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lunedì 7 aprile 2014

Riscopriamo le giuggiole


Nel 1612 venne pubblicato in prima edizione il Vocabolario dell’Accademia della Crusca, nata a Firenze alcuni decenni prima con lo scopo di dare dignità, stabilità e identità alla lingua italiana. Già al suo primo apparire, la grande opera lessicografica riportava l’espressione metaforica “andare in brodo di giuggiole”, e la definiva come una situazione in cui è possibile “godere di molto di chicchessia”.
 Si tratta dunque di un modo di dire molto antico.
 Ma qual è la sua origine? 
E a quale strano significato letterale è legata? 

L’origine va ricercata nel giuggiolo, un piccolo albero di provenienza asiatica che nel corso dei secoli si è diffuso largamente anche in tutti i paesi mediterranei.
 I suoi frutti, naturalmente, si chiamano giuggiole: una volta giunte a maturazione, sono delle drupe ovoidali, lisce e lucenti, di color marrone tendente al rosso, con polpa dalla consistenza farinosa e dal sapore dolce – acidulo. 
Le giuggiole possono essere consumate fresche o, trascorso qualche giorno dalla raccolta, avvizzite; sono inoltre molto indicate per preparare confetture e sciroppi, per essere messe sotto spirito o anche per entrare nella ricetta di alcuni liquori. 

 I liquori a base di giuggiole erano già noti presso molte civiltà del bacino del Mediterraneo.
 Egizi e Fenici crearono i preparati più antichi di cui siamo a conoscenza. 
Nelle sue Storie, Erodoto ebbe a paragonare la dolcezza della giuggiola a quella del dattero, sottolineando come dalla polpa fermentata della prima si ottenesse un liquido molto inebriante.
 Si ipotizza inoltre da parte di alcuni che il loto di cui parlò Omero nel nono libro dell’Odissea fosse una specie di giuggiolo selvatico, e che quindi l’incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici, ma dalla bevanda alcolica preparata con i frutti del nostro piccolo albero.
 Presso i romani il giuggiolo divenne il simbolo arboreo del silenzio, e come tale fu usato per adornare i templi della dea Prudenza; ciò non impedì comunque alle popolazioni latine di farne anche un uso profano, e in particolare di ottenerne preparati liquidi fermentati. Nel corso del Medioevo la sapienza artigianale delle popolazioni antiche riuscì a conservarsi nella tranquillità delle campagne e all’ombra dei conventi.
 Ed ecco finalmente che col Rinascimento il giuggiolo e i suoi frutti conobbero una specie di seconda giovinezza, anzi un autentico momento di nobiltà.
 In quell’epoca infatti in prossimità del lago di Garda, la potente famiglia dei Gonzaga aveva la propria residenza estiva, “Il Serraglio”: qui veniva prodotto, e offerto agli ospiti, un delizioso elisir a base di giuggiole – il “brodo di giuggiole”, appunto – ideale per accompagnare le torte e i biscotti secchi che venivano inzuppati nel liquido, oppure per essere centellinato come liquore in eleganti bicchierini.

 Il successo e la fama del brodo di giuggiole furono tali che in breve l’espressione assunse un carattere addirittura proverbiale, a indicare qualcosa di talmente buono da far sdilinquire, da far uscire quasi di sé per la contentezza. 
I tempi dei Gonzaga sono ormai passati, ma la coltivazione del giuggiolo è ancora diffusa nel Basso Garda (Desenzano, Maderno), nel padovano (Arquà Petrarca) e nel vicentino.
 La ragione è semplice: pur essendo in grado di adattarsi a terreni di varia natura, il giuggiolo predilige climi piuttosto temperati, con inverni abbastanza miti e con estati lunghe e calde; la sua coltivazione richiede in particolare le condizioni atmosferiche che si creano in prossimità di laghi o di colline con buona esposizione.


Ecco perché, in queste zone, la produzione casalinga di brodo di giuggiole è proseguita nel corso dei secoli fino ad arrivare a noi.
 Ed ecco perché, negli ultimi tempi, dello storico liquore è nata una produzione dalle ambizioni più alte, vale a dire farsi conoscere e apprezzare anche al di fuori del territorio classico.

