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giovedì 19 dicembre 2013

L'abbazia di Montmajour


Alcuni km fuori dalla città di Arles, lungo la strada che porta ad Avignone, si trova un vero gioiello dell’architettura sacra medievale provenzale: l’abbazia romanica di Montmajour. 
 Nata per volontà di una comunità di monaci stabilitisi qui attorno al X secolo, e prosperata grazie alle ricche donazioni dei nobili cristiani, divenne un importante meta di pellegrinaggi grazie alla presenza di alcune reliquie attribuite alla Croce di Cristo.
 Il nucleo più antico è rappresentato dalla cappella di San Pietro costruita, scavandola in parte nella viva roccia, attorno al 1040.
 L’edificio abbaziale romanico venne invece costruito nel XII secolo; il progetto prevedeva una navata unica con tre campate, ma solo le due visibili attualmente vennero realizzate.


Al di sotto si apre una cripta a deambulatorio con varie cappelle.
 Il chiostro è riccamente decorato.


Dei tanti edifici del grande convento restano oggi la sala capitolare, il refettorio, parte delle celle dei monaci e dei magazzini, e la torre difensiva detta “degli Abati”, aggiunta nel 1369. 
Poco fuori dal perimetro del convento si trova invece la cappella della Santa Croce, costruita alla fine del XII secolo.


Di grande importanza infine i graffiti di epoca medievale che raffigurano delle navi in assetto di navigazione. Sono stati incisi sulle pietre del monastero da mano ignota e sono ben poco visibili alla luce naturale. 
Una apposita illuminazione laterale in luce radente permette invece di scorgerne meglio i dettagli e le linee.
 Si tratta di tipiche imbarcazioni medievali, ritratte con una certa dovizia di particolari, anche se il tratto è poco preciso.

Se potessimo portarcelo in Italia avremmo finalmente un Presidente ........dopo il grande Pertini il nulla o peggio

Il video che commuove il web.



Lei è il predatore finale. Un killer elegante e furtivo che, avventandosi sulla sua preda, la finisce con un sol colpo di zampa. Ma, all'improvviso, vede qualcosa muoversi sulla pelliccia dell'animale che ha appena ucciso, un babbuino femmina. E la legge della giungla viene riscritta.
 E' questa la scena immortalata in un documentario del 2006 del National Geographic, intitolato Eye Of The Leopard, che in questi giorni Buzzfeed ha riproposto, sortendo lo stesso effetto emozionale e virale di sette anni fa.
 Ecco cosa è accaduto quando Legadema, questo il nome dato al leopardo femmina protagonista del documentario dalla troupe, ha incontrato il piccolo babbuino di appena un giorno e ha dimenticato di essere una cacciatrice spietata.

