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giovedì 25 gennaio 2018

Questa remota regione dell'Australia era anticamente collegata con il Canada


Circa 1,7 miliardi di anni fa, l'America del Nord e l'Australia erano unite, facendo parte di un unico continente, chiamato Nuna.

 Lo sostiene un nuovo studio condotto dagli scienziati della Curtin University.

 I ricercatori hanno scoperto delle rocce nel nord del Queensland che presentavano sorprendenti somiglianze con le loro "sorelle" del Nord America.
 Ciò lascia pensare che in un'epoca remota parte dell'Australia settentrionale era in realtà parte del Nord America e viceversa. 

Adam Nordsvan, dottorando della Curtin University, ha spiegato che i risultati sono significativi e sbloccano importanti informazioni sul supercontinente di 1,6 miliardi di anni. 
 "La nostra ricerca mostra che circa 1,7 miliardi di anni fa, le rocce di Georgetown si depositarono in un mare poco profondo quando la regione faceva parte del Nord America.
 Georgetown poi si staccò dal Nord America e si scontrò con la regione di Mount Isa nel nord dell'Australia circa 100 milioni di anni dopo". 

 Sappiamo che i continenti della Terra sono costantemente in movimento e che formavano un unico grande supercontinente: la Pangea. 
Ciò risale però a 290 milioni di anni fa, quando la Pangea si formò proprio a causa del processo della tettonica delle placche, a partire da altri due supercontinenti: la Laurasia a Nord e la Gondwana a sud. 
Dalla frammentazione della Pangea derivano gli attuali continenti. 

Nel caso dell'Australia e del Nord America bisogna tornare ancora più indietro nel tempo per risalire all'ultima volta in cui queste masse continentali facevano parte di un unico continente. 
Prima della Laurasia e della Gondwana, circa 2,5-1,5 miliardi di anni fa, i continenti erano uniti in unico blocco chiamato Nuna.
 Fu in quel momento che una parte del moderno Queensland del Nord, in Australia, si staccò dall'attuale Canada, precisamente dall'area in cui oggi si trova la Baia di Hudson.


"Il team è stato in grado di determinare ciò utilizzando sia nuovi dati sul campo sedimentologico che dati geocronologici nuovi ed esistenti, da Georgetown e Mount Isa". 

 I ricercatori hanno scoperto che quando il supercontinente si è spezzato circa 300 milioni di anni dopo, l'area di Georgetown non si è allontanata ma è rimasta ancorata all'Australia mentre dall'altra parte le terre rimasero unite fino a creare quello che è l'attuale Nord America 

 Secondo il coautore dello studio, il prof. Zheng-Xiang Li, la ricerca ha fornito nuove prove sulla formazione delle montagne sia nella regione di Georgetown che di Mount Isa:
 "La continua ricerca del nostro team dimostra che questa cintura di montagne, in contrasto con l'Himalaya, non sarebbe stata molto alta, suggerendo che il processo di assemblaggio continentale finale che portò alla formazione del nuovo supercontinente non fu un duro scontro come la più recente collisione dell'India con l'Asia". 

 Si tratta di un passo fondamentale per capire come si sia formata Nuna, il primo supercontinente della Terra. 

 Francesca Mancuso

martedì 6 ottobre 2015

Una tribù dell'Amazzonia ancora (per ora) libera dalla nostra "civiltà"

Fortunatamente (per ora) questi popoli non sono ancora stati raggiunti dalla nostra "civiltà"
Speriamo, per la loro sopravvivenza questo non avvenga mai.



La foto ritrae alcuni membri di un'altra tribù non contattata della Valle dello Javari individuata qualche mese fa. La politica del FUNAI è quella di non entrare in contatto con queste tribù, ma di tenere sotto controllo ogni segnale che indichi un tentativo di sfruttamento del territorio degli indigeni, come l'attività mineraria ad esempio.
È difficile che le tribù non abbiano mai avuto alcun genere di contatto con la civiltà dice Conrado Octavio della Ong Working Center, che ha partecipato al rilevamento aereo: "In genere sanno che altrove esistono delle società più grandi”.



In tre radure della riserva indigena brasiliana Valle dello Javari sono state individuate quattro abitazioni come quella nella foto, circondata da alberi di banane e di arachidi.
La più grande delle costruzioni misura 30 metri di lunghezza e 6 di altezza, il che fa immaginare la dimensione della tribù.
"Il numero varia a secondo dell'organizzazione”, dice Amorim. "Ma secondo una stima prudente possiamo ipotizzare che il gruppo sia costituito da circa 400 individui”.
Nella riserva di 8,5 milioni di ettari vivono circa 2.000 nativi, stima il FUNAI, ed è l'area dove si trova la maggior concentrazione di tribù incontattate al mondo.

Fotografie per gentile concessione Peetsa/Arquivo CGIIRC-Funai Tratto da National Geographic

