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lunedì 11 febbraio 2013

L’ornitorinco – un animale davvero “curioso” ed unico nel suo genere


Il termine scientifico ” Ornithorhynchus anatinus” è composto da due parole greche: ornis-ornithos, che significa “uccello”, e rynchos, che significa “muso”. Mentre il secondo termine del nome scientifico di tale specie deriva dal termine latino: anas-atis, ovvero anatra. L’ornitorinco è un piccolo mammifero semi-acquatico endemico della parte orientale dell’Australia. È una delle sei specie, ancora non estinte, che compongono l’ordine dei monotremi. L’ornitorinco è un animale notturno e semi-acquatico, abita in piccoli corsi d’acqua e fiumi.
 Per quanto riguarda il suo habitat questo mammifero e’ presente nelle fredde regioni montuose della Tasmania e delle Alpi australiane, nelle foreste pluviali tropicali delle coste del Queensland a nord, fino ad arrivare alla base della penisola di Capo York. Pare che si sia estinto nel sud dell’Australia (tranne che sull’isola dei Canguri) e che non si trovi più nella parte principale del bacino del Murray-Darling, forse a causa dell’esteso disboscamento che ha provocato un declino della qualità dell’acqua.

Altra caratteristica particolare dell’ornitorinco riguarda la sua fisiologia che è unica. 
Il ritmo del metabolismo è molto basso rispetto agli altri mammiferi, con una temperatura corporea media di 32 °C al posto dei 38 °C tipici dei mammiferi placentati. Il suo corpo e la larga coda piatta sono coperti da una pelliccia di colore marrone. Ha inoltre piedi palmati e un largo muso (duro come la gomma) e queste particolarità ricordano più un’anatra di qualsiasi altro mammifero conosciuto.
 L’ornitorinco può pesare da meno di un chilo a più di due chili e raggiunge una lunghezza che va da 30 a 40 centimetri, mentre la coda può misurare da 10 a 15 cm. Vi è una notevole variazione nelle dimensioni medie da una regione all’altra, ma ancora non si conoscono le ragioni di tale variazione che non sembra seguire nessuna regola climatica.
 Questo animale si muove come un rettile, con zampe poste ai lati del corpo anziché sotto di esso. E’ un ottimo nuotatore e trascorre molto tempo in acqua. E’ un mammifero carnivoro, si ciba di vermi, larve di insetti e gamberi d’acqua dolce che riesce a trovare scavando nel letto del fiume con il muso oppure che cattura nuotando, e a volte, quando capita, anche piccoli mammiferi. Tenendo gli occhi chiusi quando nuota, il becco molto sensibile gli permette di cacciare il cibo senza dover usare la vista.
 Altra particolarità che lo contraddistingue riguarda il fatto che possiede un senso di elettrolocazione ossia attraverso tale senso riesce a localizzare la sua preda, in parte rilevando la sua elettricità corporea. La sua elettrolocazione è la più sensibile tra i mammiferi. 

Il maschio dell’ornitorinco presenta uno sperone cavo, su ognuna delle zampe posteriori, che viene utilizzato per iniettare un veleno come “arma” di difesa contro i predatori o nei combattimenti per il territorio. Sembra che il veleno possa avere effetti che non siano mortali ma che tuttavia possano menomare gravemente la vittima. Ed inoltre pare che non sia ancora stato scoperto un antidoto per questo tipo di veleno. Nell’uomo il veleno dell’ornitorinco non è letale ,ma potrebbe esserlo per i cani e i piccoli animali domestici. Tale veleno causa negli uomini un dolore forte ed immediato e dopo essere stati colpiti, attorno alla ferita, si sviluppa un edema. 
Sono state raccolte diverse informazioni circa gli effetti, da anamnesi e aneddoti, secondo i quali il veleno causerebbe un dolore che si sviluppa in una perdurante iperalgesia che dura giorni o anche mesi.

 Gli aborigeni australiani raccontano la leggenda secondo la quale l’ornitorinco sarebbe il “frutto” di un singolare incrocio, avvenuto molto tempo fa, tra un’anatra solitaria e un topo d’acqua che la rapì. La leggenda spiega che, dopo la violenza subita, l’anatra partorì due cuccioli palmati ma con quattro zampe, con il becco e la pelliccia.

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