Oro sulla terra è probabile che provenga da collisioni tra stelle di neutroni


Se l’antica alchimia cercava il segreto per trasmutare il piombo in oro, oggi si cerca più prosaicamente di capire come si è formato l’oro, un elemento raro sulla Terra così come nell’intero Universo. Perché, al contrario di elementi chimici come il carbonio o il ferro, non si può essere originato nei processi di fusione nucleare all’interno delle stelle, e nemmeno nelle esplosioni di supernova, ma deve essere stato prodotto da eventi ancora più cataclismatici.
Eventi come il lampo di raggi gamma GRB 130603B, che lo scorso mese ha irradiato nel cielo per brevi istanti la sua immensa energia, registrata dal satellite Swift della NASA. In questo caso il lampo è stato provocato dalla collisione di due stelle di neutroni, ovvero la fusione dei nuclei residui di due stelle precedentemente esplose in supernove. Un gruppo di ricerca dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) ha usato il telescopio spaziale Hubble per studiare il GRB alcuni giorni dopo l’esplosione, avvenuta a una distanza di 3,9 miliardi di anni luce da noi, uno dei più vicini lampi di raggi gamma visti finora.
Anche se l’emissione altamente energetica in raggi gamma è scomparsa rapidamente, durando appena due decimi di secondo, GRB 130603B ha mostrato un’emissione residua – il cosiddetto afterglow – dominata da luce infrarossa, che si è spenta lentamente nel giro di qualche giorno. Un comportamento tutt’altro che tipico, che ha portato i ricercatori a concludere che il “bagliore” protratto per giorni nel luogo in cui si è verificata l’esplosione in raggi gamma può indicare la creazione di una considerevole quantità di elementi pesanti, incluso l’oro.
“Abbiamo stimato che la quantità di oro prodotta ed espulsa durante la fusione delle due stelle di neutroni può essere dell’ordine di dieci masse lunari: un bel mucchio di gioielli!” ha detto Edo Berger del CfA, presentando i risultati ottenuti dal suo team durante una conferenza stampa. Il tipico afterglow che si osserva associato a un GRB è originato da un flusso di particelle sparate ad alta velocità nell’ambiente circostante. Secondo i ricercatori, l’emissione residua del GRB 130603B si è invece comportata come se provenisse da qualche esotico elemento radioattivo. Il materiale espulso dalle stelle di neutroni in collisione può generare tali elementi, che sono poi sottoposti a un decadimento radioattivo, emettendo un bagliore dominato da luce infrarossa. Esattamente ciò che è stato osservato.
“Eravamo alla ricerca della ‘pistola fumante’ per collegare un’esplosione breve di raggi gamma alla collisione di stelle di neutroni. Il bagliore radioattivo di GRB 130603B può rappresentare quella prova certa che mancava.” ha spiegato Wen-fai Fong, una giovane dottoranda co-autrice della ricerca. Il gruppo di ricerca ha calcolato che una quantità di materiale pari a circa un centesimo la massa del Sole è stata espulsa dal lampo di raggi gamma, parte del quale era, appunto, oro. Combinando le stime dell’oro prodotto da un singolo GRB breve con il numero di tali esplosioni che si ritiene siano avvenute in tutto il tempo di esistenza dell’Universo, la conclusione è che tutto l’oro del cosmo potrebbe provenire dai lampi di raggi gamma.
“Per parafrasare Carl Sagan”, ha concluso Berger, “noi siamo fatti della materia delle stelle, e la nostra gioielleria è fatta della materia delle stelle che si scontrano”. 

E questo sarebbe un artista????????



Artiste di architettura sono se mai quelle povere formiche morte atrocemente per appagare la curiosità di un decerebrato, un idiota che crede di aver realizzato un opera di "arte" e per di più un impudente poichè mette in un video le sue riprovevoli azioni e vigliaccamente non si fa vedere in viso
Perchè???? si vergogna?????

ATTENZIONE ....stampatevelo bene in mente, non avvicinatevi e allertate la polizia, potrebbe già aver varcato i nostri confini



Serial killer plurievaso approfitta di un permesso premio per evadere dal carcere di Marassi (dove scontava le condanne per tre omicidi), costringendo sotto la minaccia di una pistola un panattiere di Savona a portarlo a Genova, dove ha fatto perdere le proprie tracce.
Si tratta di Bartolomeo Gagliano (55 anni), pluriomicida di origine siciliana e residente in Liguria, che dal 1981 fa la spola tra carceri e manicomi criminali.
L'uomo (ha ucciso tra il 1981 e il 1989 due prostitute e un omosessuale), proprio nei giorni in cui il Parlamento ha approvato il cosiddetto piano svuota-carceri, doveva rientrare entro le 9 di mercoledì mattina a Marassi dopo aver usufruito di un permesso premio a Savona.
Ha però fermato alle 6 del mattino un automobilista (addetto alle consegne per una panetteria), facendosi portare nel capoluogo ligure.
Ha con sè tre borse. E' ora ricercato per rapina, sequestro di persona ed evasione, le sue foto segnaletiche sono stati inviati a tutti i valichi di frontiera. 
Il direttore del carcere - "Non sapevo che avesse ucciso". Salvatore Mazzeo, direttore del carcere di Marassi, intervistato da Repubblica si dice assolutamente sorpreso da quanto avvenuto: "Non ce lo aspettavamo: negli ultimi tempi il suo atteggiamento era molto migliorato.
Per noi era un rapinatore - aggiunge -. Non sapevamo che avesse quei precedenti penali da serial killer".
Il permesso premio è stato accordato su premesse sbagliate, confessa dunque Mazzeo: "Abbiamo valutato Gagliano in base al fascicolo di reato per cui era detenuto - sono le sue parole -, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore".