giovedì 1 ottobre 2015

La fame nel mondo



Nel corno d'Africa, cuore della disperazione, l'80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle.
Il mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento
La fame è riferita letteralmente al bisogno di cibo; può anche essere applicata metaforicamente ai desideri di altra natura. Il termine è usato più largamente per riferirsi ai casi di diffusa malnutrizione o privazione di cibo fra le popolazioni, solitamente dovuto a povertà, conflitti,
IL NORD E IL SUD DEL MONDO
Netto appare il contrasto tra un Nord del mondo dove si trovano i Paesi più industrializzati, con una popolazione che dispone di molte risorse e un Sud che, ad eccezione di Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica, vede crescere la popolazione molto più rapidamente delle risorse prodotte da un’economia spesso basata sull’agricoltura di sussistenza e sull’esportazione di materie prime. Il legame tra Nord e Sud è costituito da un rapporto di subordinazione del Sud al Nord, che affonda le sue radici nel colonialismo e nei nuovi problemi posti dalla globalizzazione.instabilità politica, o a circostanze agricole avverse (carestia). La fame continua ad essere un problema in tutto il mondo.
Secondo l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, "850 milioni di persone nel mondo erano denutrite fra il 1999 e il 2005" ed il numero è in continuo aumento. Nell'anno 2000 tutte le nazioni del mondo nel quadro delle Nazioni Unite (2000-Obiettivi del Millennio) si sono impegnate a ridurre la povertà della metà entro l'anno 2015. Ma sembra sempre più difficile che si arrivi a raggiungere questo obiettivo. In effetti, la fame nel mondo sembra, soprattutto in alcune regioni africane, tendere all'aumento.
L’equilibrio tra la produzione di alimenti e il loro consumo ha sempre costituito uno degli obiettivi più ardui delle società umane. Ragioni plurime hanno congiurato, nel corso della storia, per rendere le disponibilità inferiori al fabbisogno. A chi la osservi dal punto di vista della disponibilità di cibo la storia umana è una lunga serie di carestie interrotte da rari periodi di prosperità. Tra le ragioni delle carestie un ruolo peculiare svolge la guerra, siccome i popoli in guerra hanno sempre cercato di distruggere, reciprocamente, le messi dei nemici, e la guerra è stata indissolubilmente legata, per millenni, alla carestia. Per la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo si scontrano due scuole di pensiero: una sottolinea soprattutto la necessità di una migliore distribuzione delle risorse alimentari, la seconda vuole, invece, porre l'accento sulla necessità di aumentare le capacità produttive come avvenne con la rivoluzione verde.
Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell'economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.
La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l'anemia è la principale malattia da regime alimentare - colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un'operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l'anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Secondo l'ultimo
RAPPORTO UNICEF
È allarme rosso per la situazione infanzia nel mondo Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla nascita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale.
Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.
RACHITISMO Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso. VACCINAZIONI 30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto.
TERZO MONDO O PAESI DEL SOTTOSVILUPPO
Le espressioni Terzo Mondo e Quarto Mondo si diffusero negli anni 50 e 60 quando il sistema politico mondiale era diviso tra Paesi del blocco capitalista ( Primo mondo)e Paesi del blocco comunista ( Secondo mondo).
L’espressione Terzo Mondo si intese riferita al blocco dei Paesi poveri e sottosviluppati. Si è cominciato poi ad usare anche l’espressione Quarto Mondo per indicare gli stati più poveri, situati per la maggior parte in Africa.
Dopo la fine della Guerra Fredda e la caduta della maggior parte dei regimi comunisti, le espressioni che meglio classificano la situazione di contrasto tra sviluppo e sottosviluppo sono:
- Paesi sviluppati o ad economia avanzata (quelli industrializzati);
- Paesi emergenti (quelli che stanno vivendo una forte crescita economica e stanno superando la fase del sottosviluppo come la Cina, l’India);
- Paesi sottosviluppati (quelli ad economia arretrata come i Paesi del Centro-Africa, ecc…)

giovedì 5 giugno 2014

Oggi, 05 giugno 2014, è la Giornata Mondiale dell'Ambiente

Questa è l'occasione per ricordare al mondo l'importanza di prendersi cura del pianeta in cui viviamo, e mettere in pratica l'amore e il rispetto che abbiamo per lui.
La Giornata Mondiale dell'Ambiente è stato introdotto dalle Nazioni Unite nel 1972, sotto il nome di Giornata Mondiale dell'Ambiente .
A sostegno della designazione da parte dell'ONU del 2014 come Anno Internazionale dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo , la Giornata Mondiale dell'Ambiente di quest'anno userà lo stesso tema con una particolare attenzione sulla questione
del cambiamento climatico 

.


In aggiunta ai programmi annunciati da alcune città, ogni persona può dare un contributo in mille modi:
* Riduzione dei rifiuti alimentari .
Riciclare con gli avanzi; si possono fare ottime ricette
* Ridurre l'uso della plastica , portando un sacchetto  eco-sostenibile  per lo shopping , evitare di comprare cose super-confezionati come le insalate, per esempio.
* Creazione di arte con riciclo creativo . . Tappi di bottiglia, chiavi, collant e tanti altri modi per riciclare e riutilizzare 
* Piantare . rilassa e porta verde alla vostra vita far crescere le erbe aromatiche, in un  minigarden;
* Non gettare spazzatura a terra , soprattutto mozziconi di sigarette, * Andare a lavorare con la bici.
L'auto può essere utilizzata quando serve veramente.
* Stare con gli amici per parlare di cose belle
Dopo tutto, nonostante tutto, ancora manca molto per arrivare al nostro ideale di una crescita sostenibile , abbiamo motivo di essere fiduciosi circa la causa ambientale.
In tutto il mondo ci sono persone impegnate in esso
Un ottimo 5 giugno a tutti!

martedì 27 maggio 2014

Il muro di nebbia sul Lago Michigan



Quella che doveva essere una tranquilla gita in barca si è trasformata in una rocambolesca avventura, per una coppia di pescatori del Lago Michigan. Andrew Ballard, 24 anni, e il padre Spencer, erano da poco salpati da Platte Bay, sulla sponda settentrionale del lago, il 21 maggio scorso, quando si sono imbattuti in un muro di nebbia che ha letteralmente inghiottito la loro imbarcazione.
Dentro alle nuvole La densa muraglia, avvistata a una trentina di chilometri di distanza, si è lentamente avvicinata alla barca, scorrendo come una valanga a pelo dell'acqua, e i due, invece di accelerare per tornare a riva, hanno deciso di provare a vedere come si stesse al suo interno.
Andrew è riuscito a filmare il fenomeno
Ma all'interno del banco di nebbia, le cose si sono messe male:
«Il vento soffiava a 32 chilometri orari, le onde si sono ingrandite e la temperatura è calata bruscamente.
La visibilità si è ridotta a 9 metri, e ci siamo persi» ha raccontato Andrew, che è riuscito a ritrovare la rotta grazie al GPS.
Le cause Quella incontrata dai due pescatori è, secondo i metereologi, nebbia d'avvezione, che si forma quando una massa d'aria calda e umida passa sopra a una superficie molto fredda (in questo caso, quella del lago).
La nebbia si sviluppa mano a mano che l'aria si raffredda, e si dissolve quando il Sole, alto nel cielo, comincia a far salire la temperatura.