La ricetta si basa sull’infusione idroalcolica di giuggiole mature, mele cotogne, scorze di limone, uva bianca e altra frutta, intera o in succo, con l’aggiunta di zucchero.
 Si lascia macerare per un paio di mesi e poi si filtra e si imbottiglia. Il risultato è un liquore dal colore rosso, dal profumo tipico di giuggiole e dal gusto pieno, dolce, vellutato e avvolgente. Può essere servito ghiacciato, in piccoli calici, oppure a temperatura ambiente a fine pasto, come digestivo.
 Grazie alla sua composizione si abbina egregiamente al gusto del cioccolato; può infine essere usato come ingrediente in pasticceria, nell’elaborazione di dolci particolari, o al bar, per preparare insoliti cocktail.

venerdì 10 gennaio 2014

Consigli per il dopo feste

Ogni anno le festività natalizie mettono gli italiani di fronte al bivio: assaggiare le immancabili prelibatezze che riempiono le tavolate con parenti ed amici oppure conservare la linea?

LA VERA FARMACIA

La soluzione migliore è quella di tornare ad un'alimentazione sana e lontana dagli eccessi.
Per qualche giorno, al fine di depurare l'organismo, sarebbe preferibile evitare di consumare dolci, fritture, alcol e preparazioni ricche di grassi animali
E'consigliabile alla mattina appena svegli prima della colazione bere un bicchiere di acqua (non gasata)
Poi una colazione abbondante preferibilmente a base di frutta,cereali tipo muesli lo potete fare anche voi

RICETTA -
500 grammi di fiocchi d’avena (e/o altri cereali, se si preferiscono) - 5 cucchiai di miele - un bicchiere d’acqua
Si scioglie il miele nell’acqua e si versa sopra l’avena. Si mescola bene e poi si mette tutto su una teglia da forno in uno strato basso (meglio se con carta da forno sotto, altrimenti con un po’ di olio) e si inforna per circa una mezz’oretta.
Il tempo in realtà dipende, quando l’avena inizia a colorirsi e’ il momento di toglierla dal forno.
Una volta fatto raffreddare, ci si può sbizzarrire con le ‘farciture’.
A me piace molto metterci la frutta secca: di solito prendo un mix di banane secche, mele secche, uvetta, e noccioline e una spruzzata di cannella,  la farina di cocco e le scaglie di cioccolato 
A volte lo lascio cosi’ com’e’ per ‘condirlo’ all’ultimo momento, magari con frutta fresca che abbiamo a casa. Lo metto in barattoli di vetro e si mantiene croccante,per qualche giorno Inoltre in erboristeria esistono diversi rimedi da cui è possibile prendere spunto.
I semi di finocchio, ad esempio, permettono di eliminare quel fastidioso gonfiore della zona addominale.
Basta masticarne qualcuno oppure usarli per preparare una deliziosa tisana.
Per pulire i reni, attraverso il forte effetto diuretico, il tè verde è l'ideale: una buona tazza di tè caldo con un cucchiaino di miele rappresenta un buon modo per contribuire alla pulizia del nostro organismo.
E' preferibile evitare l'uso di zucchero semolato che, a causa dei numerosi processi lavorativi industriali che subisce, non è molto salutare: molto meglio un cucchiaino di miele.
Per poter regolare il colesterolo nel sangue è possibile consumare finocchi e carote sia crudi, sia in insalata, conditi solo con un pizzico di sale e un filo di olio rigorosamente extravergine di oliva, che favorisce l'assimilazione di maggiori quantità di beta-carotene. Oltre ad essere ipocalorici, sia il finocchio che la carota permettono di favorire le funzioni epatiche e tendono ad eliminare i gas accumulati nel tratto intestinale.
Comincia ad essere anche il periodo degli asparagi: ricchi di fibre, ipocalorici e molto diuretici, permettono di combattere la ritenzione idrica.
Un modo originale e salutare per poterli preparare, per evitare panature e fritture, è quello di cucinarli al vapore.
In circa venti minuti, dipende poi anche dallo spessore degli asparagi, la cottura a vapore sarà ultimata e sarà possibile servire questo piatto delicato e salutare con una spolverata di Parmigiano Reggiano ed un filo di olio extravergine di oliva.

martedì 10 dicembre 2013

Salse varie per tartine velocissime e poco costose

Maionese vegana
Frullate insieme tofu ben pressato, uno/due cucchiai di senape e un pizzico di curcuma o zafferano

Tzatziki velocissimo
Unite a una confezione di yogurt greco bianco un cetriolo grattugiato (filtratelo per togliere l’acqua in eccesso). Aggiungete pepe e olive nere a piacere

Salsa al tonno delicata
Mixate formaggio spalmabile, tonno, acciughe (poche solo per insaporire) e panna (1 confezione per 1 scatoletta di tonno) 

Tapenade
Frullate insieme capperi lavati, acciughe (in scatola) e olive nere: otterrete una salsa provenzale molto saporita