Carriera criminale - Gagliano ha ucciso la prima vittima (una prostituta di 29 anni) nel 1981 a Savona. Condannato a 8 anni di manicomio ciminale, nel 1983 durante una licenza accordata dai medici ha sequestrato una famiglia e da Massa Carrara ha raggiunto Savona, dove ha minacciato con un'arma da fuoco un tassista e un vigile urbano prima di aprire il fuoco contro la folla e ferire una diciassettenne.
E' evaso per la prima volta nel 1989, consumando durante la fuga il secondo e il terzo omicidio (un transessuale uruguayano e un travestito) e ferendo gravemente un'altra prostituta.
Nel 1994 scappa dall'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia.
Giudicato totalmente infermo di mente, ha all'attivo cinque evasioni, ha precedenti per rapina, detenzione di armi da fuoco, possesso di sostanze stupefacenti, aggressioni ed estorsioni.

VI PARE POSSIBILE?????
Che un detenuto non venga accompagnato in ogni carcere in cui va delle cartelle della sua "carriera"delinquenziale? Che un direttore di carcere creda che un detenuto sia solo un rapinatore invece che un pluriomicida???
INAUDITO che si determini con la buona condotta tenuta nel carcere il rilascio di permessi premio (non sapendo i trascorsi del detenuto)
LA GIUSTIZIA DA NOI FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Un ultima domandina 
Chi  può decidere chi far uscire dal carcere se i dossier non sono completi?
Su cosa sono  determinate tali scarcerazioni ? 
dalla buona condotta?, dall'ultimo reato commesso?,
DA COSA??????????
Se tanto mi da tanto rischiamo di trovarci non uno ma centinai di serial killer presto in circolazione! 

mercoledì 18 dicembre 2013


Καληνύχτα                            
                             good night ~               
                                               Спокойной ночи ~ 
                  Buenas noches ~              Buona notte ~ 
Boa noite ~              
                               晚安 ~                   
Bona Nit ~            
                      Dobranoc ~ 
                                          Bonne nuit ~ 
Gute nacht ~ 
                    Laku noć ~ 
Νoapte buna ~                           
                                               Góða nótt...

La vita(dolorosa e passionale)di Camille Claudel

Il fratello Paul Claudel, celebre poeta dell'epoca e diplomatico, così descrive la sorella Camille:
 “Un front superbe, surplombant des yeux magnifiques, de ce rare bleu si rare à rencontrer ailleurs que dans les romans.”(Fronte superba su occhi magnifici di un blu così raro che non si trova che nei romanzi).


Camille Claudel nata l'8 dicembre del 1864: artista francese, scultrice. 

 Camille Claudel è nata nel nord della Francia, la seconda figlia di una famiglia di contadini. 
 Camille e la sua famiglia dopo diversi trasferimenti arrivano a Montparnasse zona di Parigi nel 1881. 
Già dodicenne dimostra forte interesse per la scultura ed inizia con la tecnica del modellato e i suoi lavori son di tal livello che suo padre lascia che si rechi a Parigi presso l’Académie Colarossi, dove sarà allieva del maestro Alfred Boucher. 
 Nel 1882, Claudel affitta un officina con altre giovani donne, per lo più inglesi, tra cui Jessie Lipscomb. 
 Prima di trasferirsi a Firenze(dopo esser stato insegnante per più di tre anni a Claudel), Boucher ha chiede a Auguste Rodin di prendere in consegna l'istruzione dei suoi allievi; è così che Rodin e Claudel si incontrano e inizia il loro rapporto tumultuoso e passionale. Intorno al 1884, Claudel inizia a lavorare nella bottega di Rodin. Claudel diventa una fonte di ispirazione, modello, confidente e amante di Rodin.


Fra Rodin e la Claudel nasce un legame che travalicava il rapporto amoroso per sconfinare nel comune lavoro con reciproche influenze ma è bene sottotileneare che i due non convissero mai dato che Rodin aveva già un precedente legame con Rose Beuret suggellato dalla nascita di un figlio di appena un paio d'anni più giovane della Claudel. 
 Rose Beuret era "abituata" alle frequenti avventure di Rodin e quest'ultimo non aveva nessuna intenzione di lasciarla per un rapporto stabile con Camille. 
 Da ciò è facile dedurre che il rapporto fra Rodin e la Claudel fu complesso e assai tormentato. 
Rodin "narra" l'evolversi del suo amore verso la Claudel in numerosi disegni che sono allocati presso il Musée Rodin a Parigi: tali disegni hanno un rilevante contenuto erotico, così come alcuni lavori della stessa Camille che si rifanno a un Kāma Sūtra che fu rivisto e rielaborato da Kalidasa in un periodo ritenuto a cavallo del IV e il V secolo a.C. 
Camille Claudel sintetizza tutto questo insieme di sentimenti nel bronzo "La Valse" del 1891, ovvero un valzer in cui la passione amorosa traspare senza indugio alcuno e che Camille eseguì dopo una fugace avventura con Claude Debussy. Scopo di tale breve rapporto amoroso con Claude Debussy fu di far ingelosire Rodin in modo che lasciasse Rose Beuret, cosa che Rodin non fece e l'anno dopo, nel 1892, Rodin chiuse in modo definitivo il rapporto con Camille.


