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domenica 14 gennaio 2024

Il luogo più surreale del mondo è una piscina di “Champagne”


 È un viaggio da fare almeno una volta nella vita, quello che conduce nelle terre selvagge della Nuova Zelanda. Con i vulcani, i geyser, i ghiacciai e i fiordi, le lande sterminate e i laghi cristallini la natura fa da padrone in quello che sembra un territorio indomabile per l’uomo.

La Terra di Mezzo del Signore degli Anelli è un concentrato di meraviglie che lasciano senza fiato e che meritano di essere scoperte una ad una. Tra queste impossibile non menzionare l’area geotermica del Wai-o-Tapu Thermal Wonderland, un parco delle meraviglie creato e gestito da Madre Natura che ogni giorno diventa il palcoscenico dei suoi spettacoli più belli.


Questa grande vasca naturale, infatti, produce migliaia di bollicine ogni secondo, regalando la sensazione di trovarsi davanti a una piscina spumeggiante fatta di Champagne. Attenzione però, perché quello che sembra vino spumante francese non può essere toccato.


Sognare a occhi aperti, ma non toccare: la piscina di Champagne di Wai-o-Tapu Thermal Wonderland è, con tutta probabilità, una delle visioni più surreali del mondo intero. Ma guai ad avvicinarci. Quella situata nell’area geotermica, per quanto suggestiva, è una piscina di origine vulcanica riempita di fluido geotermico fatto di acqua e gas.

La temperatura della champagne pool, nella sua parte più profonda, raggiunge i 260 gradi, mentre in superficie se ne misurano circa 70. Le sue origini sono antichissime e risalgono a circa 1.000 anni fa, un tempo lunghissimo durante il quale la natura ha potuto scolpire il suo più grande capolavoro.

Grazie ai minerali presenti nell’acqua e alle temperature altissime, la piscina naturale di Wai-o-Tapu Thermal Wonderland si presenta carica di contrasti cromatici incredibili. Una sorta di arcobaleno di fuoco che incanta e stupisce a ogni sguardo.

Le altissime temperature, così come la presenza dei gas come anidride carbonica, azoto, idrogeno e ossigeno, spiegano la produzione delle infinite bollicine che si scorgono sulla superficie e che hanno fatto guadagnare al lago l’appellativo di piscina di champagne. Nessun incantesimo, dunque, ma solo l’infinita bellezza e potenza di Madre Natura.

Fonte: Si viaggia

lunedì 13 marzo 2023

Lo spettacolo di Ruby Falls


 Nel 1905, a causa di una serie di limitazioni geografiche, la “Souther Railroad Company”, impegnata da tempo a costruire una importante linea ferroviaria nello stato del Tennesse, nei pressi della città di Chattanooga, lungo la parete del Lookout Mountain, fu costretta a chiudere l’ingresso naturale di una grotta che aveva però, una lunga storia alle spalle.

I racconti delle enormi camere e dei passaggi tortuosi che si diceva vi fossero all’interno, erano infatti stati tramandati da una generazione all’altra: ne avevano parlato i nativi americani, gli esploratori di grotte provenienti anche da altri Stati americani; e poi si raccontava anche che famigerati fuorilegge l’avessero scelta come nascondiglio; ma anche di soldati che vi avevano trovato rifugio durante la Guerra Civile Americana. Insomma, tante voci, ma nessuna certezza.








Tra gli altri, a curiosare nella grotta, ma solo per poche centinaia di metri al suo interno, anche un chimico e appassionato di avventure, Leo Lambert, il quale tuttavia fu poi costretto a “dimenticarla” in quanto, sempre per la costruzione del tunnel ferroviario, questa venne sigillata. 
Anni dopo, siano verso il 1923, Leo Lambert decise che forse quella grotta che aveva visto tanto tempo prima, poteva diventare un’attrazione turistica: con alcuni amici formò una società progettando di realizzare un’apertura più in alto rispetto all’apertura originale e di trasportare i turisti alla grotta tramite, era un suo sogno, un ascensore.
La sua azienda acquistò così un terreno sul lato di Lookout Mountain, sopra Lookout Mountain Cave e nel 1928 iniziò a perforare il calcare finendo con il trovare un’apertura di poco più di un metro di larghezza per un’altezza di 46 centimetri che poteva dare accesso alla grotta.