Senape leggera
Stemperate nel formaggio spalmabile qualche cucchiaio di senape, aggiungendone più o meno a seconda della “delicatezza” desiderata  
Salsa verde alla Manuel
Mescolate il formaggio spalmabile con qualche cucchiaino di pesto al basilico pronto, unite all’ultimo i friggitelli crudi tagliati sottilissimi 

Salsa Myto
Fullate maionese, scalogno e tonno (o emulsionateli a mano) e aggiungete foglie di basilico fresco o erba cipollina

Maionese aromatica
Unite alla maionese abbondante erba cipollina e mentuccia fresche tritate

Ketchup esotico
Aggiungete al ketchup abbondante pepe, peperoncino (o salsa tabasco) e curry in polvere a piacere

Salsa andalusa Aggiungete alla maionese un cucchiaio o due di concentrato di pomodoro e peperoni frullati (senza pelle!)

Salsa alle olive frullare olive verdi e/o nere in un mixer da cucina, versando olio extravergine a filo fino ad ottenere un composto dalla consistenza cremosa.

Salsa guacamole La polpa di una avocado maturo schiacciata con una forchetta oppure frullata, unendo ad essa il succo di mezzo limone. Qualche spicchio d'aglio, un pizzico di sale e uno di pepe, della cipolla tritata e del peperoncino grattugiato o 2 gocce di tabasco la salsa guacamole,  deve essere lasciata riposare in frigorifero e servita fredda.
Ottimale spalmata sulle tortilla (in commercio già pronte) 

PRESENTAZIONE




CONSIGLI 
Disporle su un vassoio (tipo rotante, lo trovate in commercio a poco prezzo) nella parte bassa del vassoio ponete le  ciotoline o coppette o anche barattoli in vetro ma con la bocca larga mettere in ognuna un cucchiaino (sono in vendita anche di plastica colorata)
Nella parte sopra ponete un contenitore con crostini di pane nero e bianco tostati di forme varie (usate le formine per i biscotti in metallo, per il pane va benissimo il pane piuma e per il nero fettine di pane di segale.
Fate le varie forme ponetele su una placca da forno su un foglio di carta da forno spennellatele d'olio d'oliva e infornate a forno caldo per circa 6/10 min quando saranno dorate sono pronte

mercoledì 4 dicembre 2013

Qualche idea per gli stuzzichini da accompagnamento agli aperitivi




Ingredienti:
8 fette di prosciutto crudo non sottilissime
2 albumi 1 uovo intero
3 cucchiai di yogurt greco 0% di grassi
10 olive nere tritate circa
Un ramettodi rosmarino tritato
Un pizzico di pepe nero macinato o pestato al momento
sale q.b. olio q.b. 

Preparazione
Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Ungete con un filo di olio 8 stampini per mini-muffin, oppure usate 8 stampini in silicone.
Rivestire gli stampini cercando di creare dei cestini.
Sbattete gli albumi e l’uovo intero fino ad ottenere un composto liscio.
Sempre sbattendo incorporate le olive, lo yogurt, il rosmarino tritato, il pepe e pochissimo sale.
Versate questo composto nei cestini di prosciutto.
Cuocete nel forno caldo i cestini per circa 10 minuti.
Decorate con dei ciuffetti di rosmarino freasco

Ingredienti (dosi per 24 pezzi)
3/4 di litro di acqua
2,5 dl. di aceto di vino bianco
1 barbabietola, pelata e tagliata a fettine sottili
1 scalogno o una cipolla piccola affettato
1 cucchiaio di zucchero
1 foglia di alloro
12 uova sode sgusciate
1 cucchiaino di semi di cumino
1 dl. circa di maionese
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e pepe q.b.

Preparazione Portate ad ebollizione l’acqua, l’aceto, la barbabietola, lo scalogno, la foglia di alloro, e mezzo cucchiaino di sale fino.
Fate sobbollire fino a quando la barbabietola sarà tenera, circa 20 minuti.
Fate raffreddare
Immergete le uova sode nel liquido di barbabietole in una ciotola, e fate marinare mescolando di tanto in tanto per almeno due ore, in frigorifero.
Riducete il cumino in polvere. Togliete le uova dalla marinata, asciugatele e dividetele a metà.
Togliete i tuorli e schiacciateli con una forchetta, impastateli con la maionese, la senape, il prezzemolo e metà del cumino. Aggiustate di sale e pepe.
Farcite le mezze uova con il composto di tuorli. possibilmente con il sac a posh

Spolverizzate con il cumino rimasto



Peparazione:
In una terrina amalgamate i formaggi insieme alle erbette aromatiche che avrete finemente tritato. Aggiungete circa 50 gr. di un misto di pistacchi e nocciole tritati e una spolverizzata di pepe nero; continuate ad amalgamare finché non otterrete un composto omogeneo e compatto. 

