - fax 070/9360837 FAUNA:http://www.comune.gesturi.vs.it/VisitaTerritorio/AmbienteTerritorio/Fauna/cavallini.html Comune di Tuili: 
http://www.comune.tuili.vs.it/ Sindaco: Antonino Zonca - E-mail: sindacotuili@tiscali.it Municipio: via Matteotti, 4 - tel 070 9364481 Centralino: 0709364481 - Fax 0709364320 
VISITA IL TERRITORIO: http://www.comune.tuili.vs.it/VisitaTerritorio/ Comune di Setzu: http://www.comune.setzu.vs.it/ Sindaco: Annarita Cotza - E-mail: sindacosetzu@alice.it Telefono: 070/9364012 - Fax: 070/9364615
Comune di Setzu via Chiesa 6 - 09029 Setzu (VS) Tel: 070 9364012 info@comune.setzu.vs.it

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Sugli schermi dal 19novembre
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