Il video del curioso fenomeno atmosferico incontrato da due pescatori usciti in barca: un denso banco di nuvole basse che avanza inesorabile a pelo d'acqua, come una valanga.

di: Elisabetta Intini

Tratto da Focus. it

sabato 22 marzo 2014

La roccia più antica della Terra

Un gruppo di ricercatori ha determinato che un granello di zircone proveniente dall’Australia ha un’età di più di circa 4,4 miliardi di anni, spingendo indietro la data nella quale la crosta terrestre si è solidificata di circa 600 milioni di anni.



Secondo i dati a nostra disposizione, la materia del disco protoplanetario circumsolare iniziò a condensarsi 4,567 miliardi di anni fa, dando origine in tempi relativamente rapidi ai corpi planetari che formano il Sistema Solare.
L’accrescimento della Terra si sarebbe concluso tra i 4,5 e i 4,4 miliardi di anni fa.
Da tempo tra i geochimici c’è una corsa ad identificare la roccia più antica del nostro pianeta e le antichissime formazioni rocciose continentali come quelle della regione di Jack Hills, nell’Australia Occidentale a circa 800 km da Perth, rappresentano un promettente terreno di caccia.
Questi antichi depositi di arenarie, infatti, contengono dei cristalli di zircone che dovevano far parte della crosta terrestre appena dopo la sua solidificazione.
Già negli anni ’80 in queste rocce sedimentarie furono trovati grani di zircone risalenti a 3,8 miliardi di anni fa, e da allora altri zirconi sono stati datati a 4,45 miliardi di anni fa.
Inoltre, due anni fa un gruppo di ricercatori canadesi trovò una roccia, denominata roccia verde di Nuvvuagittuq, nelle vicinanze della Baia di Hudson, che potrebbe essersi formata 4,3 miliardi di anni fa



Mappa dell'Australia in cui è indicata la posizione della regione di Jack Hills dove è stato trovato lo zircone risalente a 4,374 miliardi di anni fa. Adesso, i risultati di complesse analisi pubblicati in un articolo della rivista Nature Geoscience da un team guidato da John Valley dell’Università del Wisconsin (Madison) mostrano che un piccolo granello di zircone proveniente dai sedimenti di Jack Hills ha un’età di 4,374 miliardi anni, con un errore di più o meno 6 milioni di anni.
Questo risultato suggerisce perciò che la crosta terrestre esisteva circa 160 milioni di anni dopo formazione del nostro sistema planetario.
Il metodo utilizzato per datare la zircone consiste nel misurare il tasso di decadimento dell’Uranio-238 in Piombo-206 (vita media: 4,470 miliardi di anni) e dell’Uranio-235 in Piombo-207 (704 milioni di anni).
Valley e il suo team hanno usato una tecnica chiamata tomografia atomica per mappare gli isotopi del piombo all’interno dello zircone.
Dall’abbondanza relativa di questi isotopi, è stato possibile stimare con accuratezza l’età del campione.
Questo risultato, se sarà confermato, avrà una notevole ricaduta sul modello di formazione della crosta terrestre, che sarebbe avvenuto appena 100 milioni di anni circa – anziché 600 milioni, come ritenuto finora – dopo il grande impatto di un corpo planetario delle dimensioni di Marte che avrebbe dato origine alla Luna.

tratto da Focus . it

martedì 26 novembre 2013

Cosa sono le nubi lenticolari

In meteorologia le onde orografiche sono onde statiche che si formano nell'atmosfera terrestre.
È uso comune riferirsi a questo fenomeno anche con il suo nome inglese, lee waves.
Si formano quando una corrente d'aria incontra un rilievo o un sollevamento termico che devia verso l'alto il flusso.
Questa deviazione è di solito invisibile ad occhio nudo, ma nelle giuste condizioni atmosferiche può venire evidenziata dalla formazione di nubi lenticolari.
Il movimento verticale dell'aria causa variazioni periodiche nella velocità e nella direzione del flusso stesso.
Normalmente, ad un'onda orografica è associata, nel versante a sottovento, la formazione di vortici turbolenti chiamati rotori.


Sia le onde orografiche che i rotori possono essere evidenziate dalla presenza di nubi lenticolari se vi è sufficiente umidità nell'atmosfera e se il guadagno di quota è sufficiente a far raffreddare l'aria fino al punto di rugiada.
È comunque possibile la presenza di onde orografiche anche senza nubi lenticolari che ne segnalino la presenza. Le nubi lenticolari così formatesi non si spostano col vento, ma rimangono stazionarie sottovento all'oggetto che le ha generate.

Attorno alla cresta dell'onda, il lavoro adiabatico svolto dalla massa d'aria può generare una nube a forma di lente, chiamata appunto nube lenticolare. È possibile la formazione di più strati di nubi lenticolari separati da strati di aria relativamente più secca.

Il rotore può generare un cumulo o un cumulus fractus nella sua fase ascendente.
Un muro di foehn può formarsi nel lato sottovento della montagna o della catena montuosa, ma un muro di Foehn non è una indicazione certa della presenza di un onde orografica.
Un Pileus (o nube sommitale), di aspetto simile ad una nube lenticolare, può formarsi sopra la cima o la nuvola che ha generato l'onda orografica.
Il Riscaldamento e raffreddamento adiabatico nel percorso dell'onda e delle sue oscillazioni può far evaporare i cumuli o gli strati, creando una finestra d'onda o finestra di Foehn.