Modellate quindi delle palline di media dimensione (poco più grandi di una noce) e sistematele su un vassoio; coprite con un foglio di alluminio e lasciate riposare in frigorifero.

Trascorsi circa 45 minuti, riprendete le palline e fatele rotolare delicatamente sulla granella di pistacchi e nocciole rimasta, così da ricoprirle interamente. Rimettete le palline in frigorifero per altri 15 minuti prima di servire.

Accorgimenti:
Trascorsi i primi 45 minuti di riposo in frigorifero, vi consigliamo di verificare la compattezza delle palline e, se necessario, lasciate al fresco altri 15-20 minuti.

Idee e :
Se la forma sferica non vi fa impazzire, potete sempre optare per cilindretti o cubetti: aiutatevi con la carta stagnola per conferire la forma desiderata (per esempio a salamino). Una volta freddo e compatto, tagliate il composto in cilindretti e proseguite come sopra.
Per quanto riguarda il trito di erbette aromatiche, vi consigliamo: basilico, menta, timo, maggiorana.
Ampia libertà nella scelta dei formaggi, purché siano abbastanza spalmabili.
Un’idea natalizia per servirle?

Decorate il piatto con le foglie rosse delle stelle diNatale 


Voulevent 


Dosi per 25 cestini 

125 gr di prosciutto cotto
20 gr di parmigiano
40 gr di burro
40 ml di latte

frullare gli ingredienti e formare una crema ,
che poi con il sac a poche farcirete i cestini ornandoli a piacere
(con un vasetto di giardiniera e fantasia sarà un giochetto che darà risultati ottimi

Varianti le mousse si possono fare anche con il tonno, uovo sodo e maionese,
burro ed alici sottolio, formaggi vari e paprica, cumino,semi di papavero ecc. ecc.

martedì 5 novembre 2013

Liquori fatti in casa



Ecco come preparare il liquore al caffè:

INGREDIENTI per 1 lt circa di liquore 
14 caffè
500 gr di zucchero
1/2 bacca di vaniglia
500 ml di alcol al 95%
PREPARAZIONE Preparare i caffè.
In una pentola capiente mescolare lo zucchero e la mezza bacca di vaniglia al caffè.
Quando il tutto si sarà raffreddato, aggiungere l’alcol.
Imbottigliare

Preparare un buon liquore al cioccolato in casa non è difficile.

INGREDIENTI per 1lt di liquore
75 gr di cacao amaro
480 gr di zucchero
500 ml di latte
250 ml alcol puro
PREPARAZIONE Mescolare cioccolato, zucchero e latte.
Mettere sul fuoco, portare ad ebollizione e lasciare sul fuoco per 15 min.
Togliere dal fuoco, lasciare raffreddare ed unirvi l’alcol. Imbottigliare

domenica 27 ottobre 2013

Estratto vaniglia fai da te

Preparare in casa l'estratto di vaniglia è molto semplice.
Vi basterà avere a disposizione una bevanda alcolica a scelta, tra rum, vodka, tequila o brandy, oppure dell'alcol alimentare.
Poi dovrete acquistare uno o più baccelli di vaniglia, a seconda delle ricette.
Grazie all'autoproduzione non dovrete più comprare la vanillina, che purtroppo non è altro che un additivo di origine sintetica.

L'estratto di vaniglia preparato a partire dai baccelli viene ottenuto tramite macerazione alcolica.
E' bene scegliere baccelli di vaniglia biologici e alcolici di qualità per la preparazione dell'estratto, che utilizzerete in gocce per insaporire i vostri dolci preparati in casa.
L'estratto di vaniglia è adatto per preparare torte, biscotti, creme, gelati e budini e per qualsiasi tipo di dolce da forno.
L'estratto di vaniglia fatto in casa si conserva molto a lungo.
Lasciate sempre i baccelli di vaniglia all'interno delle bottiglie o dei barattoli utilizzati come contenitori, in modo da prolungare l'aroma il più possibile.
Soltanto quando il sapore di vaniglia inizierà ad affievolirsi, potrete sostituirli con dei nuovi baccelli.
Rinnovate il vostro estratto, ad esempio quando il liquido si sarà dimezzato, aggiungendo altro alcol e almeno un nuovo baccello.
Per prelevare l'estratto di vaniglia dalla bottiglia o dal barattolo è utile avere a disposizione un contagocce.
Ecco come preparare il vostro estratto di vaniglia fatto in casa in modo davvero semplice.
Alcool o liquore a votro piacimento
Bottigliette munite di contagocce 
Bacelli di vaniglia

Incidete con la punta di un coltello i baccelli di vaniglia, in modo da estrarre i semi che si trovano al loro interno.  Inserire nella bottiglia   sia i semi che i baccelli.
Chiudete la bottiglia.
Lasciate riposare per 3 settimane agitando almeno una volta al giorno

sabato 14 settembre 2013

Brunch....per chi non lo sa è........

