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giovedì 26 settembre 2013

Qui le parole non servono!!! ......c'è solo ORRORE!!!!!

A zonzo per il mondo con l'adrenalina a mille



Se la solita pista ciclabile è ormai troppo banale e non solletica la vostra sete di adrenalina, ecco un percorso dove il fiato vi rimarrà sospeso a lungo. Si tratta della North Yungas Road, soprannominata la 'Strada della morte',

Un'altra emozionante avventura sportiva ha come scenario le zone selvagge della Patagonia: fare trekking a tu per tu con i monoliti di Torres del Paine è qualcosa di unico, qui i percorsi escursionisti sono numerosi e permettono di scegliere tra arrampicate o un approccio più soft a cavallo.



L'altezza non è un problema? Provate a chiedervelo scalando il Sydney Harbour Bridge, un ponte ad arco di Sydney che collega il Central Business District con l'area settentrionale della città, North Shore, attraversando la Baia di Sydney, un'attrazione che, ogni anno, richiama molti turisti attratti da questa avventura.

Per chi non si è mai trovato faccia a faccia con il grande predatore dei mari, lo squalo, in Sudafrica, la possibilità di incontrarli si trasforma in una certezza: proprio così, qui ci si immerge nelle acque dell'Oceano Indiano in compagnia degli squali, per un'ora, ma soprattutto senza gabbia protettiva, basta solo sperare che abbia lo stomaco pieno...

Montagne russe o roller coaster che dire si voglia, quando la passione dell'altitudine si sposa con quell'irresistibile voglia di divertimento, basta fare rotta in terra a stelle e strisce là dove si trovano le montagne russe più alte del mondo, precisamente in New Jersey. Preparatevi a volare fino ad un'altezza massima di 140 metri.

Nei pressi del Circolo Polare Artico, immersi in una natura selvaggia dipinta di bianco, non c'è niente di più emozionante che lasciarsi trainare dalla magia del posto con un'uscita di dog sledding, cani da slitta che guidano nella tundra della Scandinavia, tra foreste e laghi ghiacciati.

Il parco nazionale Vulcani delle Hawaii


I vulcani delle Hawaii si trovano nell'Oceano Pacifico e fanno parte dell'Oceania, ad esclusione dello Stato di Hawaii, diventato il 50 ° Paese degli Stati Uniti dal 1959.
 Il Parco Nazionale dei Vulcani, fondato nel 1916 mostra i risultati di 70 milioni di anni di vulcanismo, tra ecosistemi unici e rari, e una cultura umana ben distinta.
 Una delle sue caratteristiche è l'essere stato plasmato dalle numerose popolazioni vissute in queste terre per  molti secoli. 

Più di cinque secoli prima della creazione del parco, i nativi hawaiani hanno vissuto, lavorato e reso questo suolo sacro a dio. Più tardi, nel XIX secolo, avventurieri, scienziati, filantropi e numerosi visitatori hanno lasciato i segni del loro passaggio.


Il Pu'u Loa, è il nome di una vasta area coperta da lava solidificata, che con il tempo ha assunto varie forme. 
Si possono osservare numerose immagini, chiamate petroglifi, con motivi geometrici, disegni criptici, rappresentazioni umane, canoe, vele ... sculture naturali, che rendono questo sito un luogo sacro alla popolazione hawaiana. 
Gli amministratori del Parco fanno di tutto per proteggere questi petroglifi, soprattutto dai numerosi visitatori, per lasciare il patrimonio intatto.


Molto importanti anche le numerose grotte dove si possono osservare colonne di lava solidificata, crepe della terra, crateri, spaccature di camere magmatiche e insolite formazioni geologiche.


Questi vulcani sono in costante attività. 
Le tantissime leggende polinesiane attribuiscono la loro origine alle divinità. 
 Eccone una : 
 "Pele, dea dei vulcani, aveva un carattere turbolento e litigava senza tregua con la sorella Namakaokahai, dea dell'oceano. 
Un giorno, colpendo il mare con il suo bastone magico, Pele fece sorgere un vulcano.
 Sua sorella esasperata per l'insopportabile rumore, iniziò a insultarla. 
Pele scappò via e per dispetto si affrettò a crearne subito un altro. 
 Scoppiò allora una lite furibonda tra le due sorelle e, dopo tanti battibecchi, Pele finì per rifugiarsi nel cratere di uno dei vulcani che aveva creato, il Kilauea. 
 Namakaokahai non poté fare più niente contro di lei.
 Non riuscendo a sbarazzarsi di Pele, la dea dell'oceano propose alla sorella un patto: l'avrebbe lasciata vivere tranquilla sulla grande isola dove sorgeva il vulcano in cui si era rifugiata, se avesse accettato in cambio di riparare i danni provocati dalla sua ira. 
 Fu così che tornò a regnare la quiete, e la vita riprese il suo corso ... o quasi ... perché ancora oggi, quando Pele si arrabbia, pesta i piedi per terra e la lava zampilla dai vulcani! 
"

I Boscimani Un millenario popolo destinato all'estinzione Per..... IL MALEDETTO DENARO!!!!