Leo Lambert e alcuni operai attraversarono a fatica l’apertura e, per 17 ore, esplorarono il tunnel che si trovarono davanti, per circa un chilometro e mezzo, incrociando, lungo il percorso, varie formazioni, sino sbucare in una grande caverna al centro della quale vi era una spettacolare cascata alla quale Lambert diede il nome della moglie, Ruby: oggi, a quasi un secolo dalla sua scoperta, Ruby Falls, una delle cascate sotterranee più grande del mondo, è considerata una vera e propria meraviglia.
La grotta e la sua cascata sono aperte al pubblico dal lontano 1929 e Lambert, per consentirne l’ingresso, realizzò un altro dei suoi sogni, la costruzione di un ascensore che dalla cima scendeva per 26 piani, nel cuore della montagna.

E per gli oltre mezzo milioni di visitatori che ogni anno raggiungono la città di Chattanooga per ammirare la cascata, lo spettacolo inizia già scendendo con l’ascensore che, con le sue pareti di vetro, permette di vedere la roccia nella quale si sta entrando.
Una volta raggiunto il tunnel, inizia quella che oggi si può chiamare una facile passeggiata, ammirando ai lati, sopra, e anche sotto, incredibili formazioni, stalagmiti, stalattiti, formazioni di drappeggi, pietra fiorita, una più spettacolare dell’altra, sino a raggiungere la caverna con la cascata.
E alla caverna ci si arriva praticamente al buio, solo con la luce di piccole lampade poste lungo il percorso. Poi, una volta entrati, il momento dell’illuminazione è straordinario, unico: non è il rumore dell’acqua che cade a meravigliare i visitatori, ma l’impressione di venire quasi investiti da una valanga di cristalli colorati che cadono da decine di metri d’altezza, finendo nel sottostante fiume Tennessee.





venerdì 3 marzo 2023

La cascata pietrificata è il capolavoro più grandioso di Madre Natura


 Esistono luoghi impregnati di così tanta bellezza da non sembrare veri. Assomigliano a paesaggi cinematografici e fantascientifici, a capolavori artistici dipinti da un pittore, a illustrazioni uscite da un libro di fiabe, e invece sono reali e per questo ancora più straordinari.

A creare questi scenari di immensa bellezza è Madre Natura che, come un sapiente artigiano, plasma il mondo che abitiamo rendendolo un posto meraviglioso. Come è successo a Oaxaca, in Messico, dove esiste quella che è, con tutta probabilità, la visione più incredibile e strabiliante di sempre.

Proprio qui, infatti, esiste una maestosa e imponente cascata pietrificata. E non ci sono dubbi per noi: è questo il capolavoro più grandioso mai creato da Madre Natura.


Ci troviamo a Oaxaca, in Messico.

È qui che, spostandoci dal nucleo urbano, possiamo raggiungere una cascata che non assomiglia a niente di tutto ciò che abbiamo visto fino a questo momento. Non ci sono lo sgorgare continuo dell’acqua e gli zampilli che con impeto si tuffano in ogni dove, ma rocce, bianche e dure, che caratterizzano in maniera univoca l’intero paesaggio.

Il suo nome è Hierve el Agua, che tradotto letteralmente vuol dire “acqua che bolle”. Eppure, ancora una volta, né il nome né l’immagine stessa che si apre davanti agli occhi dei viaggiatori che si spingono fino a qui restituisce la vera natura di questo sito. A primo impatto, infatti, l’immobilità che caratterizza questo monumento naturale rimanda immediatamente a tutte le cascate ghiacciate, quelle che si gelano con l’arrivo del freddo e con le basse temperature. Ma anche in questo caso, la realtà è ben lontana da quello che gli occhi ci suggeriscono.