.....E' una via di mezzo tra una prima colazione (in inglese Breakfast) e un pranzo di mezzogiorno (in inglese Lunch)...Br+Unch=Brunch!
Si consuma solitamente nei giorni in cui non si lavora, ha la leggerezza e il disimpegno di una colazione con in aggiunta degli ingredienti cotti e salati che sono un classico del pranzo centrale della giornata (pasta, mozzarella, carne. insalata...).
Quando si fa un Brunch in pubblico le pietanza le trovi tutte esposte su di un tavolo imbandito e prendi quello che vuoi, come una prima colazione in albergo.
Che dirti di più? Buon appetito.
Le idee mie sono solo vegetariane,ma i menù sono vari e per tutti i gusti


Orzo in insalata

Ingredienti
Orzo  circa 1 hg a persona 
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 
1 spicchio d'aglio tritato
1 peperone verde, 1peperone rosso, 1peperone giallo, tagliati a dadini
3 cucchiai di prezzemolo tritato
1 bella manciata di kalamata olive nere , snocciolate e tritate
1 cucchiaio  di caffè d'orzo, 
succo di  mezzo limone fresco
Sale e pepe, qb
Istruzione Riempite una grossa pentola 2/3 alta con acqua e coprire. Mettere a fuoco alto.
Procedere con il passo successivo, come l'acqua arriva a bollore, aggiungere 1 cucchiaio di sale e aggiungere il caffè d'orzo.
E l'orzo
Fate cuocere finché è tenero, ma al dente. 
Scaldare una padella
Aggiungere 1 cucchiaio di olio d'oliva .
Una volta che l'olio è caldo, aggiungere l'aglio tritato.
Soffriggere in fretta, giusto per ammorbidire,finchè diventa dorato. Aggiungere tutti i peperoni e condire con sale e pepe.
Cuocere fino a quando i peperoni sono ammorbiditi, circa 5-8 minuti.
Una volta cotti, aggiungere il prezzemolo tritato e le olive, aggiungete l'orzo cotto, mantecando  a fuoco basso. 
Mescolare continuamente per circa 2 minuti.
Incorporate il rimanente olio d'oliva, il succo di limone fresco, Condire con sale e pepe a piacere.
Pronto da mangiare!

Ricetta Shakshuka

 

Ingredienti:
3 cucchiai di olio d'oliva
mezza cipolla tritata
2 spicchi d'aglio, schiacciati
3 pomodori maturi a dadini
4 uova
1 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di paprica
sale e pepe qb
1 cucchiaino di origano secco
prezzemolo tritato. 
In una padella, scaldare l'olio d'oliva, aggiungere le cipolle e fate cuocere, mescolando di tanto in tanto per 3 minuti.
Aggiungere l'aglio e cuocete per un altro minuto.
Quindi aggiungere i pomodori, sale e pepe qb, cumino, paprica, origano secco. Coprire, abbassare il fuoco e cuocere lentamente per 10 minuti. schiacciate  i pomodori .
Rompere le uova direttamente sopra la salsa di pomodoro, assicuratevi che lo spazio sia  uniforme sopra la salsa.
Coprire il tegame e cuocere per altri 8-10 minuti
Finirlo con il prezzemolo tritato, un filo di olio extravergine di oliva e pepe nero.

Khorak-e Loobia - fagioli rossi

 

Ingredienti:  per 4-6  persone
! hg circa a persona di fagioli rossi 
2 grosse cipolle finemente tritate
4  spicchi d'aglio, tritati
3-4 cucchiai di olio d'oliva
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
Succo di 2 limoni. 
Sale e pepe qb
Mettere i fagioli, in  ammollo in acqua per una notte.
Versare l'acqua di ammollo, sciacquare e mettere i fagioli in una pentola capiente, aggiungere acqua, in modo che siano ben coperti portare ad ebollizione rapida a fuoco vivace, abbassate la fiamma e cuocere a fuoco medio-alto fino a cottura.
Quindi scolateli
In una padella, soffriggere la cipolla tritata in olio d'oliva fino a doratura. Aggiungere l'aglio e soffriggere per altri 2-3 minuti. Quindi aggiungere il concentrato di pomodoro, sale e pepe, far rosolare per altri 1-2 minuti, mescolate bene. Aggiungere una tazza di acqua tiepida, fate sobbollire a fuoco basso per 10-15 minuti. Versare il contenuto - cipolla, aglio e salsa, aggiungete i fagioli e mescolate.
Aggiungere il succo di limone,
coprire e cuocere per altri 20-30 minuti.