Aviazione 
Le onde orografiche forniscono agli alianti un utile mezzo per guadagnare quota durante il volo e per volare per lunghe distanze. I record mondiali di volo a vela di distanza, velocità ed altitudine sono stati effettuati sfruttando le onde orografiche generate dalle Alpi, dalle Ande Patagoniche o dalla Sierra Nevada.
È invece impossibile sfruttare le onde orografiche per il volo in deltaplano e parapendio, in quanto i venti sono troppo intensi e le quote raggiunte troppo alte per questi mezzi.
Il Perlan Project sta cercando di dimostrare la possibilità di sfruttare le onde orografiche per superare la tropopausa su di un aliante senza motore, raggiungendo la stratosfera standing waves

I membri del progetto dichiarano di aver raggiunto questo obiettivo il 30 agosto 2006 in Argentina, salendo ad un'altitudine di 15,447 m (50,671 feet).
Le condizioni che favoriscono la formazione di forti onde orografiche adatte al volo sono:
Un aumento graduale del vento con la quota;
Direzione del vento entro 30° dalla perpendicolare alla catena montuosa;
Forti venti a bassa quota in atmosfera stabile;
Un vento di almeno 20 nodi sul crinale.
Le turbolenze dei rotori associati alle onde orografiche possono essere pericolose per i piccoli aeromobili quali palloni aerostatici, deltaplani e parapendii.
Possono essere pericolosi anche per gli aerei di linea; il fenomeno è ritenuto responsabile di molti incidenti aerei incluso il collasso in volo di un Boeing 707 vicino al Monte Fuji, Giappone, nel 1966, e della perdita di un motore da parte di un Boeing 747 vicino ad Anchorage, Alaska, nel 1993.
L'aria in sollevamento all'interno dell'onda, che consente agli alianti di volare a grandi velocità, può causare forti variazioni di quota negli aerei di linea.
L'aria turbolenta all'interno ed intorno alle onde orografiche può causare velocità di volo eccessive o stalli in volo.

venerdì 18 ottobre 2013

L'aumento del battito del nostro pianeta

Apocalisse o  un'evoluzione dimensionale positiva? La profezia dei Maya, attraverso calcoli complessissimi legati al loro calendario, vaticinava la fine del mondo attuale, e la nascita di uno nuovo, il 21 dicembre 2012.
A scoprire questa data fu uno studioso, Maurice Cotterell, impegnato nell'analisi dei dati solari che infatti prevedono proprio per quel periodo del 2012 un'inversione del campo magnetico solare.
La Terra intera sta subendo un cambiamento notevole.
Non è soltanto il cambiamento climatico dovuto all'inquinamento: le notizie di surriscaldamento di molti pianeti, incluso il lontanissimo Plutone, ci porta a ritenere che sia proprio il Sole a scaldare di più.
E in risposta a questa maggiore esposizione ai raggi solari, non sempre benefici, il nostro pianeta non reagisce come invece ci si aspetterebbe.
E c'è anche una prova indiretta di quello che forse accadrà di qui a cinque anni: pare che i poli magnetici della Terra si stiano spostando di migliaia di km, ad esempio attualmente il polo sud magnetico si trova al largo del Sudafrica e non nella consueta posizione vicina al Polo Sud. Ci dobbiamo forse aspettare un'inversione della polarità anche del Pianeta Azzurro? ...

Tutto pare connesso alla cosiddetta Frequenza Schumann, detta in codice FdS e chiamata a volte anche Frequenza di Cavità o Frequenza di Risonanza. In verità non si tratta di una singola frequenza, bensì dalla media aritmetica del valore di un insieme di onde elettromagnetiche che si trovano delimitate in una stretta fascia dell'atmosfera terrestre, un'area compresa tra la crosta, la troposfera e il limite interno della ionosfera.

Le onde nascono all'attività elettrica dell'atmosfera e hanno luogo a diverse frequenze comprese tra i 6 e i 50 cicli al secondo; in particolare 7,8, 14, 20, 26, 33, 39 e 45 Hertz, con una variazione giornaliera di circa mezzo Hertz.
Il primo scienziato a studiarla approfonditamente fu il tedesco Schumann negli anni '50, ma già nel XIX Secolo si percepì la presenza di queste onde generate dal pianeta, quasi fossero il battito cardiaco di Gaia. Il problema è che la FdS è rimasta sempre intorno un valore medio di 7,8 hertz o 7 cicli al secondo: appunto trattandosi di una specie di respiro del pianeta, sincronizzato sulle correnti magnetiche sotterranee, veniva considerata dagli scienziati come una costante.
Ma se il campo magnetico terrestre fin dal XVII Secolo si sta attenuando e negli ultimi anni si sta pure invertendo, anche la FdS sta subendo delle modifiche. Sta infatti subendo un preoccupante innalzamento fin dagli anni 1986-87 e nel 1996 aveva già raggiunto gli 8,6 hertz. Attualmente (2008), secondo recenti misurazioni, il valore avrebbe già superato i 10 hertz.
Qualche scienziato eterodosso afferma che è questa la vera causa del surriscaldamento globale, ma si pensa anche che sia il Sole a scaldare di più, il problema grave è che anche gli esseri umani e gli animali hanno un campo magnetico generato dal cervello e le stesse onde celebrali funzionano a una data frequenza.
Il valore intorno agli 7-8 hertz è sia quello normale della FdS che anche delle onde mentali umane in fase di riposo.
Durante gli stati di veglia il cervello invece opera a una frequenza di 10-12 hertz.