I San, detti anche Khwe, Basarwa o Boscimani sono un popolo che vive nel Kalahari (tra Sudafrica, Namibia e Botswana) Le prove archeologiche suggeriscono che i San abitino l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Insieme ai pigmei dell'Africa centrale, i boscimani sono stati considerati la possibile fonte della linea di discendenza del DNA mitocondriale, la leggendaria Eva mitocondriale




I Boscimani Si definiscono "coloro che seguono la luce" poiché si spostano in funzione delle piogge per nutrirsi di frutti, radici e di tutto quello che la natura mette a disposizione.


Studi recenti sembrerebbero suggerire che i san costituiscano uno dei più antichi rami dell'evoluzione dell'uomo moderno, essendo rimasti isolati geneticamente per un tempo stimato sui 100.000 anni.
Nonostante sia stata dimostrata la presenza nel loro territorio da almeno 20.000 anni, esistono resti di scheletri compatibili con questa popolazione ben più antichi risalenti addirittura a 100.000 anni fa, è il cosiddetto popolo degli strandlopers o boscopoidi 
della regione costiera della Namibia.
Strandloper significa in lingua afrikaans camminatore di spiaggia, in riferimento allo stile di vita di questo antichissimo popolo che viveva raccogliendo conchiglie e altri organismi spiaggiati lungo la costa del mare.
La cosa interessante di questi scheletri è il rapporto teorico tra il peso del cervello e del corpo, superiore ad ogni altro Homo sapiens esistito dal passato al presente: i boscopoidi avevano una capacità del cranio superiore del 30% a quella dell'uomo moderno, su un corpo da pigmeo.
Con questi grandi crani si suppone avessero un'intelligenza fuori del comune e in effetti sono state trovate tra i reperti alcune piccole trappole per la pesca veramente ingegnose, inoltre si hanno le prime testimonianze di sepolture rituali.
Altro fattore d'interesse è il loro stile di vita legato esclusivamente al mare che li distingueva da ogni altro Homo sapiens più arcaico. 



La forma di arte principale dei Boscimani è rappresentata dai petroglifi, che venivano usati anche per istruire i bambini.
In Namibia si trovano numerosi siti archeologici ricchi di graffiti boscimani; uno dei più noti è quello di Twyfelfontein.

Accesso negato! Segnerà la fine dei cacciatori Boscimani?

13 settembre 2013

La Corte Suprema del Botswana ha assestato ai Boscimani del Kalahari un colpo che potrebbe segnare la fine del loro stile di vita. La Corte Suprema del Botswana ha respinto l’ultima richiesta dei Boscimani del Kalahari di avere libero accesso alla terra ancestrale. Ora si teme che questa decisione possa segnare la fine degli ultimi cacciatori Boscimani.
I Boscimani della Central Kalahari Game Reserve (CKGR) erano ricorsi al tribunale per contestare una pratica del governo che gli impone di richiedere un permesso per entrare nella riserva nonostante una storica sentenza della Corte Suprema del 2006, che garantiva a tutti loro il libero accesso.
Il permesso d’ingresso dura un mese e viene rilasciato solo ai Boscimani che hanno parenti all’interno della riserva: una decisione che ha il chiaro obiettivo di ridurre gradualmente il numero di coloro che possono restare nella propria terra.
I Boscimani vivono nella paura costante della scadenza del permesso, tra le violenze perpetrate dalla polizia paramilitare e dai guardaparchi.
Il governo è riuscito a far chiudere il caso appellandosi a un vizio di forma e affermando che nessuno dei richiedenti risiedeva nella CKGR durante gli sfratti del 2002.
Il giudice ha stabilito che i Boscimani richiedenti dovranno quindi tornare in tribunale per provare il fatto.
Quest’ultimo caso giudiziario è stato costellato di problemi.
Poco prima dell’udienza, infatti, le autorità hanno arbitrariamente tolto all’avvocato dei Boscimani Gordon Bennet il permesso di entrare nel paese per rappresentarli in tribunale.
I Boscimani giurano che continueranno a lottare per i loro diritti territoriali nonostante gli ostacoli legali. 