Yogurt greco Pound Cake

Ingredienti:
3 hg di farina
1/2 cucchiaino. sale
1pizzico di bicarbonato di sodio
1 ½hg pianura, senza grassi yogurt greco
1/2 hg. burro, ammorbidito
3 hg. zucchero semolato
4 uova grandi
1/2 cucchiaino. estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino. estratto di mandorla
Indicazioni
Preriscaldare il forno a 180gr 
In una ciotola, sbatti insieme la farina, il sale e il bicarbonato. Mettere da parte.
In una grande ciotola, sbattere lo yogurt, il burro e lo zucchero fino a che formino una crema.
Sbattere le uova ,unite gli estratti e il composto di farina.
Mescolare fino a quando  gli ingredienti saranno ben ammalgamati. Imburrare una tortiera per ciambelle e spolverare di farina.
Versare il composto, infornare  per 50-60 minuti, o fino a quando uno stuzzicadenti esce pulito.
Lasciate raffreddare la torta nella teglia per 10 minuti prima di in forno. poi toglietela e fate raffreddare  completamente.

giovedì 5 settembre 2013

Okra, un alimento ancora da scoprire

 

La frutta d’una pianta di verdure magnifica, l’okra (o gombo) appartiene alla stessa famiglia della malva, dell’ibisco e della pianta del cotone.
Molto probabilmente è di origine africana, si sviluppa nei climi temperati tropicali e caldi. È molto comune in Africa, in India, nel Medio Oriente, in India e in Sud America.
L’okra è stata portata negli Stati Uniti dagli schiavi dell’Africa ed è stato considerato per molto tempo un alimento per i poveri, il che spiega come mai, pur essendo ottima e gustosa, sia stata ignorata da molti.
La sua radice ricca di mucillaggini è usata come emolliente in sostituzione dell’altea e in cucina è utile per legare le salse.
I fusti del gombo e di molte malvacee sono macerati e lavorati per fornire una fibra tessile nota come fibra di gombo.
I suoi frutti e le sue foglie sono molto conosciute per le loro qualità alimentari e dalla sua fibra si può fare carta.
Ha molteplici proprietà che vi elenchiamo qui di seguito: 
Oltre ad essere a basso contenuto di calorie contiene abbondanza di vitamine della categoria A, tiamina, B6, C, acido folico, riboflavina, calcio, zinco e fibra alimentare. 
L’ okra è molto consigliabile per la donna in stato di gravidanza oltre agli altri perché è ricca di acido folico che è essenziale nella formazione del tubo neurale del feto durante il periodo di 4-12 settimane di gestazione nel grembo della madre.
La mucillagine presente nell’okra aiuta a regolare lo zucchero nel sangue mediante il controllo del suo assorbimento nell’ intestino tenue.
La fibra di okra ha molte qualità superiori a mantenere la salute del tratto gastrointestinale.
Aiuta a riassorbire l’acqua e l’eccesso di colesterolo, le tossine metaboliche e bile, il surplus nella sua mucillagine scivola fuori attraverso le feci.
L’abbondante acqua contenuta impedisce la stitichezza, gas e gonfiore all’addome.
Gombo è un ottimo lassativo, lenisce l’ intestino irritabile, le ulcere, guarisce, allevia e rinfresca il tratto gastrointestinale. - E ‘un vegetale ideale per la perdita di peso.
L’okra facilita la propagazione di batteri buoni denominati probiotici.
Possiamo usare l’okra anche come rimedio naturale per i capelli: Per il cuoio capelluto:bollire l’okra tagliata orizzontalmente fino al che l’acqua diventi viscida al massimo.
Raffreddare e aggiungere un poco di limone; usala come ultimo risciacquo ; vedrai i tuoi capelli rinvigorirsi.
Vi proponiamo alcune ricette da poter provare con l’okra molto semplici ma gustose:

Okra al limone

okra fresca_1 cipolla bianca(ottime le boretane)_olio_limone_sale In una padella soffriggiamo la cipolla tagliata sottile nell’olio, aggiungiamo poi i baccelli di okra, salateli e portateli a cottura. Impiattate ed irrorate con il succo di 1 limone.