Durante il sonno quindi il cervello si aggancia al pianeta operando sulle stesse vibrazioni: è chiaro che un aumento della Frequenza di Schumann porta a un mancato riposo e ad effetti di follia, stress, malattie mentali che possono sfociare anche in episodi aggressivi. In pratica, poiché il pianeta è "sovraeccitato", lo diviene anche l'essere umano e gli animali, al punto che ci sono negli ultimi casi numerosissimi casi di comportamenti anomali da parte di elefanti, delfini, orsi, perfino mucche.
Una prova indiretta di ciò è la velocizzazione del tempo, un fenomeno assai strano ma che fa dire alle persone che il tempo appaia scorrere più in fretta di qualche anno fa.
E anche questo porta conseguenze assai drammatiche a livello di stress, depressioni ecc ecc.
Ora, è vero tutto questo? Vi sentite anche voi più stanchi di una volta, riposate meno bene, vi sembra che il tempo scorra più in fretta? Molti poi sono gli scienziati che dati alla mano affermano che la frequenza schumaniana è lì inchiodata da 7 cicli al secondo, basta andare a leggere le misurazioni effettuate dalle università di Stanford e dell'Iowa e disponibili su internet.
Ma non vuol dire nulla: i dati potrebbero essere falsati, il nostro caro Potere occulta da decenni i segreti sugli Ufo e altri misteri
La cosa comunque non ci deve troppo "preoccupare": per qualche divulgatore particolarmente invidioso, tutto questo nasce dalla mente diabolica di un uomo che fa della New Age la sua professione, Gregg Braden. Sarebbe questo geologo americano, già collaboratore della Nasa e ora scienziato dissidente, a propagandare queste tesi sulla fine del mondo. Le notizie sullo spostamento dei poli e dell'aumento della FdS sarebbero tutte provenienti da Braden, in quale con queste teorie sarebbe divenuto miliardario vendendo in tutto il mondo milioni di libri.
In realtà Braden non dice nulla del genere nei suoi scritti. Anzi sostiene che il pianeta Terra, noi tutti, siamo immersi in un'energia totalizzante che esiste in ogni angolo dell'universo.


Il vuoto, secondo Braden, e non solo non esiste: noi pensiamo che lo spazio interstellare sia vuoto, ma in realtà è permeato di un'energia che gli scienziati hanno teorizzato ampiamente e che solo oggi, forse, con gli strumenti più avanzati, siamo in grado di vedere: la c.d. Energia Oscura.
Un concetto affascinante che nasce molti decenni fa, quando dai calcoli di fisica quantistica emergevano delle "mancanze" energetiche che potevano essere spiegate solo attraverso la presenza di una immensa quantità di energia, definita appunto Oscura perchè invisibile.
Il problema sta nel fatto che questa immensa quantità è davvero incommensurabile: pensiamo solo al fatto che tutte le stelle della Via Lattea, la nostra galassia, sono oltre cento miliardi e che nell'universo esistono milioni di miliardi di galassie.

Ora, se pensiamo appunto a tutta la materia visibile costituita da stelle, pianeti, asteroidi e polveri, essa rappresenta soltanto una minima parte di tutta la materia dell'universo! Il restante è costituito da Materia Oscura, che dovrebbe essere una forma decaduta dell'Energia Oscura teorizzata da Braden e dai più grandi fisici. Ma se pensiamo che questa energia è utilizzata da quattromila anni almeno dai monaci del Tibet e che oggi viene conosciuta con il nome giapponese di Reiki, vediamo che molte di queste "bizzarre teorie New Age" poi tanto bizzarre non sono.Il mondo in cui viviamo, il Sole, il Sistema Solare, la Galassia, l'universo intero sono tutti collegati da questa energia vitale che costituisce il corpo stesso della realtà in cui viviamo. Braden ha avuto il merito, come altri, di divulgare queste scoperte: riassumendole, possiamo dire che è in atto un cambiamento dimensionale di tutta quell'energia universale, che per dirla in termini scientifici sta facendo un "salto quantico". Il pianeta Terra starebbe aumentando la sua Frequenza di Cavità per adeguarsi a un cambiamento solare: il Sole muta il suo campo magnetico e tutto il nostro sistema planetario, che appunto è un insieme vivo e legato dall'Energia Oscura, si adegua al mutamento. Il Sole cambierà la sua frequenza aumentandola e anche la Terra, dunque, si allineerà a questo nuovo valore, trascinata dall'Energia Oscura.Detto così, è inevitabile che vi saranno delle conseguenze nella nostra vita umana e banale: cambiamenti mentali, forse si apriranno nuove dimensioni, nuove entità si renderanno visibili. Tutto appare collegato alla Teoria delle Stringhe, secondo cui il mondo visibile è quello tridimensionale classico a cui va aggiunto lo scorrere del tempo, mentre in realtà vi sarebbero altre 7 dimensioni che noi non percepiamo e che potrebbero essere popolate da entità intelligenti ma non tangibili attraverso i nostri sensi, se non da persone speciali dotate di una sensibilità fisica maggiore.


Ecco dunque spiegati i medium, i fantasmi, la telepatia, gli alieni e i loro dischi volanti che non tutti riescono a vedere... E ancora i folletti, i demoni, gli spiriti alti e quelli bassi, gli angeli...
Tutto il nostro soprannaturale, in base alla Teoria delle Stringhe e all'Energia Oscura, troverebbe spiegazione.
Di qui una prospettiva eccitante si spalanca: cosa ci sarà al di là della soglia?
Potremo entrare in queste dimensioni? L'essere umano per sua natura è prudente ma anche curioso, esploratore.
Forse quindi il cambiamento dimensionale del 2012, come prevedono i Maya e tante altre profezie, non è che l'inizio della più eccitante avventura umana.

www.satorws.com

martedì 8 ottobre 2013

L'America ......sconosciuta prima del 1492 .......ma conosciutissima nell'antichità!!!!!



Un disegno di Athanasius Kircher che ritraeva un planisfero, sul quale capeggiava una scritta: “GEOGRAPHIA CONJECTURALIS DE ORBIS TERRESTRIS POST DILUVIUM”, in cui sembra che il Gesuita volesse mettere in confronto grafico le terre emerse dopo il diluvio e quelle che invece lo erano prima del diluvio.
Questo particolare non è di poco conto, in quanto ci dice con ogni probabilità che in certi ambienti dell’epoca, e forse anche oggi, ci sono ancora in circolazione le matrici delle carte che poterono osservare Piero della Francesca, Leonardo da Vinci e tutti coloro i quali, prima della fumosa vicenda della scoperta dell’America per mano di Cristoforo Colombo, ebbero modo di consultarle Planisfero dipinto da Leonardo da Vinci tra il 1459 e il 1469, conservato a Palazzo Besta in Teglio, Valtellina, segnata in calce al planisfero e recante la scritta incisa “Terra Australis anno 1459 sed nondum plena cognita”.