“La decisione della Corte Suprema non tiene conto di quanto i Boscimani amano la loro terra.
Al contrario, fornisce un quadro ben chiaro del governo del Botswana e dell’oppressione che usa” ha dichiarato il Boscimane Jumanda Gakelebone a Survival International.
“Non ci sorprende, e non è la prima volta.
Lotteremo per i nostri diritti fino a quando non otterremo quello che vogliamo.
” Di recente, diversi Boscimani sono anche stati arrestati e torturati per aver cacciato.
La caccia è un’attività fondamentale per la loro sopravvivenza nella CKGR. Survival International ha condannato le manovre messe in atto dal governo del Botswana per impedire ai Boscimani di cacciare ed entrare liberamente nella terra ancestale, distruggendo il loro stile di vita.
Per questo Survival riprenderà e intensificherà la sua campagna per difendere il diritto dei Boscimani di vivere in pace nella loro casa. “La Corte Suprema ha assestato un duro colpo ai Boscimani, ma la lotta per la terra non si fermerà qui” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Survival continuerà fino a quando i diritti della tribù non saranno stati ristabiliti: stiamo lavorando per rimettere in moto un’altra grande campagna internazionale.

” Nota ai redattori: - 
I Boscimani del Botswana sono gli ultimi  cacciatori sopravvissuti nell’Africa meridionale. Tra il 1997 e il 2002 il governo li ha sfrattati con la forza dalla Central Kalahari Game Reserve (CKGR ), loro terra ancestrale.
Nel 2006, con una sentenza storica, la Corte Suprema del Botswana confermò il diritto dei Boscimani a ritornare a casa, definendo gli sfratti “illegittimi e incostituzionali”.
Ma oggi il governo sostiene che il libero accesso alla CKGR è riconosciuto solo alle 189 persone registrate formalmente nel processo, e ai loro figli fino all’età di 16 anni.
All’inizio del processo, tuttavia, il governo riconobbe che la sentenza sarebbe stata applicata a tutti i 700 Boscimani sfrattati.

Sentenza in originale 
 http://assets.survivalinternational.org/documents/1065/130829-highcourt-judgment.pdf 

I Boscimani contano circa 100.000 persone e vivono in Botswana, Namibia, Sud Africa e Angola.
Sono i popoli indigeni dell’Africa meridionale e abitano lì da migliaia di anni.
Nel cuore del Botswana sorge la Central Kalahari Game Reserve (CKGR), una riserva istituita appositamente per proteggere il territorio tradizionale dei 5.000 Boscimani Gana, Gwi e Tsila (e dei loro vicini, i Bakgalagadi), e la selvaggina da cui dipende la loro sopravvivenza.
Agli inizi degli anni ’80, nella riserva furono scoperti i diamanti. Poco dopo, i ministri del governo si recarono in loco dicendo ai Boscimani che avrebbero dovuto andarsene a causa dei giacimenti rinvenuti.
I Boscimani, Survival e moltissimi osservatori indipendenti ritengono che la causa degli sfratti dei Boscimani siano i diamanti.

Le terre ancestrali dei Boscimani si trovano nel cuore della zona diamantifera più ricca del mondo.
Si sa con certezza che esiste almeno un grande deposito di diamanti presso la comunità boscimane di Gope.
Ma nella riserva sono già stati individuati molti altri giacimenti di kimberlite (la roccia vulcanica al cui interno di trovano i diamanti). Nel maggio 2007, la De Beers ha venduto il giacimento di Gope alla compagnia Gem Diamonds per 34 milioni di dollari.
Secondo il direttore generale della Gem Diamonds, la campagna a sostegno dei Boscimani aveva reso il deposito troppo problematico per De Beers.
La Gem Diamonds ha affermato pubblicamente che il giacimento contiene oltre 2,2 miliardi di dollari di diamanti (ai prezzi 2007) e che le estrazioni avverranno non appena le condizioni economiche saranno favorevoli.
Nel 2010 la compagnia ha incrementato il valore del deposito portandolo a 3,3 miliardi.
Il governo del Botswana è in procinto di autorizzare la miniera ma ha già dichiarato che alla compagnia non sarà consentito fornire acqua ai Boscimani.
Il governo si è anche già riservato il diritto di utilizzare i pozzi dell’acqua scavati dalla Gem Diamonds per abbeverare la fauna selvatica.
Secondo la compagnia, i Boscimani sarebbero favorevoli alla miniera ma le comunità non hanno avuto nessuna consulenza indipendente sull’impatto delle attività minerarie.
Nel caso dei Boscimani sono coinvolte altre compagnie.
La Petra Diamonds sta esplorando tutta la riserva del Kalahari e ha identificato Gope e Kukama come aree di prioritario interesse.
Nel 1997 vennero effettuati i primi sfratti forzati, conclusisi definitivamente nel corso di due operazioni di sgombero successive, avvenute nel 2002 e nel 2005.
Le case dei Boscimani vennero distrutte, le loro scuole e i loro dispensari sanitari chiusi, il loro pozzo per l’acqua smantellato e cementato, le loro riserve d’acqua rovesciate nel deserto. La popolazione fu minacciata, caricata su camion e portata via.