Sì perché Hierve el Agua, in realtà, è un agglomerato di formazioni rocciose dal colore biancastro che con il tempo si sono unite e modellate, formando la caratteristica forma di cascata che oggi vediamo. 

A levigarle è stato lo scorrere incessante delle acque provenienti dalle sorgenti situate sulla cima del monte, ricche di calcio e di altri minerali. Sono state proprio loro ad aver schiarito le rocce, conferendogli le caratteristiche tinte che ricordano il ghiaccio e la neve.


La magia non finisce qui, però, perché in cima a Hierve el Agua ci sono due piccoli laghi di acqua calda dove i visitatori amano fare il bagno in ogni stagione. Da qui, poi, fuoriescono dei piccoli rivoli lenti ma copiosi che scivolano giù, fino ai piedi della montagna, rendendo il paesaggio incantato.

Fonte: siviaggia.it

venerdì 16 settembre 2022

Il giardino di vetro che sembra uscito da una favola


 Per scoprire ed esplorare quello che uno dei luoghi più suggestivi del mondo intero dobbiamo recarci a Seattle, la più grande città dello Stato di Washington. È qui, tra le maestose sedi di Microsoft e Amazon, e all’ombra del futuristico Space Needle, che si snoda un giardino delle meraviglie che sembra dare vita agli scenari delle favole più belle.

Situato nel Seattle Center, proprio accanto all’edificio Space Needle, c’è Chihuly Garden and Glass, un giardino di vetro che espone in maniera permanente tutte le straordinarie opere dello scultore Dale Chihuly. 

Sin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 2021, questo inedito orto botanico ha catturato l’attenzione dei cittadini, diventando un’attrazione imperdibile per tutti i viaggiatori che giungono in città.


Il nome, tanto evocativo quanto calzante, non è che un preludio all’esperienza meravigliosa che si vive all’interno di questo giardino.

 Ad accogliere i visitatori sono le sculture di Dale Chihuly, che si muovono sinuose e armoniose all’interno di una vegetazione rigogliosa e lussureggiante.

La passeggiata all’interno del giardino è affascinante, suggestiva e seducente perché consente agli ospiti di esplorare un terreno inedito e di toccare con mano una sperimentazione perfettamente riuscita, quella della convivenza tra l’arte e la natura.

Tutta l’esperienza è scandita dai due elementi principali che caratterizzano questo giardino che è anche un museo: da una parte la natura, in tutta la sua genuina bellezza, dall’altra l’artificio che la valorizza, che con i suoi giochi di luce e riflessi la fa brillare come non ha fatto mai.



Il Chihuly Garden and Glass è un giardino e un museo, è un luogo dove la natura e le sculture di vetro soffiato creano un mondo inedito e onirico, che affascina e stupisce a ogni passo. 

Non è una semplice immersione all’interno di un universo che ospita l’arte e la natura, ma una vera e propria esperienza sensoriale che lascia senza fiato.

Entrare all’interno del Chihuly Garden and Glass vuol dire avvicinarsi alla mente del genio creativo Dale Chihuly, vuol dire toccare con mano le sue visioni, le stesse che però lasciano ampio spazio alle personali suggestioni dei visitatori.

Sono tante, tantissime, le sculture che si snodano lungo sentieri incorniciati da una natura più rigogliosa che mai. La esaltano, la valorizzano e l’accompagnano in un percorso che l’ospite è chiamato a fare, lo fanno con le loro forme stravaganti, con i colori cangianti, con quei lineamenti che proprio alla natura sono ispirati.

Il percorso espositivo attraversa diverse stanze. Sono nere, ma mai cupe, perché sempre illuminate dalle sculture di vetro soffiato da Dale Chihuly che omaggiano e celebrano la natura. Ma restano ancora confinate in un mondo immaginato e artificiale, almeno fino a quando non si arriva alla serra, l’ambiente più suggestivo dell’intero giardino.