Nel dipinto di Benozzo Gozzoli, l’Indio raffigurato presenta caratteristiche somatiche quantomeno singolari rispetto a tutti gli altri personaggi presenti, tra i quali vi sono senza ombra di dubbio personaggi orientali e afro.
Trovarsi dinanzi un personaggio dai tratti amerindi desta senz’altro più di una curiosità, confermata dall’analisi del copricapo che lo contraddistingue e da quello che si può leggere in ordine alle gerarchie del popolo Inca.
La presenza nel dipinto di Benozzo Gozzoli di Pachacùtec, il più famoso degli imperatori Inca, morto nel 1460, è perlomeno molto singolare.

Ogni giorno scopriamo che quello che insegnano a scuola ,che ci propinano come verità assolute, non sono niente altro che BUGIE
.pianificate e tavolino per scopi ben precisi di convenienza. 

domenica 6 ottobre 2013

La Pangea




In paleogeografia, Pangea (dal greco antico πᾶν, forma neutra di πᾶς, "tutto", e, Γαῖα "terra", cioè "tutta la terra") è il nome del supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico.
Il nome "Pangea" fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti.
Il vasto oceano (o "superoceano") che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa ("tutto il mare"), mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide.
Il nome Pangea si usa oggi per le unioni e riunioni di cose o persone, questi ultimi in particolare.
Storia:
La Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo della tettonica delle placche, dando luogo ad altri due supercontinenti:
la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud).
Dall'ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.
Fu all'inizio del XX secolo che il fisico tedesco Alfred Wegener fu attirato da una strana coincidenza: la forma della costa occidentale del continente africano e quella della costa orientale del continente sudamericano combaciavano perfettamente.
Wegener, a conferma della sua teoria, portò altre prove, quali la natura geologicamente simile delle rocce dei continenti che idealmente si incastravano e alcuni ritrovamenti fossili del rettile Mesosaurus e della felce Glossopteris, distribuiti in fasce che abbracciavano i due continenti e che facevano ipotizzare che in passato fossero uniti in un solo continente.
Nonostante queste prove la sua teoria fu ritenuta bizzarra e non venne accettata.
In effetti Wegener, con i mezzi e le conoscenze a disposizione nel secolo scorso, non poteva spiegare come e perché da quest'unica Pangea si fossero poi distaccati i vari continenti e da che cosa potesse nascere la forza responsabile dei loro spostamenti successivi.
Oggi si sa che la causa sia associata i moti convettivi interni del pianeta, dovuti alla differenza di temperatura tra l'interno e l'esterno della terra, tema ampliamente trattato nella teoria della Tettonica delle placche
La teoria sulla Pangea è oggi largamente accettata, e viene detta teoria della Deriva dei continenti.
I geologi ipotizzano anzi che la Pangea sia stata preceduta da diversi altri supercontinenti, tra cui la Pannotia (600 milioni di anni fa), la Rodinia (750 milioni di anni fa) e la Vaalbara (3,6 miliardi di anni fa).
Difatti tale ipotesi è suffragata dalla realistica possibilità che il magma abbia cominciato a solidificarsi non a partire da un singolo punto, ma da due punti, i due punti più freddi del pianeta, come è oggi per i due poli.
E quindi due supercontinenti, che col progressivo raffreddamento e solidificazione del magma si sarebbero espansi ciascuno in direzione dell'equatore, fino ad unirsi/scontrarsi formando la Pangea.

venerdì 10 maggio 2013

Heard



La Terra vista dallo spazio utilizzando la tecnica del timelapse video, in cui vengono riprese molte fotografie ad alta risoluzione.
Le fotografie sono state scattate dall'equipaggio delle spedizioni 28 e 29 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale da agosto a ottobre, 2011.

lunedì 29 aprile 2013

Grazie umano!!!!!!!

La generazione futura forse non potrà mai vedere queste immagini dal vivo L'artico e la sua popolazione stanno morendo

mercoledì 17 aprile 2013

Eclissi di Luna



Il giorno 25 Aprile, (festa della Liberazione), sarà una data importante anche per molti astronomi o comunque appassionati del cielo, dal momento che si realizzerà un'eclissi parziale di luna, visibile in buona parte d'Europa, Africa quasi totalmente e in Australia occidentale e Asia centrale.
Il fenomeno avverrà in quanto la Luna entrerà nell’ombra della Terra alle 19:03 fino a quando ne uscirà, alle 23:11.
Il nostro satellite si andrà a posizionare proprio nel fascio di ombra generato dalla posizione della terra, come si può evincere dall'immagine riportata sotto, dunque creando una situazione di linea retta fra i tre corpi (sole, terra, luna).
Soltanto una piccola parte della Luna sarà quindi coperta dal cono d’ombra del nostro pianeta, che interesserà la parte settentrionale dell’emisfero del nostro "piccolo" satellite.