Oggi, i Boscimani vivono in campi di reinsediamento fuori dalla CKGR.
Per sopravvivere dipendono in gran parte dalle razioni di cibo distribuite dal governo perché sono praticamente impossibilitati a cacciare, e vengono picchiati e arrestati se sorpresi a farlo.
Sono stretti dalla morsa dell’alcolismo, della noia, della depressione e flagellati da malattie come la tubercolosi e l’HIV/AIDS.
Mentre, da un lato, il governo negava ai Boscimani l’accesso all’acqua, dall’altra faceva scavare nuovi pozzi a beneficio esclusivo della fauna selvatica e autorizzava la compagnia Wilderness Safaris ad aprire un resort turistico nella riserva.
Il Kalahari Plains Camp vanta un contratto d’affitto stipulato con il governo.
Tuttavia, l’accordo non ha assolutamente tenuto conto dei diritti che i Boscimani hanno sulle terre in cui sorge il campo, e i Boscimani non sono stati in nessun modo consultati sul progetto.

Così, mentre i Boscimani rischiavano di morire di sete nelle loro terre, i turisti sorseggiavano cocktail sul bordo della piscina del campo. 

Tratto da Survival International

mercoledì 25 settembre 2013


Vita breve per l'isola nata dal terremoto in Pakistan


E' destinata d una vita breve e a scomparire in poche settimane, la piccola isola generata dal violento terremoto che il 24 settembre ha colpito il Pakistan. Ne sono convinti i sismologi, che escludono comunque un legame diretto fra il terremoto e l'affiorare dell'isolotto a forma di mezzaluna, lungo circa 200 metri, largo 100 e alto una ventina di metri. 
''Si esclude che l'isola sia nata dalla deformazione causata dalla faglia a causa della grande distanza, di circa 500 chilometri'', osserva il sismologo Gianluca Valensise, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). ''Piuttosto - aggiunge - potrebbe essere un effetto indiretto del terremoto''. Quest'ultimo potrebbe avere generato pressioni elevate che avrebbero causato la liquefazione dei sedimenti sottomarini, che potrebbero essere emersi in superficie attraverso una frattura. Il fondale, poco profondo in quel punto, avrebbe fatto il resto.
 
Per i sismologi del Servizio di sorveglianza geologica degli Stati Uniti (Usgs) potrebbe essere un grande vulcano di fango, paragonabile a quelli, molto più piccoli, portati in superficie dal terremoto in Emilia Romagna del 2012. ''Sono fenomeni piuttosto simili, anche se su scala molto diversa'', osserva Valensise. Isole effimere generate dallo stesso meccanismo sono nate anche in passato, come quelle generate nel 1945 e nel 2001 dal terremoto di Makran, scomparse nell'arco di un anno. Vulcani di fango si sono formati inoltre nell'Azerbaijan nel 1902, in Mongolia nel 1957 e nel 2006), a Sumatra nel 2004.
 