È qui che gli elementi artistici diventano gli assoluti protagonisti di una realtà inedita. Piante scintillanti di vetro che sembrano muoversi col vento, ma che in realtà sono immobili, scendono verso il basso. L’incanto continua anche all’esterno, dove un meraviglioso giardino che accoglie i visitatori continua a mescolare le visioni che già conosciamo attraverso un gioco di forme, colori, e materiali, artificiali e naturali. 

È magia!


Fonte: siviaggia

venerdì 6 maggio 2022

Il Pozzo di Thor: in Oregon il buco al centro del mare creato dal martello divino


 Si trova sulle coste dell’Oregon, poco distante da Cape Perpetua, e si chiama Pozzo di Thor, ma è conosciuto negli Stati Uniti anche come “tubo di scarico del Pacifico” perché sembra poter risucchiare l’acqua fino al centro del pianeta.

 Si tratta di una formazione naturale molto particolare, una cavità che ha l’aspetto di un pozzo infinito collocato sulle coste del Pacifico.

Sebbene appaia come senza fondo, in realtà è comunicante con le acque del Pacifico e proprio per questo è particolarmente pericoloso, la sua profondità è di 6 metri e il suo diametro di soli 3 metri, ma durante le tempeste più forti che colpiscono la costa il mare viene risucchiato con grande forza verso le acque aperte e chi dovesse cadervi dentro si troverebbe in una trappola senza alcuna via di fuga.

Sono però proprio le giornate di cattivo tempo in cui imperversano i temporali che si presentano come i momenti più spettacolari per osservare il Pozzo di Thor, tuttavia, anche nelle giornate di calma apparente si può apprezzare il cambio repentino delle condizioni dell’acqua, che passano da apparente calma a furia “divina”, quasi come se il martello di Thor si abbattesse ripetutamente con tutta la sua forza in quel preciso luogo.


Questa formazione rocciosa deriva il suo nome dalla divinità norrena Thor, figlio di Odino e dio del fulmine, del tuono e della tempesta. Uno degli attributi di Thor era Mjöllnir, un martello potentissimo che secondo le leggende locali sarebbe stato scagliato in questo punto sino a creare la voragine che risucchia le acque marine al centro della Terra.

L’area del Cape Perpetua Marine Reserve and Marine Protected Areas è parte della riserva naturale della Siuslaw National Forest che si trova lungo la costa ovest degli Stati Uniti, qui solo di recente gli scienziati hanno compreso le dinamiche di questo fenomeno naturale.
Pare che il segreto della trascinante forza del Pozzo di Thor stia nella struttura del pozzo stesso: l’apertura che è oggetto delle fotografie dei turisti rappresenta l’ingresso superiore di una grotta, tuttavia, c’è un’altra cavità che si trova in fondo al pozzo e si presenta come perpendicolare allo stesso.

Con il subentrare della bassa marea, le onde si spostano avanti e indietro all’interno della grotta; nel momento in cui si alza la marea, invece, la caverna si riempie di un grande quantitativo di acque, sbattendo contro le rocce e andando a sviluppare un “effetto geyser”. Le onde che vengono spinte in alto e in seguito inghiottite quasi sino a sparire costituiscono proprio lo spettacolo che viene osservato dai visitatori.


Fonte: meteoweb.eu

sabato 9 aprile 2022

In Inghilterra c’è un bosco incantato che sembra uscita da un libro di fiabe


 A guardarlo bene sembra quasi di conoscerlo il bosco di Micheldever perché probabilmente questo assomiglia proprio a quello che ha fatto da sfondo alle vicende dei protagonisti delle nostre favole preferite.

 Che sia davvero questo, non possiamo saperlo, quello che è certo però è che questo angolo di natura lussureggiante sembra davvero essere uscito da un libro di fiabe.

