L’affresco policromo della parete di fondo costituisce la caratteristica principale del culto mitraico: la rappresentazione del dio nell’atto di uccidere il toro. Il giovane, che indossa come copricapo il classico berretto frigio, è vestito di rosso bordato di verde, con l’ampio mantello svolazzante dello stesso colore rosso, esternamente, e azzurro, internamente. Si noti, curiosamente, che la Chiesa cristiana utilizzerà lo stesso accostamento cromatico nell’iconografia classica del Cristo.
Sulla sinistra, in alto, un personaggio osserva la scena, ed ha davanti a sé un corvo: è il dio Sole, che per tramite del nero uccello comanda a Mitra di compiere l’impresa. Ai lati della scena, vi sono i due Dadofori, i portatori di fiaccole. Cautes, a sinistra, con la fiaccola sollevata, rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre, del giorno sulla notte: è l’Equinozio di Primavera. Cautopates, sulla destra, rappresentato con la fiaccola abbassata, significa invece la predominanza della notte sul giorno, ed è l’Equinozio d’Autunno.
In basso troviamo i tre animali che aiutano il dio nell’impresa: il cane, lo scorpione e il serpente. Si noti quanto risalto sia stato dato soprattutto a questa figura, che si estende per tutta la lunghezza del dipinto, a dispetto delle altre figure. Alle due estremità, troviamo altri due volti, barbuti, che sembrano spuntare dal suolo. L’iconografia ricorda quella del "Genius Loci", lo spirito protettore di un luogo, e tutto l’insieme sembra ricordare un affresco analogo che orna il Mitreo dei Serpenti, presso Ostia Antica.
sabato 23 febbraio 2013
Il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere
L’affresco policromo della parete di fondo costituisce la caratteristica principale del culto mitraico: la rappresentazione del dio nell’atto di uccidere il toro. Il giovane, che indossa come copricapo il classico berretto frigio, è vestito di rosso bordato di verde, con l’ampio mantello svolazzante dello stesso colore rosso, esternamente, e azzurro, internamente. Si noti, curiosamente, che la Chiesa cristiana utilizzerà lo stesso accostamento cromatico nell’iconografia classica del Cristo.
Sulla sinistra, in alto, un personaggio osserva la scena, ed ha davanti a sé un corvo: è il dio Sole, che per tramite del nero uccello comanda a Mitra di compiere l’impresa. Ai lati della scena, vi sono i due Dadofori, i portatori di fiaccole. Cautes, a sinistra, con la fiaccola sollevata, rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre, del giorno sulla notte: è l’Equinozio di Primavera. Cautopates, sulla destra, rappresentato con la fiaccola abbassata, significa invece la predominanza della notte sul giorno, ed è l’Equinozio d’Autunno.
In basso troviamo i tre animali che aiutano il dio nell’impresa: il cane, lo scorpione e il serpente. Si noti quanto risalto sia stato dato soprattutto a questa figura, che si estende per tutta la lunghezza del dipinto, a dispetto delle altre figure. Alle due estremità, troviamo altri due volti, barbuti, che sembrano spuntare dal suolo. L’iconografia ricorda quella del "Genius Loci", lo spirito protettore di un luogo, e tutto l’insieme sembra ricordare un affresco analogo che orna il Mitreo dei Serpenti, presso Ostia Antica.
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