Intanto, per studiare meglio il fenomeno, gli esperti sono in attesa delle prime immagini dell'isola prese dai satelliti, mentre i curiosi di tutto il mondo stanno già inviando dei tweet agli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale nei quali chiedono se hanno già le prime foto dell'isola.


www.ansa.it

Natura meravigliosa

L’homo Sapiens attraversava lo stretto di Messina


Ventimila anni fa il Ponte sullo Stretto di Messina non sarebbe servito.
 Una sella di roccia, prima sommersa nelle acque fra Scilla e Cariddi, emerse in quel periodo, consentendo finalmente il passaggio dell’Homo Sapiens dal continente in Sicilia. 
Una occasione unica per il nostro antenato che con le sue fragili piroghe non avrebbe potuto attraversare quel tratto di mare in cui le correnti, all’epoca, erano ben quattro volte più violente di oggi.
 A scoprirlo e’ stato un team internazionale di scienziati coordinati dall’Enea che hanno presentato i risultati della ricerca a Roma.

 Con l’emersione di un ponte continentale fra l’Europa e la Sicilia, “in un periodo compreso tra 27mila e 17mila anni fa, si può ora spiegare come mai la migrazione sulle coste siciliane di Homo Sapiens e di alcuni grandi mammiferi con poca capacità a nuotare, sia avvenuta con ritardo rispetto all’Europa” ha affermato Fabrizio Antoniolo, geomorfologo dell’Enea nel presentare la ricerca.
 Lo studio, durato due anni, ha impegnato, con l’Enea, ricercatori del Max Planck Institute, dell’Australian National University di Canberra, e di numerose istituzioni scientifiche italiane fra cui Cnr, Ispra, e le Universita’ Palermo, Roma La Sapienza, Napoli, Messina, e Trieste. 

 I risultati della ricerca multidisciplinare documentano come, nel corso dell’ultima glaciazione, il mare, in quel tratto fra la Calabria e la Sicilia, si sia abbassato fino a creare un ponte. ”La sella sommersa nello Stretto di Messina, che oggi si trova ad una profondità di 81 metri sul livello del mare, ha costituito per l’Homo Sapiens l’unica possibilità di collegamento tra l’Italia peninsulare e la Sicilia” ha detto ancora Antonioli nel corso della conferenza cui hanno preso parte anche il responsabile dell’Unita’ Tecnica Modellistica Energetica Ambientale dell’Enea, Vincenzo Artale, l’oceanografo dell’Enea Gian Maria Sannino, il geologo marino de La Sapienza di Roma, Francesco Latino Chiocci, e la paleontologa de La Sapienza Maria Rita Palombo.

 Secondo i ricercatori, inoltre, questo passaggio naturale fra la Sicilia e la Calabria ha fatto arrivare sull’Isola anche mammiferi oggi scomparsi come l’Equus hydruntinus, i cui resti risalenti a circa 22 mila anni fa, sono stati rinvenuti dagli scienziati nella grotta di San Teodoro, nei pressi di Messina. 
“La presenza di forti correnti, valutate fino a 16 nodi, nel braccio di mare che separa per circa 4 chilometri la punta meridionale della Calabria dalla Sicilia rende inverosimile -hanno detto i ricercatori- ogni ipotesi che il nostro antenato Homo Sapiens abbia potuto traversare a nuoto e con barche rudimentali questo tratto“.
 Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati si sono serviti del calcolo delle variazioni del livello del mare e dell’analisi integrata dei dati più recenti raccolti in differenti discipline come la geologia marina, la tettonica, la geofisica, la modellistica oceanografica, la paleontologia e l’antropologia. “Con questo studio molti dei nostri ricercatori hanno tradotto competenze sul nucleare, sul clima o sull’energia in conoscenza in settori differenti della scienza” ha detto il Commissario dell’Enea, Giovanni Lelli 

Fonte: http://www.adnkronos.com

Un Email dall' aldilà

Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove passarono la luna di miele 20 anni prima. Però per problemi di lavoro, la moglie non può accompagnare subito il marito: l'avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo.
Quando l'uomo arriva, entra nella camera dell'hotel e vede che c'è un computer con l'accesso ad Internet.
Decide allora di inviare una e-mail a sua moglie, ma sbaglia una lettera dell'indirizzo e, senza accorgersene, la manda ad un altro indirizzo.
La e-mail viene ricevuta da una vedova che stava rientrando dal funerale di suo marito e che decide di controllare i messaggi ricevuti.
Suo figlio, rientrando a casa poco dopo, trova sua madre svenuta davanti al computer e sul monitor legge l'e-mail: 'Cara sposa, sono arrivato.
Tutto bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche qui hanno il computer ed è possibile inviare messaggi alle persone care.
Appena arrivato mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te quando arriverai venerdì prossimo...
Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo, come lo è stato il mio...
N.B. Non portare molti vestiti, perchè qui fa un caldo infernale!!!' 

Tratto da Permalink
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