C’è chi a guardare le foto lo scambia per un dipinto impressionista e chi ancora per un abile disegno ad acquerello, quello che è certo è che questo bosco, probabilmente, è uno dei più suggestivi e magici di tutto il mondo.

Per scoprirlo, e attraversarlo, dobbiamo recarci nel Regno Unito e più precisamente nella contea dell’Hampshire. È qui che tra i piccoli e sognanti villaggi si estende una foresta lussureggiante e silenziosa che in primavera diventa un tripudio di colore grazie alle campanule in fiore.

La magia che conserva questo angolo di paradiso dell’Hampshire non ha nulla a che vedere con la stregoneria.

 Il merito dell’atmosfera idilliaca e onirica che caratterizza questo luogo, infatti, è da attribuire esclusivamente a Madre Natura che, ancora una volta, rende il mondo che abitiamo straordinario.


Il bosco di Micheldever appare davanti agli occhi degli osservatori come un’intricata e fitta rete di giochi di luce.

 I raggi del sole, infatti, si insinuano tra i faggi e le conifere illuminando i fiori di campo tra i quali si nascondono timidamente farfalle e uccelli di diverse specie.

Questo luogo, infatti, è diventato con gli anni l’habitat ideale di molte specie floristiche e faunistiche.

 Addentrandoci nel bosco e nella sua profondità, attraverso i tanti sentieri che si fanno strada tra alberi e cespugli, ecco che possiamo fare incontri ravvicinati con daini e cervi Muntjac che hanno fatto del bosco la loro casa. Questi animali, abituati alla presenza dell’uomo, si trasformano in guide straordinarie per scoprire le meraviglie naturali di questa foresta incantata.


Poco battuto dai sentieri più turistici, ma meta prediletta dei cittadini del territorio, il bosco di Micheldelver è un luogo davvero straordinario che assicura un’esperienza sensoriale fatta di pace e bellezza. Ricco di bellezze naturali, questo angolo fatato che si estende per oltre 300 ettari, si trova a soli 8 chilometri dalla città di Winchester.

Rifugio perfetto per fuggire dal caos cittadino e per fare il pieno di energie in ogni stagione dell’anno, il bosco di Micheldelver è il luogo ideale per ritrovare il contatto con la natura più autentica attraverso passeggiate, bagni nella foresta o meditazione, ma anche picnic nelle aree di sosta attrezzate con tavoli e panche in compagnia di farfalle, uccelli e fiori.


Il bosco di Micheldelver è aperto gratuitamente ai visitatori 365 giorni l’anno e raggiunge il suo massimo splendore in primavera. È in questo periodo, precisamente tra aprile e maggio, che le campanule in fiore trasformano tutto il territorio circostante in un paesaggio dalle mille sfumature di lilla e dai profumi inebrianti che crea atmosfere magiche e uniche.

Fonte: siviaggia.it

sabato 5 febbraio 2022

I Penitentes: le colonne di ghiaccio delle Ande


 I Penitentes sono delle formazioni naturali di neve e ghiaccio che si trovano nelle Ande Secche, in particolare nelle zone a partire dai 4000 metri di altitudine, nel punto quindi in cui il freddo secco favorisce la nascita di formazioni di ghiaccio.

Appaiono come dure e spigolose colonne di acqua gelata e hanno misure assai differenti poiché esistono quelle che misurano pochi centimetri ma anche quelle che si innalzano verso il cielo per diversi metri.

Non sono del tutto chiari i dettagli precisi del meccanismo che genera i Penitentes, le popolazioni andine per lungo tempo hanno pensato che fossero generati dai forti venti che spazzano la zona durante la stagione invernale. Tuttavia, i venti sono solo parte dell’equazione, poiché oggi si ritiene che questi pinnacoli di ghiaccio siano formati dalla combinazione di vari fenomeni fisici.