Okra ai pomodorini

15 okra_1 cucchiaino di capperi sotto sale (dissalati)_½ cipolla rossa (o 1 piccola)_15-20 pomodorini pachino_Origano_sale_Olio extravergine d’oliva
Affettare sottilmente la cipolla, farla appassire in pochissimo olio extravergine d’oliva, aggiungere poca acqua per evitare che scurisca durante la cottura.
Unire i capperi, dopo qualche minuto i pomodorini tagliati in piccoli pezzi.
Nel frattempo lavare e preparare l’okra. Eliminare le estremità e tagliarla a pezzetti di circa 1-1,5 cm di spessore.
Aggiungere l’okra alla cipolla, salare leggermente, coprire e far cuocere lentamente per circa 20-30 min, valutare assaggiando.
Se necessario, durante la cottura, aggiungere acqua alla preparazione.
I semini contenuti nell’okra rilasciano una sostanza leggermente viscida, di conseguenza tende ad addensarsi.
Insaporire con un’abbondante spolverata di origano.
Servire.

martedì 3 settembre 2013

un delizioso dessert

Il Ricettario : Bavarese alla pesca bianca con amaretto e glassa a...:
Cliccando qui sopra arriverete al Blog del mio amico Claudio Pucci


Claudio Pucci Uno chef d'alta cucina che fa onore alla nostra millenaria cultura culinaria
Visitate il suo blog e troverete altre fantastiche ricette

sabato 4 maggio 2013

come far mangiare la frutta ai vostri bimbi


Ingredienti

Banane o altra frutta uva,fragole pesca ananas ecc.basta che sia morbida.
Cioccolato da fondere
Burro o panna
Decorazione granella di mandorle e caramelline colorate o briciole di cocco ecc.
Preparazione
Mettete la frutta sul legnetto
Fate sciogliere il cioccolato a bagno maria con un poco di panna o due noci di burro
Immergete la frutta e fatela scolare rigirandola
Mettete i bastoncini in verticale (infilandoli in un pezzo di polistirolo)e lasciate qualche secondo Non deve indurirsi troppo poi passate nella decorazione e mettetele in frigo

Ingredienti
Fragole
Panna
Pistacchi o mirtilli
Preparazione
Tagliate il cappellino svuotate leggermente le fragole
Mettete la panna (se non volete montarla e usare la siringa da pasticcere) Ci sono in commercio già le bombolette spray Appoggiate il cappellino con una spruzzatina di panna
Fate gli occhietti con i mirtilli o i pistacchiIngredienti
Yogurt
Frutta fresca a pezzettini
Stampini per ghiaccioli (li trovate in commercio)
Preparazione
Mischiate lo Yogurt con la frutta
Riempite gli stampini e mettete in freezer qualche ora

Ingredienti
330 ml di aranciata
150 ml di acqua
16 gr di gelatina in fogli
4 cucchiai di zucchero
1 fettina di limone
2 pesche gialle
125 gr di lamponi
125 gr di more
125 gr di mirtilli
1 cucchiaino di olio di semi di girasole
stampo antiaderente per budini del diametro di 20 cm 
Preparazione
Pulire i frutti di bosco e lasciarli asciugare bene.
Sbucciare e tagliare a pezzi le pesche.
In una ciotolina piena d'acqua tiepida, mettere a bagno la gelatina in fogli precedentemente spezzettata.
In una pentola, versare l'aranciata, l'acqua, mezza fettina di limone e lo zucchero.
Sciogliere lo zucchero con cura e scaldare la soluzione senza portare ad ebollizione.
Togliere dal fuoco e aggiungere la gelatina ben strizzata. Mescolare fino a completo scioglimento della stessa.
Far raffreddare a temperatura ambiente.
Ungere uno stampo da budino, bagnare con acqua fredda e iniziare a disporre la frutta, tenendo conto del fatto che il fondo dello stampo ospiterà la cima della gelatina.
Iniziare quindi con la mezza fettina di limone rimasta, posizionandola al centro, e proseguire creando un motivo con i frutti di bosco.
Impilare la frutta, alternandola, sui bordi, Una volta creato un "involucro" decorativo, riempire il centro con la frutta mischiata, senza seguire particolari schemi.
Disporre frutta fino al bordo dello stampo e terminare aggiungendo un cucchiaio per volta il liquido preparato in precedenza.
In questo modo eviterete la formazione di bolle d'aria, le quali potrebbero far cedere la gelatina durante l'impiattamento. Conservare in freezer per almeno 3 ore (in ogni caso controllare di tanto in tanto la consistenza con le dita).
Per sformare, immergere lo stampo per alcuni minuti in acqua tiepida. servire freddo da solo o decorando con altra frutta.

