venerdì 19 aprile 2013
Storia del francobollo
Il francobollo è una carta-valore, stampato da una parte e gommato sul retro, che serve per l'affrancatura dei servizi di corrispondenza. Adoperato dall'amministrazione postale autorizzata dallo stato emittente, rappresenta la prova del pagamento anticipato per prestazioni quali la spedizione di una lettera o di un pacco ad un destinatario.
Quando un francobollo non è più adatto al suo compito, ad esempio per variazione delle tariffe postali, l'amministrazione emittente può determinarne la cessazione del suo uso ponendolo "fuori corso". Data la natura di valori emessi da uno stato la contraffazione dei francobolli è un reato.
L'etimo della parola francobollo deriva da franco, cioè libero da spese o tasse, e bollo, ad indicare la sua autenticità e autorità. Ideato dall'inglese Rowland Hill, tradizionalmente è in carta, di forma quadrangolare, da incollare all'oggetto di una spedizione postale.
In rari casi sono stati prodotti francobolli di altre forme, rotondi (Nuova Zelanda), triangolari, pentagonali o di forma non geometrica come nel caso dei francobolli a forma di frutta di Sierra Leone e Tonga.
Raramente sono stati anche prodotti francobolli non di carta, come i francobolli della Svizzera fatti parzialmente di pizzo o della DDR composti da fibre sintetiche.
Sono stati inoltre emessi francobolli su lamine metalliche.
La Repubblica Italiana il 2 luglio 2007 per commemorare il patrimonio artistico rappresentato dalla Basilica di San Vincenzo in Galliano di Cantù ha emesso un francobollo in legno impiallacciato di betulla.
I precursori del francobollo
Nel corso dei secoli il francobollo è stato preceduto da numerosi precursori.
Già nel 1608 la Repubblica di Venezia aveva adottato un sistema di tassazione detta "Tagli delli Soldi Quattro per Lettera"che consisteva nell'emissione di un vero e proprio foglio di carta con sopra stampigliato il Leone di San Marco fra le lettere "A" e "Q". Questo foglio doveva essere usato per accompagnare una lettera o come supporto per scriverla (nel qual caso veniva poi ripiegato su sé stesso) e la tassa riscossa andava versata direttamente al "daziere".
Nel 1653, il gestore della posta cittadina di Parigi, Jean-Jacques Renouard de Villayer, aveva creato il billet de port payé, una striscia di carta simile a un francobollo che, in assenza di una superficie adesiva, doveva essere fissato alla missiva per mezzo di un fermaglio o di un filo.
Tutti gli esemplari di questi billets sono andati perduti.
Altri francobolli ante litteram sono documentati in Gran Bretagna: il sistema di prezzo unitario per la posta locale escogitato dai mercanti William Dockwra e Robert Murray, adottato dalla Penny Post londinese a partire dal 1680, riscosse un tale successo che il duca di York vide minacciato il proprio monopolio postale.
Fu così che, in seguito alle proteste del duca, la Penny Post fu obbligata a cessare l'iniziativa dopo appena due anni, venendo inglobata nel General Post Office.
Alcuni esemplari dei francobolli triangolari di quel periodo sono conservati negli archivi, mentre quattro esemplari risultano in possesso di collezionisti.
Nel 1750 in Cina venne escogitato un sistema di pagamento anticipato della tassa sulla corrispondenza consistente in buste di differente colore e tre tipi di iscrizioni: per l'estero, per l'interno ed in franchigia.
Tali buste erano poi usate per contenere le lettere. All'inizio del XIX secolo apparvero in alcune città i precursori delle cartoline e delle buste preaffrancate.
Nel Regno di Sardegna, per esempio, fece la sua apparizione nel 1818 la "carta postale bollata", un foglio di carta da corrispondenza con la tassa di porto prepagata, ribattezzato "cavallino" in quanto raffigurante un messaggero a cavallo; nel 1821 vennero adottate in Gran Bretagna le cartoline preaffrancate di risposta allegate ai giornali.
Come primi valori postali preaffrancati valgono tuttavia le letter sheets emesse a Sydney nel 1838.
La nascita del francobollo vero e proprio è legata alla riforma delle Poste della Gran Bretagna voluta da Rowland Hill nel 1837 il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo, che passò poi alla storia come Penny Black.
Otto anni dopo, nel 1848, l'ingegnere Henry Archer inventò la perforazione meccanica del francobollo, completando così la genesi del francobollo dentellato così come è noto oggi.