Il processo ha inizio nel momento in cui la luce del sole irradia la superficie nevosa, ma trattandosi di zone climatiche aride immerse in luoghi desertici, il ghiaccio non si scioglie ma sublima, ossia passa da solido direttamente allo stato gassoso.

 I solchi che si creano sulla superficie del ghiaccio catturano la luce solare e questo genera sublimazione anche nelle parti più profonde e accresce le caratteristiche di queste strutture di ghiaccio.


Secondo un’altra spiegazione durante le ore diurne, invece, i raggi solari sciolgono parte del manto nevoso, l’acqua scorrendo scava sulle strutture reticoli di piccoli canali e durante la notte, quando la temperatura si abbassa notevolmente, la neve ghiaccia nuovamente. La causa delle formazioni sarebbe dunque l’alternanza tra caldo e freddo che rende sempre più profonda la rete di solchi finché quello che era un manto nevoso si trasforma in cumuli di ghiaccio che possono raggiungere anche l’altezza di sei o sette metri.

Dei Penitentes già ne aveva parlato Charles Darwin nel lontano 1835, quando nel corso del suo viaggio tra Santiago del Cile e Mendoza, in particolare nei pressi del Passo Piuquentes, si era trovato a fare numerose deviazioni che lo avevano portato ad osservare questo magnifico fenomeno naturale che dà l’impressione di una foresta di ghiaccio in mezzo al deserto.
Fonte : meteoweb.eu

sabato 29 gennaio 2022

Snow roller: i rotoli di neve creati dalla natura


 Quello degli snow roller è un rarissimo fenomeno meteorologico che ha come oggetto il manto nevoso: si tratta di una particolare specie di rotoli di neve, arrotolati su sé stesse proprio da madre natura.

Non è possibile individuare il punto  o il paese in cui si formeranno perché si devono verificare una serie di particolari condizioni, ma potenzialmente tutte le zone interessate da grandi nevicate possono essere la location ideale in cui osservare questo affascinante gioco della natura.

Appaiono come soffici cuscini di nuvola o come giganteschi marshmallow, ma gli snow roller sono le palle di neve che vengono create direttamente da madre natura.
Questo fenomeno si verifica sul manto nevoso quando agglomerati di neve si accumulano e rotolano lungo pendii più o meno dolci.

Questi “rulli di neve” si presentano con una forma cilindrica e con una spirale visibile al loro interno, appaiono talvolta semivuoti all’interno, questo nel momento in cui gli strati più interni iniziano ad essere più sottili e si disintegrano sotto il peso degli strati più esterni.

Per formarsi hanno bisogno di condizioni ottimali, in particolare: lo strato superficiale dev’essere di neve bagnata con una temperatura vicino al punto di fusione; il manto nevoso deve trovarsi su una superficie ghiacciata o su neve polverosa che non si attacchi con lo strato soprastante; dev’essere poi presente un’inclinazione del terreno; infine, il vento deve essere abbastanza forte da riuscire a spingere i rotoli di neve, ma non troppo veloce perché in tal caso non consentirebbe la loro formazione.


Infatti, il vento quando inizia a soffiare spinge la neve a muoversi rotolando sul terreno, qui questo primo agglomerato comincia a raccogliere materiale lungo il cammino, mano a mano che il rotolo si fa più grande gli strati si compattano e si possono ammirare snow roller che hanno le dimensioni di una pallina da tennis ma anche cumuli che arrivano persino a raggiungere qualche metro di diametro.

In passato gli snow roller sono stati scambiati per le palle di neve delle fate, perché apparivano come il frutto di giochi tra bambini, analoghi alle palle iniziali con cui si formano i pupazzi di neve, ma misteriosamente senza che vi fosse presenza di impronte sulla neve intorno agli stessi.
Questo fenomeno appare in zone che sono interessate da nevicate frequenti, come ad esempio il Nord Europa e il Nord America, qui il fenomeno meteorologico è stato osservato in Ohio, diverse volte a Cincinnati; in Pennsylvania, a Venus; nelle Rocky Mountains del Colorado, nella località di Krkonoše, dove i turisti delle Parco Nazionale delle Montagne Rocciose si sono soffermati ad ammirarli.