Gli spiedini di frutta colorati e golosi rappresentano non solo un modo fantasioso di portare la frutta in tavola, ma anche una maniera divertente di proporre la frutta ai bambini che di solito sono un po’ restii a mangiarla.
Tutto quello che dovete fare è lavare, asciugare e tagliare la frutta a cubetti e infilzare i pezzi di frutta su ogni spiedino alternando i gusti e colori, otterrete in questa maniera degli spiedini di frutta semplici. Per gli spiedini di frutta caramellati, invece, dovrete sciogliere in un pentolino dal fondo spesso lo zucchero insieme all’acqua facendolo cuocere fino a quando non assumerà una colorazione brunita dopo di che dovrete versare il caramello ottenuto a filo su ogni spiedino e lasciare rassodare in frigo.Alternativa unite per ogni commensale una ciotolina di cioccolato (in questo caso la preparazione va fatta al momento di servire perchè deve essere ben caldo)a meno che non abbiate una cioccolatiera 


Un’altra maniera sfiziosa di servire la frutta consiste nel preparare una macedonia classica composta da frutta di stagione, condita con succo di limone (e per chi lo desidera con un goccio di rum, maraschino o altro liquore a piacere) anziché servirla in coppette da macedonia però lo potete fare direttamente dentro i gusci della frutta: dentro una mezza anguria scavata e coreograficamente addobbata (vedi foto), ma anche dentro mezzo melone scavato o dentro il guscio dell’ananas o del cocco o porzionata dentro mezza arancia In questo caso addobbate con un piccolo manico ottenuto con la buccia  
Guarnite con foglioline di menta fresca

lunedì 29 aprile 2013

Fetta al latte fatta in casa I bambini ringrazieranno



Fatele in casa anche voi, usando ingredienti freschi,di qualità e senza conservanti:

Ingredienti per circa 6 porzioni di kinder fetta al latte:
40 g di farina 0
20 g di farina integrale
60 g di zucchero a velo
60 g di burro ammorbidito (toglietelo dal frigo un’ora prima di usarlo)
1 cucchiaino di lievito per dolci
3 cucchiaini di cacao amaro
2 albumi
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato di sodio (o cremor di tartaro)
250 ml di panna da montare
2 cucchiaini di miele
1 cucchiaino di sciroppo d’acero 1)

1)In una terrina unite lo zucchero a velo e il burro tagliato a tocchetti e con un cucchiaio di legno mescolate fino ad ottenere una crema liscia e compatta.
2) Versate gli albumi in un contenitore alto e stretto, aggiungete il sale e il bicarbonato e montate a neve con le fruste fino ad ottenere una spuma ben soda.
3) Versate gli albumi sulla crema di burro e mescolate lentamente, facendo movimenti dal basso verso l’alto, in modo da incorporare aria ed ottenere così un pan di spagna morbido. una crema liscia e compatta
4) Setacciate la farina, il cacao e il lievito, poi versatelo a pioggia sul composto cremoso, mescolate fino ad ottenere una crema omogenea.
5) A questo punto accendete il forno a 200 gradi (ventilato) e qui inizia la fase più delicata: foderate la placca del forno con della carta apposita, poi versateci il composto e – aiutandovi con una spatola o un pennello da cucina, distribuitela in modo omogeneo formando uno strato piuttosto fino (circa 3-4 millimetri di spessore). 6) Infornate e fate cuocere per 3-4 minuti al massimo (non di più altrimenti il pan di spagna diventa croccante),
poi sfornate e lasciate freddare.


7) Nel frattempo montate la panna, aggiungete il miele e lo sciroppo d’acero e mescolate bene
8) Quando il pan di spagna si sarà raffreddato, tagliate delicatamente i bordi del rettangolo, in modo da rifinirlo nella forma, tagliatelo in due parti uguali e ricoprite uno dei due strati con la panna: fate attenzione a non farcire troppo le estremità.

Per eseguire un lavoro perfetto aiutatevi con il mattarello, ma non fate troppa pressione, altrimenti il pan di spagna si romperà.

9) A questo punto ritagliate la torta così ottenuta in sei porzioni (o più), incartatele singolarmente con della carta stagnola e riponete in frigo per almeno 2 ore
 La vostra fetta al latte è pronta!
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