Il momento di massimo oscuramento sarà alle 21.07, quando si avrà la maggiore grandezza dell’ombra dell’eclissi.
La prossima eclissi di Luna accadrà il mese prossimo, precisamente il 25 maggio, e si tratterà di un’eclissi di penombra, fenomeno astronomico che avviene quando la Luna si trova nella zona di penombra del cono proiettato dalla Terra.
Un’area dove la luce del Sole è solo parzialmente occultata dal pianeta.

sabato 6 aprile 2013

L'Artico in gravissimo pericolo

Scioglimento dell'Artico
Il ghiaccio artico da cui tutti dipendiamo sta scomparendo. Velocemente.
Negli ultimi 30 anni, abbiamo perso tre quarti della calotta di ghiaccio che galleggia in cima al mondo.
Per salvare l'Artico dobbiamo agire oggi.
Per oltre 800 mila anni, il ghiaccio è stata una caratteristica costante del Mar Glaciale Artico.
Si sta sciogliendo a causa del nostro uso di energia sporca da fonti fossili, e in un prossimo futuro potrebbe essere privo di ghiaccio per la prima volta da quando gli esseri umani sono sulla Terra.
Questo sarebbe devastante non solo per le persone, gli orsi polari, i narvali, i trichechi e altre specie che vi abitano - ma per tutti noi.
Il ghiaccio in cima al mondo riflette nello spazio molto del calore del sole, contribuendo così a raffreddare il nostro pianeta, stabilizzando il clima da cui dipendiamo per le coltivare il nostro cibo.
Proteggere il ghiaccio significa proteggere tutti noi.

Perforazioni petrolifere
Una nuova corsa al petrolio nell'Artico sta per cominciare.
Shell, BP, Exxon, Gazprom e gli altri sono pronti a correre il rischio di una devastante fuoriuscita di petrolio nelle acque dell'Artico per sfruttare riserve che valgono tre anni di consumi globali di petrolio.
Le stesse aziende dell'energia sporca che per prime hanno causato lo scioglimento dei ghiacci artici ora stanno cercando di trarre profitto da quel disastro.
Vogliono aprire la nuova frontiera dell'oro nero per raggiungere un potenziale di 90 miliardi di barili di petrolio.
Questo vuol dire un sacco di soldi per loro, ma equivale a soli tre anni di consumi petroliferi per il pianeta.
Documenti governativi sin qui segreti dicono che contenere fuoriuscite di petrolio nelle acque del Polo è "quasi impossibile" ed ogni errore si rivelerebbe potenzialmente fatale per il fragile ecosistema artico.
Per trivellare nella regione artica, le compagnie petrolifere devono trascinare gli iceberg lontano dai loro impianti e utilizzare enormi tubi idraulici per sciogliere il ghiaccio galleggiante con acqua calda. Se li lasciamo fare, una catastrofica fuoriuscita di petrolio è solo una questione di tempo.
Abbiamo visto i danni terribili causati dai disastri della Exxon Valdez e della Deepwater Horizon
Non possiamo lasciare che ciò accada nell'Artico. 
Pesca industriale

Flotte industriali di pescherecci stanno cominciando a pescare con reti a strascico nelle acque artiche.
Le comunità locali hanno pescato per migliaia di anni nell'Artico in maniera sostenibile, ma questo potrebbe essere messo a rischio, se lasciamo che le grosse compagnie della pesca sfruttino l'oceano artico. 


La guerra

I Paesi artici si stanno preparando per un possibile conflitto sull'Artico.
Come dimostrano le interecettazioni di Wikileaks, gli Stati Uniti hanno parlato di "aumento delle minacce militari nell'Artico" e la Russia prevede "l'intervento armato" in futuro.
La minaccia di una guerra futura nell'Artico è reale.
Tutti i Paesi artici stanno comprando sottomarini, aerei da combattimento e navi rompighiaccio a propulsione nucleare per delimitare le loro rivendicazioni con forza.
Sia la Russia che la Norvegia hanno annunciato un 'Battaglione artico' per difendere i loro interessi nazionali.
Insieme con la crescente militarizzazione, sei paesi stanno cercando di appropriarsi delle parti dell'Artico non reclamate - compreso il Polo Nord - come proprio territorio nazionale.
Oggi quest'area appartiene a tutti noi.
Continuiamo così e istituiamo un santuario globale nell'Alto Artico per tutta le forme vita sulla Terra.

mercoledì 20 marzo 2013

I misteri che non vogliono o non possono scoprire



Il fenomeno dei cerchi nel grano ha iniziato ad avere eco all’inizio degli anni ‘90, quando nei nostri schermi televisivi ci vennero proposte immagini spettacolari di bellissimi e misteriosi cerchi nel grano in Inghilterra.
Invero il fenomeno iniziò molto prima degli anni ‘90, c’è chi sostiene che i cerchi nel grano erano presenti già dagli anni ‘70 e chi ha azzardato l’ipotesi che vi erano tracce di essi dalla fine del ‘600.
I crop circles (nome inglese per definire i cerchi nel grano)sono aumentati gradualmente di numero e complessità.
(Infatti non vengono chiamati più cerchi nel grano ma pittogrammi)
Tra il 1999 e il 2002, periodo in cui aumentò l’intensità solare.
Questa coincidenza non è casuale in quanto la luce solare genera delle onde sonore tramite vibrazioni che noi non percepiamo.
I cerchi nel grano non sono situati solo in Inghilterra ma in tutto il mondo
In Italia, ad esempio nei pressi di Pordenone e a Cagliari. In quest’ultima città vi sono acque sotterranee e costruzioni legate al culto della Dea Madre.

La presenza dell’acqua è un elemento strettamente determinante in relazione al fenomeno dei crop circles.
Perché? Perché i cerchi nel grano non sono altro che messaggi provenienti dall’Universo.Nell’Universo tutto è suono e questi suoni si trasformano in cerchi nel grano grazie al potere dell’acqua:
l’acqua possiede poteri particolari e anche un certo tipo di memoria; inoltre reagisce differentemente di fronte ai suoni.
 

Possiamo ad esempio ricordare che la sillaba AUM rappresenta l’onda sonora che originò il mondo e che tuttora lo avvolge.
Il suono crea la realtà, lo stesso Pitagora asseriva che"la geometria sacra nasce dal suono" …e i cerchi nel grano rappresentano in larga parte la geometria sacra.
Nelle aree interessate al fenomeno dei crop circles sono stati registrati degli infrasuoni ed è stato osservato che prima, durante e dopo la formazione dei cerchi nel grano c’è un’energia talmente elevata da far verificare interferenze quali la cancellazione di SMS dai cellulari e lo spegnimento di telecamere.
Anche i chicchi all’interno dei pittogrammi presentano anomalie.
Studiate da Levengood:
non solo i chicchi restano intatti ma talvolta presentano sviluppo accelerato o ritardato, anomalie nell'allungamento degli steli o piccole cavità di espulsione.