Negli anni passati, sul nostro continente sono stati individuati nel Somerset, in Gran Bretagna, ma anche fotografate in Repubblica Ceca, dove hanno raggiunto grandi dimensioni.
Non è possibile dire dove e quando si verificheranno, quindi per andare a caccia di snow roller non resta che recarsi nella natura e aspettare che le condizioni siano favorevoli per consentire di osservare questo fenomeno e tutta la sua evocativa magia.

Fonte: meteoweb





lunedì 24 gennaio 2022

Il fiume più bello del mondo è un arcobaleno liquido di colori

 

Esistono luoghi nel mondo dove tutte le cose che pensavamo appartenessero solo al nostro immaginario, o a qualche film di fantascienza, prendono vita. E lo fanno grazie alla straordinaria arte che appartiene a Madre Natura e che rende il mondo che abitiamo un luogo meraviglioso. Come quel fiume che sembra un dipinto e che è realizzato con i colori dell’arcobaleno sciolti nell’acqua. E invece è reale ed è straordinario.

È considerato il fiume più bello del mondo e in effetti Caño Cristales lo è davvero.

 Conosciuto anche con il nome di arcobaleno dai cinque colori o liquid rainbow questo corso d’acqua incanta con la sua meraviglia cittadini e viaggiatori provenienti  tutto il mondo.

Situato in Colombia, il fiume rio della Sierra de la Macarena, si presenta agli occhi delle persone con una particolarità che sembra davvero frutto di un incantesimo. E invece, come la scienza spiega, questo fenomeno è caratterizzato dalla presenza del fiume di una particolare alga dal nome Macarenia Clavigera che vive proprio nella zona e che durante alcuni periodi dell’anno trasforma il corso d’acqua in un arcobaleno liquido che incanta gli occhi e riscalda il cuore.



Le cromie che si estendono per quasi 100 chilometri luccicano al sole che, con i suoi raggi, esalta la bellezza dei colori che spaziano dal blu al verde, passando per l’arancione e il rosso. Le nuance si fondono e si confondono, si adagiano sulle rocce e si intrecciano sulla costa rendendo il panorama così unico e straordinario da lasciare col fiato sospeso.

Il Caño Cristales si trova all’interno del Parque Nacional Natural Sierra de la Macarena e una visita in questo angolo incantato del mondo è quasi d’obbligo. La sua bellezza risplende tutti i giorni dell’anno ma è nel mese di luglio, e fino a quello di novembre, che la natura mette in scena il suo spettacolo più bello tingendo le acque che scorrono. 

Ed è magia.


Arrivare a Caño Cristales è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Uno dei modi più suggestivi per raggiungere questo corso d’acqua è quello che parte da San Josè del Guaviare  e conduce a La Macarena in barca, navigando sul Rio Guayabero.

Il fiume scorre sullo straordinario complesso montuoso della Serrania de la Macarena ed è proprio qui, tra i colori dell’arcobaleno liquido, che è possibile osservare altre meraviglie della natura.

Ci sono le rocce di quarzite che risalgono a miliardi di anni fa, e osservando attentamente il fiume arcobaleno è possibile ammirare dei pozzi circolari profondi dove l’acqua cade vertiginosamente creando a a sua volta nuove e straordinarie visioni.

Il fiume ospita inoltre una grande varietà di flora acquatica. Oltre alla Macarenia clavígera, artefice della magia che si verifica durante il periodo delle piogge, tra luglio e novembre, e che cresce nel fiume, ci sono le altre specie tipiche della foresta pluviale idrofitica. 

Qui vivono anche tantissimi esemplari di animali, tra cui uccelli (oltre 420 specie), anfibi, rettili e primati.

Fonte: siviaggia.it

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