Quando un francobollo non è più adatto al suo compito, ad esempio per variazione delle tariffe postali, l'amministrazione emittente può determinarne la cessazione del suo uso ponendolo "fuori corso". Data la natura di valori emessi da uno stato la contraffazione dei francobolli è un reato.
L'etimo della parola francobollo deriva da franco, cioè libero da spese o tasse, e bollo, ad indicare la sua autenticità e autorità. Ideato dall'inglese Rowland Hill, tradizionalmente è in carta, di forma quadrangolare, da incollare all'oggetto di una spedizione postale.
In rari casi sono stati prodotti francobolli di altre forme, rotondi (Nuova Zelanda), triangolari, pentagonali o di forma non geometrica come nel caso dei francobolli a forma di frutta di Sierra Leone e Tonga.
Raramente sono stati anche prodotti francobolli non di carta, come i francobolli della Svizzera fatti parzialmente di pizzo o della DDR composti da fibre sintetiche.
Sono stati inoltre emessi francobolli su lamine metalliche.
La Repubblica Italiana il 2 luglio 2007 per commemorare il patrimonio artistico rappresentato dalla Basilica di San Vincenzo in Galliano di Cantù ha emesso un francobollo in legno impiallacciato di betulla.
I precursori del francobollo
Nel corso dei secoli il francobollo è stato preceduto da numerosi precursori.
Già nel 1608 la Repubblica di Venezia aveva adottato un sistema di tassazione detta "Tagli delli Soldi Quattro per Lettera"che consisteva nell'emissione di un vero e proprio foglio di carta con sopra stampigliato il Leone di San Marco fra le lettere "A" e "Q". Questo foglio doveva essere usato per accompagnare una lettera o come supporto per scriverla (nel qual caso veniva poi ripiegato su sé stesso) e la tassa riscossa andava versata direttamente al "daziere".
Nel 1653, il gestore della posta cittadina di Parigi, Jean-Jacques Renouard de Villayer, aveva creato il billet de port payé, una striscia di carta simile a un francobollo che, in assenza di una superficie adesiva, doveva essere fissato alla missiva per mezzo di un fermaglio o di un filo.
Tutti gli esemplari di questi billets sono andati perduti.
Altri francobolli ante litteram sono documentati in Gran Bretagna: il sistema di prezzo unitario per la posta locale escogitato dai mercanti William Dockwra e Robert Murray, adottato dalla Penny Post londinese a partire dal 1680, riscosse un tale successo che il duca di York vide minacciato il proprio monopolio postale.
Fu così che, in seguito alle proteste del duca, la Penny Post fu obbligata a cessare l'iniziativa dopo appena due anni, venendo inglobata nel General Post Office.
Alcuni esemplari dei francobolli triangolari di quel periodo sono conservati negli archivi, mentre quattro esemplari risultano in possesso di collezionisti.
Nel 1750 in Cina venne escogitato un sistema di pagamento anticipato della tassa sulla corrispondenza consistente in buste di differente colore e tre tipi di iscrizioni: per l'estero, per l'interno ed in franchigia.
Tali buste erano poi usate per contenere le lettere. All'inizio del XIX secolo apparvero in alcune città i precursori delle cartoline e delle buste preaffrancate.
Nel Regno di Sardegna, per esempio, fece la sua apparizione nel 1818 la "carta postale bollata", un foglio di carta da corrispondenza con la tassa di porto prepagata, ribattezzato "cavallino" in quanto raffigurante un messaggero a cavallo; nel 1821 vennero adottate in Gran Bretagna le cartoline preaffrancate di risposta allegate ai giornali.
Come primi valori postali preaffrancati valgono tuttavia le letter sheets emesse a Sydney nel 1838.
La nascita del francobollo vero e proprio è legata alla riforma delle Poste della Gran Bretagna voluta da Rowland Hill nel 1837 il 6 maggio 1840 entrò in vigore il primo francobollo del mondo, che passò poi alla storia come Penny Black.
Otto anni dopo, nel 1848, l'ingegnere Henry Archer inventò la perforazione meccanica del francobollo, completando così la genesi del francobollo dentellato così come è noto oggi.
La farfalla
La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare,
vive solamente per amare,
e per questo è avvolta in un abito mirabile...
Tale significato della farfalla è stato avvertito
in tutti i tempi e da tutti i popoli...
E' un emblema sia dell'effimero,
sia di ciò che dura in eterno...E' un simbolo dell'anima.
Hermann Hesse
La natura ricicla
Glass Beach (Fort Bragg, California)

All'inizio del XX secolo, la gente non pensava all'ecologia.