Una delle opere più belle e significative del lavoro di Camille è L'Âge Mûr Camille che nel gruppo scultoreo è simboleggiata dalla figura che tenta di trattenere il "vecchio" amante che ormai si sta rivolgendo verso la sua futura sposa dimostrando comunque un che di esitante.


La conoscenza della vicenda agita la sua famiglia, soprattutto la madre, che non ha mai accettato la vita artistica di Camille. 
 A partire dal 1903, espone le sue opere al Salon des Artistes Français e al Salon d'Automne .


Dopo il 1905 Claudel sembra avere dei disturbi mentali. 
 Distrugge molte delle sue statue, sparisce per lunghi periodi di tempo, sembrano evidenti i segni di paranoia e schizofrenia . 

Accusa Rodin di aver rubato le sue idee e di condurre un complotto per ucciderla. Dopo il matrimonio di suo fratello(che l'aveva sostenuto fino ad allora)nel 1906 e il suo ritorno in Cina, vive appartata nella sua officina. 
Suo padre, che approvava la sua arte, aiutò Camille e la sostenne finanziariamente. 
Quando il 2 marzo 1913 morì, Claudel non è fu informata.
 Il 10 marzo 1913 su iniziativa di suo fratello e soprattutto della madre , Camille venne ricoverata in un ospedale psichiatrico di Ville-Évrard in Neuilly-sur-Marne . 
 Ci sono documenti che dimostrano che la donna era lucida mentre lavorava. 
 I medici cercano di convincere la famiglia che non ha bisogno di restare all' istituto, ma la famiglia decide di lasciarla li. 
Più volte i medici comunicheranno alla famiglia di permettere a Camilla di lasciare l'ospedale, ma invano anzi la madre le proibì di ricevere la posta da chiunque tranne dal fratello. 
Paul Claudel, il fratello visita la sorella in ospedale poche volte. Camille Claudel vive 30 anni nel manicomio di Montfave dove muore il 19 ottobre 1943, senza mai ricevere una sola visita da parte della madre o della sorella. 
 Il suo corpo viene sepolto nel cimitero di Monfavet. Nessuno della famiglia partecipato alla cerimonia (solo alcuni membri del personale ospedaliero).
 Più tardi i suoi resti vengono sepolti in una fossa comune.

Gli smemorati di Berlino........e l' ignavia dei politici italiani Greci ecc.



La Germania, che fa tanto la moralizzatrice con gli altri paesi europei, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi.
Fra i paesi che le hanno condonato i debiti, la Grecia, prima di tutto, che pure era molto povera, e l’Italia.
Dopo la Grande Guerra, John Maynard Keynes sostenne che il conto salato chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita.
L’ammontare del debito di guerra equivaleva, in effetti, al 100% del Pil tedesco.
Fatalmemte, nel 1923 si arrivò al grande default tedesco, con l’iperinflazione che distrusse la repubblica di Weimar.
Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore, in seguito alla quale a Berlino si richiese un secondo, enorme quantitativo di denaro da parte di numerosi paesi.
L’ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora!)
La Germania sconfitta non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate.
Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni.
In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto.
L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania.
Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.
Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.
Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni.
E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quindi: che cos’ha da lamentare la Merkel, dal momento che il suo paese ha subito e procurato difficoltà ben maggiori e che proprio dall’Italia e dalla Grecia ha ottenuto il dimezzamento delle somme dovute per i disastri provocati con la prima e la seconda guerra mondiale?
La Grecia nel 1953 era molto povera, aveva un grande bisogno di quei soldi, e ne aveva sicuramente diritto, perché aggredita dalla Germania.
Eppure…
Perché nessun politico italiano ricorda ai tedeschi il debito non esatto?

Roberto Schena
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