Nonostante ciò vi è ancora chi si ostina a pensare che i cerchi nel grano siano opera di esseri umani.
Continuare ad alimentare questo assunto significa voler palesemente ignorare il fenomeno stesso, anche perché i pittogrammi creati dall’uomo sono facilmente riconoscibili.
Dobbiamo però anche riconoscere che i mass media hanno la tendenza a minimizzare il fenomeno proprio perché si tratta di un fenomeno che la scienza ufficiale non può spiegare: affrontarlo degnamente comporterebbe la rimessa in discussione di molte informazioni del nostro paradigma dominante.
Le persone meno scettiche sostengono che i crop circles siano stati creati dagli extraterrestri.
Ciò non è un errore anche perché molti individui hanno avvistato palle di luce e/o dischi volanti durante l’apparizione dei cerchi.
Tuttavia più che di extraterrestri sarebbe corretto parlare di intelligenze soprannaturali che tentano di comunicare con noi disegnando archetipi nella natura.
Ogni anno appaiono nel mondo circa 250 pittogrammi. Lo scorso anno ne sono apparsi 250 solo in Inghilterra, nazione maggiormente colpita da questo evento precipuamente nelle zone di Stonehenge, Silbury Hill e Avebury.
Come mai proprio in queste zone e non in altre?

La spiegazione risiede nel fatto che queste località sono molto particolari poiché sono dei centri di energia, basti pensare che Stonehenge è legata alla leggenda di Mago Merlino e che l’11 luglio 1992 fu trovato ad Ogbourne (nel Regno Unito) un crop circle che aveva una somiglianza sorprendente con il complesso di Avebury.
Stonehenge è chiamata anche "il ballo (o la danza) dei giganti" perché era grazie al ballo che Stonehenge si manteneva in vita, sia fisicamente che energicamente, vale a dire che a Stonehenge ci si ricaricava di energia con il ballo.
Altre fonti sostengono, per converso, che la denominazione
"la danza dei giganti" ha un’altra accezione, identificando con quest’espressione il complesso di pietre in cui si sarebbero trasformati alcuni giganti tramite un incantesimo di Mago Merlino durante un ballo.
Nel mondo esistono dei luoghi energetici e se essi vengono visitati consapevolmente ci si può ricaricare.
Stonehenge è proprio uno di questi luoghi.

Circa la sua costruzione sono state avanzate molteplici ipotesi.
Solitamente vi si attribuisce il significato di santuario del culto solare ma molto probabilmente lo scopo era quello di prevedere le eclissi solari e lunari.
Determinati studiosi hanno infatti alimentato la tesi che la direzione degli allineamenti sia stata fatta in base alla direzione del Sole all’alba e al tramonto nei solstizi e negli equinozi.
A questo proposito ogni pietra equivale ad un giorno, ad un mese, ad una stagione e ad un anno.
Se questa interpretazione fosse esatta ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio calendario astronomico, creato da veri scienziati che sono stati in grado di elaborare calcoli molto complessi.
Ma c’è dell’altro …: a Stonehenge vi è un monolite e si sostiene che se una persona si posiziona al centro di Stonehenge il 21 giugno osservando quel monolite alto circa quattro metri e mezzo si nota che la sommità di quella pietra coincide con l'orizzonte e in quel giorno il sole appare proprio sulla sommità della pietra. Sembra sia stato John Smith il primo, nel 1771, a constatare tale coincidenza.
Il mistero di Stonehenge è a tutt’oggi ancora aperto: il suo popolo è scomparso improvvisamente senza lasciar tracce e le pietre utilizzate sono molto particolari per quel tipo di area geografica.
Monoliti e cerchi nel grano si trovano in prossimità di allineamenti speciali, detti ‘linee legge’ o semplicemente ‘linee delle energie’.
Non a caso i monoliti contengono quarzo, che è un ottimo canalizzatore di energia.
Questi allineamenti funzionano da canalizzatori delle energie terrestri, tuttavia tali energie non sono misurabili con le nostre leggi fisiche ma esclusivamente con la psiche o il subconscio, oppure si possono intercettare con la verga da rabdomante o il pendolo.
Come affermò Ermete Trismegisto ne La tavola di smeraldo, “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.”
Quest’affermazione somiglia molto al “come in cielo, così in terra” del Padre nostro della religione cattolica.
 

Nel 1974 il radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, inviò nello spazio un messaggio in direzione della costellazione di Ercole.
Era uno schema di 73 righe in numeri primi e a livello molto schematico rappresentava un uomo, il carbonio (elemento più diffuso nella Terra) e il numero 4 miliardi, cioè la quantità della la popolazione umana terrena. 
Tra le molteplici teorie sui cerchi nel grano ve ne è una che sostiene che sarebbe proprio
la Madre Terra a crearli per avvisarci che distruggendo l’ambiente stiamo andando incontro a catastrofiche conseguenze.
Questa teoria abbraccia quella di Colin Andrews il quale ha incontrato gli Hopi che gli hanno riferito che la Terra è in difficoltà e che i pittogrammi sono un modo per parlare alle nostre coscienze: ci basterà osservarli per recepire il messaggio Qualcuno ci osserva e sta cercando di aiutarci.
Ora non dobbiamo più pensare chi è che crea i cerchi nel grano. Non c’è più tempo. Ora dobbiamo solo recepire il messaggio

Gli ultimi 2 pittogrammi sono la risposta a quello che noi abbiamo inviato nello spazio E' apparso accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio Sorvegliato da telecamere sofisticatissime 24 ore su 24
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