Così, quando i primi abitanti della città costiera di Fort Bragg, California, erano alla ricerca di un posto dove buttare la spazzatura,usarono questo tratto di spiaggia come discarica a ridosso delle pittoresche scogliere nel vasto Oceano Pacifico. Il mare oggi ha restituito il vetro in ciottoli levigati e colorati
All'inizio del XX secolo, la gente non pensava all'ecologia.
Così, quando i primi abitanti della città costiera di Fort Bragg, California, erano alla ricerca di un posto dove buttare la spazzatura,usarono questo tratto di spiaggia come discarica a ridosso delle pittoresche scogliere nel vasto Oceano Pacifico. Il mare oggi ha restituito il vetro in ciottoli levigati e colorati
Diamo una mano ai nostri amici pelosi in difficoltà
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PARCO NAZIONALE: Dos Lençois Maranhenses

Uno dei luoghi più belli del litorale brasiliano si trova nello Stato di Maranhão, nel nord del Brasile: è un mare di dune che occupa 70 km della costa e s’inoltra nell’interno per 50 km: sono i Lençóis Maranhenses, un luogo unico, che non si può paragonare a null’altro al mondo.
Il parco che ne prende il nome si estende per 155 mila chilometri ed è un paradiso ecologico costituito da dune, canali, laghi e piantagioni di mango.
Questa zona costituisce un fenomeno geologico unico, formatosi nel corso di migliaia di anni per l’azione degli agenti naturali. La sua particolarità è quella di essere un immenso deserto costellato d’acqua! Dall’alto, la zona rivela paesaggi impressionanti, fatti da innumerevoli lagune blue e verdi che durante la stagione delle piogge contrastano con le dune bianche che possono raggiungere i 40m di altezza.
Famose per l’incredibile bellezza, la Lagoa Azul e la Lagoa Bonita: è d’obbligo immergersi nelle loro fresche acque per un bagno indimenticabile, come da non mancare è la visita ai villaggi di Caburé, Atins e Mandacaru da cui si gode di una vista impareggiabile. Sulla spiaggia si possono avvistare i caranguejos (granchi) e le tartarughe marine, mentre gli uccelli migratori cercano ristoro e riparo nelle lagune più vaste.
Il periodo migliore per visitare la regione è quello delle piogge - da dicembre a luglio - quando le lagune sono colme di acqua e meno calde.
Bhutan primo paese biologico al 100%
Immerso tra il Tibet e l’India, il Bhutan è uno dei paesi più felici sulla Terra.
Secondo un sondaggio fatto dai ricercatori dell’Università di Leicester nel Regno Unito, è emerso come il Bhutan sia al primo posto in Asia e l’ottava nel mondo. Il Bhutan è uno dei pochi paesi in cui la qualità della vita dei suoi abitanti è più alta di quanto ci si aspetta dagli indicatori di sviluppo tradizionale.
Per il Bhutan, la felicità non è casuale, si pone come un obiettivo politico.
Dopo essere salito al trono come quarto re del Bhutan nel 1972, Jigme Singye Wangchuck ha portato come priorità il concetto di Felicità Interna Lorda (FIL) e lo mise sopra il prodotto interno lordo (PIL) come misura ultima di benessere per i bhutanesi, sostenendo che la salute, l’istruzione, e la giustizia erano necessari per una nazione a svilupparsi. Il figlio, Jigme Khesar Mangyal Wangchuck, che gli succedette nel novembre del 2008, si è impegnato a portare avanti questa politica.
La Felicità Interna Lorda del Bhutan si misura dal modo in cui l’ambiente naturale è il sostegno del popolo, la misura in cui le comunità e le famiglie rimangano intatte e fiorenti, non solo economicamente ma anche culturalmente, e da relazioni dei suoi cittadini sui propri livelli di felicità.
I bhutanesi, così come molti osservatori esterni, sostengono che il segreto della loro felicità sta nella sicurezza della loro comunità, della parentela e relazioni familiari, e in un autosufficiente stile di vita. La loro tradizione spirituale buddista, che considera il desiderio la causa principale dell’infelicità, ispira la loro vita quotidiana.
Oltre a questo il Bhutan mira a diventare anche il primo paese biologico al 100%, compie un ulteriore passo interessante verso la creazione di un mondo più ecologico sostenibile.
Lo stato sta tentando di effettuare la transizione al solo impiego di metodi di produzione agricola biologica, avendo comunque un leggero vantaggio in questo obiettivo, in quanto molti dei suoi agricoltori già sono indirizzati verso questa via.
Da: ambientebio.it
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